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Il beato Niccolò Albergati

BEATO NICCOLO’ ALBERGATI

(Bologna 1375 – Siena 1443)


Oggi 9 maggio si celebra il beato Niccolò Albergati, una delle più importanti personalità della Chiesa del suo tempo. Niccolò Albergati nacque nel 1375 a Bologna, e dopo aver quasi conseguito la laurea in legge nell’Università della città felsinea, che lo avrebbe condotto verso una brillante carriera di avvocato, egli decise a soli vent’anni di diventare certosino. Una leggenda narra che il giovane laureando Albergati, una notte a causa di un violento temporale fu costretto a ripararsi presso il convento certosino di San Girolamo di Casara, dove trascorse la notte. Nel sentire il suono delle campane che annunciavano il Mattutino, egli incuriosito si recò in chiesa rimanendo estasiato dall’atmosfera emanata dal soave canto dei monaci nel buio della notte, al punto tale che decise di voler intraprendere la vita monastica. Nel 1395, Niccolò fece ingresso nella certosa bolognese, nel 1402 divenne sacerdote, poi dopo soli dodici anni dal suo ingresso nella comunità monastica, e grazie alle sue notevoli doti apprezzate da tutti i confratelli, nel 1407 fu eletto priore. In un periodo, nel quale tanti monasteri cadevano in rovina, egli seppe sotto la sua guida, far rifiorire la certosa bolognese sia materialmente ma  soprattutto spiritualmente, e dato il suo prestigio la sua ascesa continuò, fu nominato dall’Ordine Visitatore della Provincia Tuscia. Dopo alcuni anni, malgrado la sua volontà, e solo dopo il permesso concessogli dal Generale dell’Ordine Jean di Griffenberg,  Albergati viene eletto vescovo della sua città natale il 4 luglio 1417. Strappato dalla vita eremitica Niccolò, cominciò la sua attività episcopale in una diocesi che soffriva un periodo di forte decadenza, ma che trovò nel vescovo certosino un grande riformatore. Nonostante la sua intensa attività Albergati, non abbandonò mai il regime di vita di un certosino, vestendo l’umile abito monastico, rispettando i digiuni di carne imposti dalla severa regola e rimanendo sempre un monaco perfetto. L’umiltà fu una delle sue più spiccate virtù, che lo spinse a rinunciare, ma invano, alla nomina di cardinale del titolo di S. Croce di Gerusalemme, conferitogli dal pontefice Martino V il 24 maggio 1426. Tre anni prima papa Martino V (Oddone Colonna), lo aveva già nominato Nunzio Apostolico in Francia al fine di riuscire a far conciliare il re di Francia, con il re d’Inghilterra. La nomina a cardinale costrinse Albergati a recarsi a Roma, poiché il papa necessitava dei preziosi consigli del saggio certosino, il quale  fu nominato amministratore in spiritualibus et temporalibus della città di Bologna per consentirgli di completare la sua eccellente azione riformatrice. Anche il successore di Martino V, Eugenio IV volle incaricare Albergati in delicati affari di diplomazia, nominandolo Nunzio Apostolico per il Concilio di Basilea del 10 settembre 1433. La autorevole personalità, e le capacità diplomatiche del cardinale certosino furono fondamentali per i risultati dei concili a cui prese parte, egli fu pertanto soprannominato Angelo della Pace. Nelle sue mediazioni negoziatrici egli si avvalse di alcuni importanti segretari, che stettero al suo servizio, come Leon Battista Alberti, Enea Silvio Piccolomini(in seguito eletto Pio II) e Tommaso Parentuccelli. Quest’ultimo seguì Albergati fino alla sua morte, succedendogli come vescovo di Bologna nel 1443 e qualche anno dopo il 6 marzo 1447 venendo eletto papa con il nome di Niccolò V, scelto in onore del suo benefattore. Albergati partecipò anche al successivo concilio di Ferrara (2 gennaio 1438) successivamente spostato a Firenze (16 gennaio 1439) a causa di una epidemia di peste. Il cardinale Albergati dopo tanti anni di intensa attività diplomatica, e fiaccato da una lunga malattia, il mal di pietra(calcoli renali) si spense a Siena il 9 maggio del 1443, mentre accompagnava il pontefice Eugenio IV in un viaggio. Si narra che di ritorno da Arras, in Francia, dove il 21 settembre 1435 era stato firmato il trattato che decretava la fine della sanguinosa Guerra dei Cent’anni, Albergati tra i principali artefici di tale accordo lo mostrò al papa. Questi compiaciuto, del risultato ottenuto voleva ricompensare il suo cardinale, che ebbe modo di chiedere umilmente di essere dispensato da ogni dignità terrena e di poter ritornare nella pace e nel silenzio della sua certosa. Purtroppo però questo suo desiderio non si verificò mai. Alla sua morte, il suo corpo fu trasferito dal pontefice nella sua Bologna, e dopo essersi svolti solenni funerali a cui prese parte personalmente Eugenio IV, il corpo fu sotterrato successivamente nel cimitero della certosa di Firenze dove egli stesso aveva scelto di essere seppellito. Le spoglie mortali furono poi esumate nel 1633, per ordine del pontefice Urbano VIII, per essere raccolte in una nuova urna, in questa circostanza il cervello del beato certosino che risultò prodigiosamente incorrotto, fu donato alla certosa bolognese. Poi il 30 settembre del 1678 vi fu nuovamente una sistemazione dei resti del cardinale, con un ulteriore distribuzione alle varie certose di frammenti di reliquie. Poi infine, a seguito della conferma del culto, autorizzato nel 1744 da Benedetto XIV il quale definì Albergati “Cardinalis Pacis”, le reliquie del beato, emananti un soave profumo, vennero definitivamente sistemate in un luogo più consono alla devozione. Nel corso dei secoli numerose guarigioni, e prodigiose apparizioni svilupparono il culto verso questo beato cardinale certosino, che viene commemorato il 9 maggio.

Preghiera:

Concedici, o Signore, quella semplicità di

Vita, che ha permesso al beato Niccolò di rimanere

fedele alla sua vocazione di certosino tra le tante

mansioni del suo ministero.

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