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Santo Stefano di Châtillon

SANTO STEFANO DI CHÂTILLON

Vescovo di Diè

(Châtillon-des-Dombes, 1149) – (Diè, 7 settembre 1208)

Stefano nacque a Châtillon-des-Dombes, nel 1149 da una nobile famiglia del luogo, la sua adolescenza fu caratterizzata da una precoce vocazione monastica. Egli infatti già da giovanissimo, era incline alla preghiera, al digiuno ed alla astinenza, tipica dei monaci eremiti. Decise così a soli venticinque anni di fare ingresso in un eremo certosino, la certosa di Portes, “la Chartreuse des Saints”. Qui egli si distinse per le sue spiccate doti spirituali, e la sua abnegazione alla vita claustrale, fu tale che i suoi confratelli nel 1196 non esitarono ad eleggerlo priore. Le sue virtù e la sua fama di santità valicarono le mura del complesso monastico, difatti la diocesi di Diè, nel Delfinato, a sua insaputa volle offrirgli l’incarico di vescovo su suggerimento del pontefice Innocenzo III. Ma Stefano mostrandosi riluttante, ebbe a dire: “Mi meraviglio che degli uomini saggi come voi, abbiano messo gli occhi su un religioso ignorante e sconosciuto, senza esperienza, cresciuto nel deserto e che non conosce gli affari della Chiesa, né quelli del mondo, che non possiede nessuna delle virtù richieste a un vescovo, che dedica tutto il suo tempo alla penitenza. Mi meraviglio che vogliate imporgli un così pesante fardello. Cambiate idea, ve ne prego, smettete di farmi violenza, non accetterò mai!” . Ma i canonici della diocesi non si arresero, e si rivolsero al  priore generale certosino Jancelino che stimandolo molto lo indusse ad accettare l’incarico, suo malgrado. Cosicché nel 1202, consacrato nella cattedrale di Vienne, Stefano divenne vescovo di Diè, ma il suo episcopato purtroppo durò pochi anni, poiché il 7 settembre del 1208 egli morì prematuramente. Durante il suo incarico Stefano, si distinse continuando a vivere secondo l’austera vita certosina, ma fu forte il suo impegno verso i fedeli della sua diocesi che non erano osservanti del riposo domenicale. Si narra, che durante una sua predica su questo tema, il vescovo certosino  prodigiosamente fece apparire  dei demoni per impaurire i fedeli non osservanti. Questo episodio, è sapientemente illustrato da un pregevole dipinto del pittore spagnolo V. Carducho, che riporto di seguito.

Alla figura di Stefano di Châtillon, sono stati attribuiti parecchi miracoli e predizioni, come la profezia riguardante la nascita dell’Ordine dei Domenicani nel 1215,  che egli fece molti anni prima! Sono numerosi anche gli aneddoti legati alla santità di Stefano, si narra che ammalatosi egli indicò l’ora ed il giorno della sua dipartita, e che poche ore prima di esalare l’ultimo respiro benedisse una donna gravemente malata, la quale risultò guarita istantaneamente! Profezie, guarigioni e miracoli già noti durante la sua vita si susseguirono anche dopo la morte, per tale motivo, nel 1231 il vescovo di Vienne chiese la sua canonizzazione. Dopo la sua morte le spoglie del vescovo Stefano furono sepolte sotto l’altare della Vergine Maria nella cattedrale di Diè. Nel 1557, il suo corpo venne esumato e risultò prodigiosamente intatto, poi purtroppo successivamente nel 1561, la sua tomba fu profanata dagli Ugonotti. Il suo culto fu confermato per la diocesi di Diè, nel 1852 da papa Pio IX il quale lo estese all’intero Ordine certosino nel 1857, in seguito nel 1907, Papa Pio X, lo rese universale.

Preghiera

Dio potente e misericordioso che concedi
l’accesso alla felicità eterna ai Tuoi figli,
coraggiosi nello spirito, ma deboli nella
carne, fa sì che  in compagnia di Santo  Stefano,
potremmo vivere per sempre nella città celeste.

Amen

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