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Don Michele Celani, un protagonista silenzioso

Padre Michele Celani

Un protagonista silenzioso

(1903 – 1945)

Oggi voglio narrarvi la storia di un monaco certosino, poco noto, ma di cui quest’anno ricorrerà il 65° anniversario della sua morte. Egli è stato definito un “protagonista silenzioso”, poiché ha operato efficacemente ma con estrema discrezione ed umiltà nel tragico scenario della Resistenza in Ciociaria. Cerchiamo di conoscerlo meglio attraverso una sua breve biografia. Domenico Celani quinto di sette figli nasce nel 1903 a Ferentino, in provincia di Frosinone, da una famiglia di piccoli proprietari terrieri. Sin da piccolo dopo aver svolto i compiti, aiutava i suoi genitori nel lavoro nei campi mostrando inoltre già una chiara inclinazione alla vocazione religiosa. Ma fu determinante l’incontro che Domenico, all’età di nove anni, ebbe un giorno per caso tra i boschi con un monaco certosino con il quale incuriosito si fermò a chiacchierare, restandone attratto. Quest’episodio scosse il giovane Domenico che due anni dopo, all’insaputa dei suoi genitori ed affascinato dalla conversazione con il monaco, raggiunse la vicina certosa di Trisulti. La sua sparizione da casa lasciò sgomenti i suoi genitori, ma la profonda disperazione fu attutita da un barlume di speranza, allorquando la mamma si ricordò dell’incontro avuto dal figlio con un certosino. Fu così, che il papà di Domenico raggiunse il convento certosino dove scorse suo figlio integrato felicemente con l’ambiente monastico, poi dopo averlo redarguito per la marachella lo riportò a casa. Ma Domenico, appena completati gli studi tecnici, decise di intraprendere la vita monastica nell’Ordine certosino e di entrare nella certosa di Trisulti dove assunse il nome Michele. La sua attività claustrale fu interrotta solo per svolgere il servizio militare, come cappellano, ma subito dopo fece ritorno alla quiete dell’eremo dove svolse egregiamente e con umiltà il percorso monastico. Per le sue eccellenti doti, ben presto diventò Procuratore del convento avendo così l’opportunità di stringere rapporti amichevoli con diversi personaggi dei paesi limtrofi. Egli stimato ed apprezzato da tutti, si trovò a svolgere la sua attività, in un periodo storico, dal settembre 1943 al giugno 1944, ed in un area geografica che furono tristemente protagonisti negli ultimi anni della seconda guerra mondiale. La Ciociaria, fu uno scenario bellico dove furono consumati atroci crimini di guerra ed è a causa di ciò che la popolazione fu costretta ad abbandonare le proprie abitazioni in cerca di rifugi idonei. In questo contesto, l’azione caritatevole di Don Michele Celani, autorizzato dal priore, si sviluppò intensamente, poiché egli aprendo le porte della certosa riuscì a trovare un ricovero alle numerose persone che furono così accolte amorevolmente. La gestione di tanti sfollati, non fu facile ma grazie alle sue capacità organizzative Don Michele seppe trovare, per ben nove mesi, il modo per far convivere con amore e solidarietà tanti diseredati. Fu data assistenza ad intere famiglie, anziani donne, bambini ed ai giovani uomini che dovevano essere nascosti dal rastrellamento perpetrato dall’esercito tedesco dopo l’8 settembre del 1944. Il rischio era enorme poiché i Tedeschi diverse volte fecero irruzione nella certosa alla ricerca di uomini per mandare al fronte, ma  Don Michele eroicamente riusciva sempre a mediare con gli ufficiali trovando il modo di dissuaderli nella perquisizione, magari regalandogli bottiglie di liquore prodotto dai monaci. Mettendo a repentaglio la propria vita per salvare quella di tanti giovani il generoso religioso diverse volte evitò il peggio, come quando si frappose ai pugni che i tedeschi sferrarono contro il priore reo di non poter soddisfare le abbondanti richieste di viveri avanzate dai militari nazisti. Con un sorriso e con buone maniere Don Michele riusciva a rabbonire i tracotanti  soldati germanici. L’azione di assistenza, negli ultimi mesi, si estese anche a sventurati soldati di varie nazionalità, e dei contrapposti schieramenti, americani, canadesi, partigiani ed anche tedeschi, in fuga affamati o feriti ma accomunati dal bisogno di cure amorevoli che Don Michele seppe offrirgli. Ma quando i tragici eventi erano da poco terminati, e la quiete era ritornata in certosa il povero Celani subì nella sua cella la vile aggressione di un gruppo di delinquenti balordi, che alla ricerca di denaro pugnalandolo  lo uccisero la notte del 27 novembre del 1945. Si spense così brutalmente l’esistenza del giovane monaco certosino che aveva con il suo amore, alleviato le sofferenze altrui. Qualche anno dopo, riconosciuto” protagonista silenzioso” della Resistenza il 26 maggio 1957 fu conferita a Don Michele Celani la Croce di Guerra al Valor Miltare che ricevette il papà Pietro, in un giorno di solenni celebrazioni. Riporto di seguito la motivazione per il conferimento della prestigiosa onorificenza:

“Frate certosino

di limpida fede religiosa

e di profondo amor patrio,

incurante dei pericoli

cui espose se stesso e tutta la comunità

sfidava l’ira nemica

organizzando e dirigendo

l’opera di assistenza morale e materiale

a favore di partigiani, prigionieri alleati,

militari, profughi

e ricercati dall’avversario”


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