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Lunedi di Pentecoste: la processione e gli spirdati

LUNEDI DI PENTECOSTE

LA PROCESSIONE – IL LAGHETTO – GLI SPIRDATI

Oggi è il lunedì successivo alla Domenica di Pentecoste, ed a Serra San Bruno, in Calabria, così come ogni 6 ottobre, si celebra una festa in onore del santo certosino che dà il nome al paese. Occorre ricordare che dal 1193 al 1500, la certosa calabrese fu retta da una comunità cistercense, e pertanto il luogo preciso dove era stato sepolto Bruno dai suoi confratelli, era stato ormai dimenticato. Ma nel 1505, vennero prodigiosamente ritrovati i resti mortali di Bruno e Lanuino, al disotto della chiesetta di Santa Maria del Bosco, ciò fu un evento grandioso che spinse papa Leone X, nel 1514, a santificare Bruno ed a richiamare i certosini alla guida della certosa serrese. Il ritrovamento delle sacre spoglie dette inizio ad una immutata usanza. Si ripete, infatti, da allora una vecchia tradizione, iniziata un lunedì di Pentecoste del 1505, allorquando circa trentamila persone assistettero alla traslazione delle reliquie del santo, dalla chiesetta di Santa Maria del Bosco alla chiesa della certosa di S. Stefano. Oggi come allora, le reliquie conservate in un prezioso busto, collocato sull’altare maggiore della chiesa della certosa calabrese, vengono esposte ai fedeli. Il cinquecentesco busto argenteo, viene preparato per affrontare la processione, viene calata una protezione in plexiglas, una misura precauzionale adottata di recente, per preservarlo dalla foga dei fedeli. Difatti la tradizione vuole che al passaggio del busto, gli astanti lancino confetti, simbolo di fertilità, ed  i quali però hanno lasciato nel corso degli anni vistose ammaccature al reliquiario. I confetti, seguendo l’antico folklore locale, verranno raccolti per poi essere esposti alle finestre durante i tremendi temporali invernali, mentre si invoca San Bruno per far cessare la pioggia. Prima di far cominciare la processione, nella attigua cappella della certosa destinata al pubblico, da dietro ad una grata i monaci separati dalla folla, effettuano una benedizione al pubblico festoso. In questa occasione, fanno la loro comparsa i cosiddetti certosinetti, ovvero dei bambini a cui viene fatto indossare un abitino da certosino per poter ricevere una particolare benedizione, ed essere protetti o chiedere un voto particolare. Varcando il portone della certosa, il prezioso reliquiario posto su di un automobile ornata di fiori, dà inizio alle celebrazioni, un folto corteo si snoda al seguito del busto argenteo, e tra lanci di confetti, preghiere e litanie la processione prosegue. Il percorso continua passando per il laghetto, per poi giungere alla chiesa di Santa Maria del Bosco, dove rimarrà esposto alla venerazione dei fedeli due giorni, per poi fare ritorno alla certosa.

Il culto verso il santo fondatore dell’Ordine certosino, si è alimentato nel corso dei secoli poiché numerosi sono stati i miracoli a lui attribuiti. La popolazione di Serra, gli è estremamente riconoscente per aver salvato il paese nel 1918, in occasione della tremenda epidemia letale della cosiddetta “febbre spagnola”. Un’altra leggenda narra che nel 1943, un reggimento tedesco si era acquartierato nei pressi della certosa, minacciando la comunità monastica. Ma prodigiosamente San Bruno apparve in sogno all’ufficiale nazista che comandava il gruppo di soldati, ricordandogli la medesima progenie, e invitandolo a ravvedersi dal disturbare la quiete monastica. Il giorno seguente rispettando il volere del santo certosino, il militare ordinò ai suoi commilitoni di abbandonare Serra, liberando così dalla loro minacciosa presenza, l’intero paese. Inoltre viene da sempre attribuito, a San Bruno un potere taumaturgico, così come all’acqua del laghetto dove la tradizione vuole che si inginocchiasse, pregando per ore  per fare penitenza, così come ci ricorda la statua che lo riproduce all’interno del laghetto. La storia, la leggenda e la tradizione si mescolano fornendoci un’altra versione sull’origine del laghetto dei miracoli, ovvero che dove esso è situato era il luogo dove furono rinvenute le ossa del santo, per poi essere traslate, e che da quel momento ed in quel punto sgorgò una sorgente che alimentò il piccolo lago. Comunque sia, il potere taumaturgico di quel piccolo bacino, spinge per tradizione i fedeli, durante la processione della festa di Pentecoste ad immergersi al fine di essere guariti dai mali fisici e spirituali che li affliggono. Nel corso dei secoli, questa tradizione si è trasformata, tendendo leggermente ad affievolirsi, ma senza mai cessare. Un tempo erano infatti migliaia i fedeli che si accalcavano, per poi denudarsi ed immergersi nelle gelide acque miracolose al fine di ricevere una guarigione. Tra tanti fedeli, va dato particolare risalto a coloro che si ritenevano posseduti dal Demonio, i cosiddetti spirdati costoro dopo aver ricevuto le rituali preghiere d’esorcismo venivano lanciati nel laghetto dove cominciavano a dimenarsi, per poi calmarsi lentamente, “liberati dal maligno” grazie alla potenza taumaturgica della prodigiosa acqua. E’ questo un vero e proprio rito di esorcismo collettivo, che continua con altre procedure simboliche. Gli ossessi ritenuti guariti, usciti dall’acqua vengono avvolti in asciugamani, poiché i loro vestiti saranno dati alle fiamme, poi per fare ritorno a casa la consuetudine prevede di percorrere una strada diversa da quella fatta nel viaggio di andata. Ciò simbolicamente è spiegato nel non essere tentato di ricadere nella possessione che li affliggeva. Tutto quello che vi ho descritto, è quindi un mix tra storia, leggenda, folklore ed  antropologia religiosa che fa della Festa di Pentecoste un richiamo turistico per migliaia di persone pronte a farsi coinvolgere dall’atmosfera incantata di queste celebrazioni.

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