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S. Antelmo di Chignin

SANT’ANTELMO DI CHIGNIN

Vescovo di Belley

(1107 – 1178)

Antelmo nacque nel 1107 nel castello di Chignin, da nobile famiglia. Egli fin da adolescente preferì la solitudine e la preghiera alla vita mondana degli ambienti nobili. Dopo aver compiuto egregiamente gli studi, divenne segretario della Chiesa di Ginevra e poi del vescovo di Belley il quale presto lo nominò sacerdote. Nel frattempo Antelmo, attratto dalla vita monastica, divenne un assiduo frequentatore della certosa di Portes, laddove un suo parente monaco certosino ed il priore Bernardo di Varey, lo formarono ulteriormente, convincendolo ad indossare i panni certosini. Fu così che nel 1136 egli entrò nel monastero certosino di Portes, ma apprezzato per  le sue enormi capacità fu mandato alla Grande Chartreuse per compiere il Noviziato. Terminato tale periodo Antelmo, grazie alle sue notorie doti di valente amministratore, fu subito nominato Procuratore e curatore dei beni della certosa. Dopo pochi anni la sua brillante carriera lo portò ad essere eletto, dopo le dimissioni di Ugo, come  settimo priore della Grande Chartreuse. Sotto il suo priorato Antelmo dovette dedicarsi molto alla rinascita sia spirituale che materiale della certosa fondata da San Bruno, difatti oltre ad un rilassamento nel rispetto della regola, la comunità aveva subito ingenti danni materiali a seguito della valanga abbattutasi nel 1132. Antelmo si operò fervidamente alla ricostruzione del complesso monastico dotandolo di un nuovo acquedotto e si impegnò alacremente per ricondurre i monaci confratelli al rispetto della regola originaria dell’Ordine. Inoltre la sua opera arrivò al suo apice, allorquando decise di riunire tutti i priori delle certose esistenti a quell’epoca al fine di mantenere tra loro l’uniformità della disciplina monastica nata da San Bruno e poi redatta da Guigo nelle ”Consuetudines Domus Cartusiae”. Fu così che si tenne il primo Capitolo Generale il 18 ottobre 1142, presso la Grande Chartreuse a cui parteciparono i priori delle certose (esistenti all’epoca) di Portes, Ecouges, Durbon, Meyrat, Arvieres, Sylve Benite, Mont-Dieu, Montrieux, Vallon, e Vaucluse, i quali stabilirono delle regole comuni e decisero che vi fosse un Priore Generale al vertice della gerarchia dell’Ordine certosino. Fu deciso che tale mandato doveva essere svolto dal Priore della Casa madre, ovvero della Grande Chartreuse, per cui venne investito di tale incarico proprio Antelmo, che divenne il primo Generale certosino. Ciò aumentò la sua fama ed il suo prestigio, essendo stato colui che ha delineato attraverso l’istituzione del capitolo Generale, l’organizzazione di tutte le certose collegate tra esse da regole comuni, trasformando i certosini in un vero Ordine monastico. Nel 1151 a seguito di una discordia legale Antelmo, sostenuto in questa occasione  dall’amico Bernardo di Chiaravalle, si dimise dall’incarico di priore della Grande Chartreuse. Poi nel 1152 Bernardo di Varey il fondatore e primo priore di Portes, decide di nominare come suo successore Antelmo che diventa così la nuova guida della certosa. La sua azione fu volta ad azioni caritatevoli, che gli valsero l’appellativo di “padre dei poveri”, si preoccupò infatti di aiutare materialmente e spiritualmente persone bisognose. Dopo soli due anni, nel 1154, decise di ritornare alla Grande Chartreuse. La sua personalità fu così forte, che venne eletto vescovo di Belley, ma egli inizialmente rifiutò, poi, il pontefice Alessandro III, lo indusse ad accettare la nomina conferitagli il 7 settembre 1163 nella cattedrale di Bourges. Nonostante a malincuore Antelmo dovette lasciare la sua prediletta vita monastica, egli continuò con umiltà la sua opera caritatevole coniugandola con importanti attività diplomatiche. Fu nominato dal pontefice, legato in Inghilterra, per tentare di far riconciliare Enrico II ed il suo cancelliere san Tommaso Becket, ma Federico Barbarossa gli impedì di partire. Poi in seguito, l’imperatore del Sacro Romano Impero, per riparare a tale provvedimento decise di nominare Antelmo principe di Belley. Questa nuova nomina creò dei problemi al vescovo certosino, poiché egli avendo scomunicato il conte Umberto di Maurienne reo di aver fatto assassinare un sacerdote, fu poi assolto dal papa. Ciò lo spinse a dimettersi ed a ritirarsi per l’ennesima volta alla Grande Chartreuse, abbandonando il suo vescovado consapevole di non averne la piena autorità. Egli fu però costretto dal popolo e dal papa a ritornare a Belley, dove continuò ad essere osteggiato dal conte di Maurienne che stava addirittura progettendo il suo assassinio, quando il 26 giugno del 1178 ne sopraggiunse la morte naturale dopo una lunga malattia. Si narra che nelle ultime ore della sua vita, si recò umilmente al suo capezzale Umberto di Maurienne pentendosi delle sue perfidie perpetuate nei confronti di quel sant’uomo. Dopo lo svolgimento dei gloriosi funerali, velocemente si diffuse il culto verso Antelmo, cominciando da Belley che per diversi anni venne ribattezzata in onore del santo vescovo certosino Antelmopoli. Nel 1630 le spoglie del santo furono trasferite dal vescovo di Belley, Giovanni di Passelaigue, in una cappella a lui dedicata, poi in seguito nonostante la profanazione subita durante la Rivoluzione Francese, le sante reliquie si salvarono ed il 30 giugno del 1829 l’allora vescovo di Belley Davis le raccolse in un reliquiario. La sua celebrazione avviene il 26 giugno.

PREGHIERA

Signore, tu che ami l’unità e la pace,
donaci per intercessione di San Antelmo,
di cercare sempre, insieme, la tua volontà e
lode con una sola voce, ed un solo cuore.

Amen


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