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Il beato Lanuino

BEATO LANUINO

(Normandia sec. XI – Serra San Bruno 11 aprile 1116).


Le notizie sull’infanzia di Lanuino sono scarne, di lui sappiamo che nacque in Normandia nel sec. XI da un nobile famiglia. In adolescenza giunse in Italia, a Roma, dove cominciò i suoi studi e sviluppò la sua vocazione monastica, che lo portò ad entrare nel 1087 alla Grande Chartreuse. Qui vi giunse attratto anche dalla fama di Maestro Bruno, con il quale da subito entrò in sintonia. Nel 1089 quando Urbano II chiamò Bruno a Roma, egli volle portare con sé Lanuino, apprezzato per le sue qualità, ed il quale inoltre avendo soggiornato per studi nella città eterna sarebbe potuto essere per lui un valido aiuto. Da questo momento in poi il Maestro ed il fedele discepolo non si separeranno mai, difatti dopo aver trascorso due anni come consiglieri del Pontefice, si ritireranno in Calabria per dare vita all’eremo di S. Maria della Torre. Lanuino, ricoprirà nel nuovo convento l’incarico di Procuratore, , e sarà per Bruno il suo collaboratore più vicino, una sorta di alter ego, dal 1091 difatti tutti i documenti inviati dai Normanni e dal pontefice saranno indirizzati ad entrambi. Alla morte di Bruno, il 6 ottobre del 1101, ed a seguito di un Capitolo composto da trentadue monaci presieduto da un delegato del papa (il vescovo di Alba), Lanuino viene eletto maestro, diventando il successore di Bruno alla guida della comunità monastica calabrese. Il papa Pasquale II con una bolla del 26 novembre 1101 si complimenta con lui invitandolo a Roma per la successiva Quaresima per potergli tributare tutta la stima che ha nei suoi confronti. Negli anni successivi difatti Lanuino parteciperà per volontà del pontefice, a diversi concili: nel 1102 a Roma  al primo Lateranense, ed in seguito a Firenze, Guastalla e Benevento. Ciò testimonia la forte personalità dell’erede di Bruno, che operò per sanare diverse dispute nella Chiesa di Catania ed in Calabria. Tale attività di riformatore ecclesiastico per il pontefice, che gli conferì il titolo di gran Priore, Maestro e Padre di Anacoreti, non lo distrasse dal condurre egregiamente la comunità certosina, difatti animato da una forte energia seppe consolidare la certosa con nuove costruzioni, che portarono anche ad un conseguente aumento del numero dei monaci. Lanuino fu anche colui che architettò la grangia di San Giacomo di Montauro, che nacque nel 1114 al fine di accogliere gli eremiti certosini troppo anziani, o quelli infermi non più in grado di sostenere la ferrea vita monastica in certosa. Questo eremo “satellite”, erano destinato anche per coloro che si accingevano a prendere i voti ossia i novizi, che potevano così gradatamente iniziare il loro percorso monastico, prima di accedere alla certosa. Dopo aver retto sapientemente la sua comunità per quasi venti anni, la vita di Lanuino volse al termine, morì infatti l’11 aprile del 1116, e dopo i solenni funerali svolti nella chiesa di S. Stefano, alla presenza di moltissimi fedeli accorsi per la sua notorietà, il suo corpo fu sotterrato nel cimitero all’interno della certosa, accanto alle spoglie mortali del fondatore dell’Ordine certosino. Si narra che in seguito, sotto il priorato di Lamberto, che successe a Lanuino come Priore, i corpi dei due santi furono esumati, riposti in una urna e traslati nella piccola chiesetta di Santa Maria della Torre. A seguito delle vicissitudini accorse alla certosa calabrese, queste reliquie furono nascoste per molto tempo, riapparvero nel 1502, e da allora sono gelosamente custodite dai certosini che hanno provveduto a sistemarle sull’altare maggiore della chiesa della certosa di S. Stefano, nell’urna con la dicitura “in morte quoque non sunt divisi”. Il pontefice Leone XIII, il 4 febbraio del 1893 confermò il culto, concedendo il titolo di beato a Lanuino, che verrà poi celebrato dai certosini l’11 aprile, data della sua dipartita.

Preghiera:
Signore, che hai fatto del Beato Lanuino il compagno
del nostro Padre San Bruno nella vita solitaria;
donaci, per i meriti di entrambi, di
raggiungere le benedizioni eterne del cielo.

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