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Salvador Montes de Oca, vittima nazista

Salvador (Bernardo)Montes de Oca

Dopo aver già descritto, nell’articolo,“L’eccidio di Farneta” del 27 gennaio scorso, gli avvenimenti che portarono alla morte di Mons. Bernardo Montes de Oca, voglio offrirvi ora una sua breve biografia. Oggi, quindi, nell’anniversario del suo assassinio, intendo proporvi le gesta della breve esistenza di quest’uomo, esempio di fede e preghiera, che si contraddistinse  per il suo spirito allegro, generoso e paziente.

Salvador Montes de Oca, nacque il 21 ottobre del 1895  a Carora, Estado Lara, dopo gli studi nel seminario di Barquisimeto fu ordinato sacerdote nel 1921, ed a soli 32 anni fu nominato come secondo Vescovo di Valencia in Venezuela. Questo mandato lo svolse tra il 20 giugno 1927, ed il 22 dicembre 1934 tra tante peripezie, difatti dopo soli due anni dalla sua nomina monsignor Montes de Oca a causa della pubblicazione di un articolo sul giornale “La Religione” di Caracas, riguardante la posizione della Chiesa contro il divorzio, venne espulso dal suo paese accusato di ribellione contro la “sovranità nazionale”. Tale provvedimento fu voluto dall’allora Presidente Juan Bautista Pérez., che fece arrestare il religioso, imbarcandolo successivamente su di un battello e costringendolo ad andare in esilio a Port of Spain a Trinidad. Sia quando era in patria, sia durante il periodo del suo esilio monsignor de Oca, non smise mai di sostenere il suo popolo offrendo protezione e solidarietà ai perseguitati del regime politico, che presieduto da Pérez, era in realtà governato dal dittatore Juan Vicente Gomez. La notizia dell’espulsione del vescovo dal Venezuela, aprì un conflitto tra il vescovado dell’intera nazione ed il regime, ciò risultò estremamente scomodo politicamente per il governo Gomez, quindi egli stesso, nel frattempo diventato Presidente, decise sotto pressione, di sospendere l’esilio autorizzando il rientro in patria del combattivo Vescovo. Dopo esser ritornato in Venezuela Montes de Oca scelse però di rinunciare al suo incarico, e pur mantenendo il titolo onorario di Vescovo Emerito di Valencia decise di trasferirsi in Italia, ma soprattutto optò di entrare nell’Ordine certosino. Questa scelta radicale lo portò a giungere in Toscana, per entrare nella certosa di Farneta, a Maggiano, presso Lucca. In questo luogo vi entrò come novizio prendendo il nome di Bernardo, e dove visse in austerità, meditazione  e preghiera nel silenzio claustrale. Purtroppo però il suo destino era segnato, poiché sfuggendo alla dittatura del suo Paese non immaginava che immerso nella quiete dell’eremo certosino, potesse trovarsi coinvolto nei tragici eventi legati alle barbarie naziste. Rimase infatti coinvolto nella strage nazista compiuta nei confronti della comunità monastica di Farneta, rea di aver dato ospitalità a diversi perseguitati politici. Fu ucciso da una mitragliata il 10 settembre 1940, all’età di 49 anni, ed il suo corpo fu gettato in una fossa comune dove fu poi ritrovato nel 1947. I suoi resti mortali furono riconosciuti, e poi trasferiti in Venezuela, dove riposano nella Cattedrale di Valencia. In onore del martire certosino, a Valencia vi sono diverse strade a lui intitolate, nonché una piazza con al centro una splendida scultura in marmo e bronzo per tener viva la sua memoria.

Il suo ricordo resta vivo, grazie anche alle periodiche celebrazioni che avvengono nella sua città e che voglio mostrarvi con il video che allego, tratto dal 65° anniversario della sua morte occasione dalla quale è partita la causa di beatificazione sostenuta dall’episcopato venezuelano.

Una Risposta

  1. sarebbe molto bello signor Roberto un approfondimento del martirio dei certosini della Farneta,e sopratutto del ruolo del padre Pio Binz,non sò se dico una cosa giusta,ma pare che fosse riuscito a farsi consegnare l’elenco degli ebrei di lucca,e probabilmente si sia recato in visita a Roma incontrando Montini?
    un saluto luca

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