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beato Giovanni di Spagna

beato Giovanni di Spagna

(1123 – 1160)

Il beato Giovanni di Spagna, è cosi chiamato poiché egli nacque ad Almanza, nel regno di Leòn in Spagna, nel 1123. Fin da giovanissimo, circa tredici anni, lasciò la propria famiglia per recarsi a studiare ad Arles, in Francia. Terminati gli studi egli guidato da un suo amico monaco basiliano, sviluppò la vocazione alla solitudine monastica. Trascorsi altri tre anni in un locum brasiliano sotto gli insegnamenti dell’amico religioso, il quale viste le sue attitudini lo indusse ad entrare nell’Ordine certosino. Cosicché a soli diciannove anni, Giovanni fece il suo ingresso alla certosa di Montrieux, dove in breve tempo dopo il periodo di Noviziato fu nominato sacerdote, e dopo soli sette anni fu eletto Priore dalla comunità. Egli si impegnò in lavori di ristrutturazione del convento e favorì lo sviluppo della comunità rendendola florida sia materialmente che spiritualmente. Tale fama spinse nel 1149, le religiose del Monastero di Prebayòn a chiedere al Capitolo Generale dei certosini, retto all’epoca da Sant’Antelmo, di voler conformare la propria comunità monastica alla regola certosina. Fu così che Antelmo chiese a Giovanni di Spagna priore di  Montrieux, di adattare le Consuetudini di Guigo ad una comunità di monache, nacque così grazie al suo lavoro minuzioso, il ramo femminile dell’Ordine certosino. Successivamente Giovanni, dopo aver trascorso dieci anni a Montrieux, si recò alla Grande Chartreuse dove vi rimase per un breve periodo, fino a quando il nobile Aymon de Faucigny, gli affidò l’incarico di costituire una nuova certosa. Dal 22 gennaio del 1151 Giovanni e sei confratelli avviarono la vita monastica in un luogo isolato, ma particolarmente attraente, che indusse il beato certosino ad esclamare “ici sera mon reposoir” dando origine così al nome della certosa e poi della vallata. Incessante fu il lavoro di questi primi monaci che avviarono tra tante difficoltà, in un luogo impervio e remoto la vita claustrale conciliando il lavoro fisico alle austere regole certosine. Dopo soli nove anni, trascorsi a Le Reposoir, provato dalle austerità e dal grande impegno fisico, indispensabile per consolidare la nuova certosa Giovanni muore all’età di 37 anni, il 25 giugno del 1160. Il suo corpo non fu seppellito, come consuetudine, nel cimitero all’interno della certosa, poiché due anni prima due servitori del convento morti a causa di una valanga di neve furono sepolti per suo volere al di fuori del monastero. Questa sua decisione fu fortemente criticata, ed egli volle porre rimedio al suo errore dando disposizione ai suoi confratelli che al momento della sua dipartita il suo corpo doveva essere interrato accanto ai due servitori. La gente del posto trasformò la sua tomba in un luogo di pellegrinaggio, poiché la sua fama di santità accrebbe notevolmente a causa dei numerosi miracoli e guarigioni che Giovanni fece nel corso dei secoli, fu venerato particolarmente come protettore degli ammalati degli occhi. Nel settembre del 1659, Carlo Augusto di Sales, vescovo di Annecy, nipote e successore di San Francesco di Sales prelevò i resti mortali del beato Giovanni per deporli in una cappella della certosa. In seguito le sante reliquie furono salvate dalla furia dei rivoluzionari, da alcuni pellegrini, i quali le conservarono devotamente e  successivamente le resero in custodia ai certosini. Il 14 luglio del 1864 il pontefice Pio IX confermò il culto, successivamente venne poi indicato il giorno della sua celebrazione al 25 giugno, mentre nella sola diocesi di Annecy si celebra il 9 luglio. Dal 19 dicembre 1926, infine le reliquie del beato Giovanni hanno trovato una sistemazione definitiva, esse sono in possesso della comunità monastica femminile della certosa di Beauregard. Voglio inoltre segnalare che i certosini fecero costruire nel 1891, nei paraggi della certosa una piccola cappella in suo onore attualmente visitabile.

Preghiera

Tu elevasti, Signore, il beato Giovanni di Spagna

per aiutare le vergini di Cristo nella ricerca della loro vocazione;

concedi la perfetta carità  a tutti coloro che

hanno abbracciato generosamente  la vita monastica.

Amen

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