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Il gatto “certosino”, tra storia e leggenda

Il gatto “certosino”, tra storia e leggenda


Non conoscendo la reale origine della razza di gatti detti “certosini”, intendo narrarvi le varie ipotesi che tra leggenda e realtà si sono diffuse nei secoli.

Essi fecero la loro prima comparsa in Europa, nel XII° secolo, allorquando provenienti dall’Oriente ( Turchia, Siria, Cipro o Malta) furono i primi gatti con il pelo grigio ad essere visti in territorio europeo. Ovviamente dato il periodo e dato i luoghi, la storia e la leggenda si mescolano attribuendo l’arrivo dei felini in Europa ai crociati, e più precisamente ai cavalieri Templari. Costoro parrebbe che di ritorno dalle Crociate, abbiano deciso di “esportare” questa specie di gatto per le loro caratteristiche. Fin qui, la spiegazione di come sarebbero arrivati dall’Asia all’Europa, ora proviamo a trovare la  genesi del nome e soprattutto il legame con i monaci certosini. Sovente i cavalieri Templari, di ritorno dalla Terra Santa per poter ritemprare il fisico e lo spirito si ritiravano nei conventi certosini, dove venivano ospitati nelle foresterie dei monaci, i quali si prodigavano per rinfrancarli. Sembrerebbe, che per sdebitarsi della accoglienza riservata loro, i Templari portarono in dono nella Grande Chartreuse, alcuni esemplari di felini dal pelo grigio. Da allora, furono chiamati “certosini”, come i monaci che cominciarono ad allevarli. Bisogna aggiungere che il dono fatto ai monaci fu enormemente gradito, poiché questa nuova razza di gatto aveva essenzialmente delle prerogative, che risultarono essere utili ai religiosi. All’interno delle certose i gatti ebbero una funzione efficace, essi infatti essendo degli eccellenti predatori di topi, risultarono il rimedio per fronteggiare una emergenza legata alla presenza di ratti, che sistematicamente minacciavano le riserve alimentari dei complessi monastici, ed inoltre danneggiavano i preziosi manoscritti, libri e codici conservati nelle biblioteche. C’è da aggiungere che i gatti a loro volta si integrarono benissimo negli ambienti claustrali, difatti la peculiarità di questi splendidi felini è che miagolano raramente, ed il loro miagolio e dolcemente sommesso, ciò non disturbò la quiete monastica dei monaci dediti al silenzio ed alla meditazione. Vi è poi anche un’altra ipotesi che fa risalire l’origine del nome della razza dei gatti dal pelo grigio, alla somiglianza con il colore di un tipo di pregiata lana spagnola del 1700, nota come “Pile de Chartreux”(lana di certosino). Questa supposizione, sarebbe avvalorata dal fatto che scaltri pellicciai, commerciavano la pelliccia di gatto certosino spacciandola per la famosa lana spagnola o per pelliccia di lontra. Di certo non vi è nulla, non vi sono difatti testimonianze che possano avvalorare una ipotesi anziché un’altra, ma sicuramente resta molto suggestiva l’immagine di questi simpatici felini, che aggirandosi come custodi dei granai e delle biblioteche certosine silenziosamente facevano compagnia ai monaci eremiti, e da cui ne hanno ereditato il nome.

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