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Ettore Majorana, tra le mura di una certosa?

Ettore Majorana, tra le mura di una certosa?

Dopo più di settant’anni, dalla misteriosa scomparsa del giovane fisico siciliano Ettore Majorana, e su espressa richiesta di qualche lettore di questo blog, ritengo doveroso trattare tale argomento. Innanzitutto va detto che la relazione tra Majorana ed i certosini, è data dal fatto che negli anni settanta, venne formulata l’ipotesi che il famoso fisico fosse entrato tra le mura di una certosa. Mi soffermerò perciò in questa sede ad analizzare le motivazioni che spinsero scrittori e giornalisti affermati, a formulare l’ipotesi dell’ingresso del fisico tra i certosini. Ma procediamo con ordine nell’esposizione dei fatti, e partiamo dalle circostanze misteriose della sparizione. Il giorno 25 marzo del 1938, Ettore Majorana stanco delle fatiche derivate dall’insegnamento e dalle continue ricerche scientifiche, decise di concedersi un viaggio di riposo. Da Napoli dove risiedeva, decise di imbarcarsi (portando con sé il passaporto, le ultime quattro mensilità da professore e  tutti i suoi risparmi ritirati in banca) su di una nave diretta a Palermo laddove giunto, soggiornò per mezza giornata per poi riprendere di nuovo l’imbarcazione che lo avrebbe condotto nuovamente a Napoli, dove però non arrivò mai. E’ esattamente il 26 marzo del 1938, la data in cui di lui si perdono le tracce. Egli aveva lasciato due lettere dove preannunciava la sua “scomparsa”, ed un telegramma che smentiva il contenuto delle missive, ciò indusse coloro che svolsero le indagini a ipotizzare che si trattasse di un suicidio. Nel dossier, “PS 1939 – A1”, redatto in data 1 aprile dalla polizia fascista, risaltano tre annotazioni : la prima scritta da Benito Mussolini “Voglio che si trovi”, la seconda del capo della polizia che aggiunse: “I morti si trovano, sono i vivi che possono scomparire”, e la terza datata 4 aprile che archivia le ricerche deducendo che fosse stata “una scomparsa al fine di suicidio”. Il corpo dell’eventuale suicida, non fu mai ritrovato nonostante le incessanti ricerche effettuate, e sia i suoi familiari che i suoi collaboratori ed amici non credettero mai all’ipotesi del suicidio nonostante la presenza di quelle lettere. Dal momento della sua misteriosa sparizione sono state numerose le ipotesi avanzate, alcune prive di fondamento altre con qualche riscontro, ma comunque nessuna contenente elementi di certezza. Lo scenario più suggestivo resta quello indicato nel romanzo dello scrittore siciliano Leonardo Sciascia “La scomparsa di Majorana” del 1975, laddove viene egregiamente illustrato il tormento di un uomo, angosciato dal risultato delle sue ricerche poiché resosi conto delle tremende potenzialità della fissione dell’uranio ( in pratica la bomba atomica), decide di scomparire ed eliminare ogni traccia dei suoi preziosi studi. Secondo Sciascia, Majorana optò per fingere il suicidio liberandosi della vecchia identità, e cominciando una nuova vita all’interno della certosa di Serra San Bruno. Tale informazione Sciascia l’avrebbe ricevuta da un suo amico che raccolse la confidenza di un certosino serrese circa la presenza tra i padri, all’interno dell’eremo, di un “grande scienziato”. Il pensiero, che una tale scoperta si sarebbe potuta diffondere ed essere ad appannaggio dei sistemi dittatoriali del suo tempo lo annichiliva, perciò Majorana avrebbe inscenato un finto suicidio, per poi poter sedare la sua anima continuando a vivere tra le mura certosine tra quiete, meditazione e preghiera. Questo scenario fu seccamente smentito dal Vaticano, e dallo stesso Ordine certosino che negò la presenza del fisico siciliano nell’eremo di Serra San Bruno, anche se nel 1984 papa Woytila in visita alla certosa calabrese, ricordò che il monastero «aveva dato ospitalità al grande scienziato Ettore Majorana». A suffragare la tesi dell’isolamento religioso vi è anche uno scoop giornalistico del 1997 (la Domenica del Corriere), secondo cui Majorana morì nel 1987, a 81 anni dalla nascita e a 49 dalla scomparsa, decesso che avvenne «probabilmente» nella certosa di Farneta, in provincia di Lucca, dove egli si sarebbe spostato a seguito degli echi riguardanti la sua presenza in Calabria. Oggi di questa singolare ed enigmatica storia, restano purtroppo ancora tantissime zone d’ombra che continuano ad affascinare ed interrogare intere generazioni. Suicidio? Omicidio? Crisi mistica? Esilio volontario? Rapimento? Forse non lo sapremo mai. Oltre al fascino delle varie ipotesi, e  leggende ad esse collegate, resta però la figura di un grande fisico, che alla luce dei suoi studi fatti di calcoli e formule, (che si narra appuntasse su pacchetti di sigarette per poi distruggerli) abbia compreso, come ebbe a dire e ripetere nel periodo antecedente la sua scomparsa, afflitto da una costante inquietudine che: « La fisica è su una strada sbagliata. Siamo tutti su una strada sbagliata ». Pur non avendone la certezza come abbiamo visto, mi piace immaginare l’uomo Ettore Majorana bussare al portone di una certosa, con la assoluta certezza di sottrarsi all’umanità per offrirsi unicamente a Dio.

“Separati da tutti, siamo uniti a tutti, per stare a nome di tutti al cospetto del Dio vivente” (Statuti 34.2)

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38 Risposte

  1. oggi tutto il giorno aspettavo ed ogni 5 minuti visitavo il suo blog per vedere se e’ stato gia’ pubblicato il suo articolo ” Ettore Majorana, tra le mura di una certosa? ” ma poi mi sono reso conto dell’fuso’orario di 7 ore quindi dovevo ancora aspettare ancora un po’ pazientemente, allora sono andata a correre sperando di trovare gia’ questo articolo al mio ritorno…ecco l’ho trovato ed ero immerso nella lettura di quel articolo e mentre lo leggevo mi sono venute le lacrime ed ero cosi profondamente commossa e colpita dalla sua storia da Lei narrata, e soprattutto mi piace la fine Lei stesso ha scritto e personalmente mi sarebbe piaciuto nonostante che tutto sia mistero, sono quasi convinta che Ettore Majorana era entrato in certosa e pregava per la pace e per l’umanita’ forse soprattutto per le vittime di Hiroshima e Nagasaki come esattamente aveva fatto Papa Giovanni Paolo II in occasione della sua visita in Giappone.

    Dott. Roberto so che lei e’ laico ma mi sembra che lei sia monaco certosino e facendo e dedicandosi interamente alla certosa anche se perdendo il suo tempo prezioso…penso che questo comportamente sia piu’ di un monaco o prete o qualsiasi sacerdozio…sa che io non sono ancora cristiana ma mi interessa molto e voglio approfondire questa religione ancora di piu’, tante persone anche in Italia non sanno molto e sono abbastanza indifferenti della religione cioe’ cattolicesimo ma tramite Lei non solo lo spirito ma ho imparato da Lei soprattuto l’umanita’ come dovrebbe essere un’uomo, percio la ringrazio infinitamente per aver realizzato la mia richiesta e la sua disponibilita’ e grazie ancora d’esistere, e ora la saluto affettuosamente citando la sua parola ” mi piace immaginare l’uomo Ettore Majorana bussare al poltone di una certosa, con la assoluta certessa di sottrarsi per l’umanita’ per offrirsi unicamente a Dio “

  2. cosa pensa signor roberto dei recenti articoli pubblicati dalla stampa italiana su Maiorana?è credibile la storia che Maiorana potesse essere stato al soldo della germania?
    grazie luca

  3. siete tutti fuori strada nella mente e nella vita .ettore maiorana era contro tutti i tipi di dittature e imposizioni psicologiche ,altresi non conoscete la sua discendenza.

  4. Fu proprio nel 1984 che, Papa Woytila, in occasione della visita alla certosa di Serra San Bruno, ricordò che quel monastero aveva dato ospitalità al grande scienziato Ettore Majorana. Molti si precipitarono a smentire questo fatto per salvaguardare la pace del monaci certosini che in quella certosa trascorrono la vita in preghiera e in contemplazione. Ma la verità non può essere negata, essa viene sempre a galla. Un recente libro, che si trova nelle edicole di Serra San Bruno dal titolo “L’Angelo che custodiva gli atomi” riporta l’avventura di questo eminente fisico e spiega come egli raggiunse la Certosa di Serra.

  5. Sono un serrese e ho sempre seguito con passione la vicenda del fisico italiano Ettore Majorana fin da quando Sharo Gambino ha pubblicato un suo scritto dal titolo “L’atomica e il chiostro”. In seguito si sono aggiunti altre notizie sull’argomento che oscillano tra realtà e fantasia. Tra l’altro risulta con sicurezza che anche lo scrittore Leonardo Sciascia ha cercato tracce di Majorana nella nostra Certosa. Notizie dei giorni nostri riportano che intorno alle mura certosine nel gennaio 2011, una troupe di Mediaset. ha girato un filmato impostato sulla scomparsa di questo scienziato sparito nel nulla nel marzo del 1938. A proposito di questo argomento, avendo letto quanto ha posto Nino in questo blog e dopo aver letto il libro da lui citato mi trovo in sintonia su quanto ha espresso sul quotidiano: “Calabria ORA” Biagio La Rizza nell’ articolo del 6 giugno 2011 “Misteri alla Certosa – Lo strano destino di Ettore Majorana- dove si chiede: Lo scienziato eremita come San Bruno? E parlando del libro in questione così principia l’articolo:
    “Una fatica letteraria minuziosa, profonda, stimolante, che mescola realtà immaginazione dopo aver inserito l’erudizione prodotta dalle indagini. “L’angelo che custodiva gli atomi” , mira a portare alla luce momenti di verità che rischiano di essere ignorati e accantonati…”
    Non voglio dilungarmi oltre, ma non posso non aggiungere un mio personale elogio allo scrittore, che si firma “Lomorandagio”, per l’affascinante scoperta del parallellismo che lega tratti della vita di San Bruno a quelli della vita di Ettore Majorana e le loro comuni reazioni di fronte a svolte epocali della nostra storia.
    Un saluto
    Semy

  6. Salve Dott. Roberto, come sta? io sto meglio perche ogni volta leggo il suo blog mi incoraggia in tutti i sensi ma le scrivero’ meglio via la mail.
    A proposito ho letto i diversi commenti molto interessanti qui sopra e vorrei anch’io leggere questo articolo sul quotidiano o l’eventuale libro se e’ possibile anche da qui Giappone, ho cercato su internet purtroppo non ci sono riuscita…quindi le chiedo se sa il like dove posso trovarlo e leggerlo ma senza nessun impegni da parte sua perche so che lei e’ molto impegnato, se ne sarei molto grata.
    Un abbraccio affettuoso e grazie di cuore per esserci.
    Mamiko

    • Un caro saluto da Nino Dago al Dott. Roberto e alla simpatica Mamiko che è molto interessata all’articolo di Biagio La Rizza su “Calabria Ora” e al libro “L’Angelo che custodiva gli atomi”, libro che attualmente è disponibile solo nelle edicole di Serra San Bruno.
      In seguito alla richiesta di Mamiko ho cantattato Semy e abbiamo deciso di esaudire il suo desiderio e, da Serra San Bruno, spediremo il libro al suo indirizzo in Giappone. Deve solo avere un po di pazienza perchè a Serra San Bruno attualmente c’è un gran fermento per accogliere il Papa che arriverà il prossimo 9 ottobre e si recherà in Certosa per la recita dei vespri insieme con i Certosini.Questa notizia è già stata posta su CARTUSIALOVER nella NEWS del 22 settembre 2011. Per quanto riguarda l’articolo di Biagio La Rizza, sul quotidiano “Calabria Ora” appena copiato, se è possibile, lo posteremo per Mamiko su questo stesso bloq .
      A presto.
      Nino

      • Salve Gentilissimo Nino, La ringrazio con tutto il cuore per avermi risposto, non me l’aspettavo sinceramente, non solo ma mi ha colpito profondamente la sua tolleranza e gli impegni e la gentilezza e la disponibilita’ nei miei confronti, Lei e’ monaco certosino? anche se no comunque come Dott. Roberto siete meravigliosi e la vostra anima e gli atteggiamenti dimostrano evidentemente come sono i veri cristiani e questo fatto mi convince sempre di piu’ a voler diventare anch’io cristiana.
        Per quanto riguarda il libro da Lei gentilmente offerto, non ho parole e lo accetto gia’ dal mio cuore piu’ profondo quindi la prego di non distrubarsi piu’ per me, perche prima di tutto ho questo desiderio di visitare il museo dove lavora Dott. Roberto ed eventualmente di conoscerlo di persona insime ad una persona come Lei quindi le chiedo cortesemente di tenerlo e darmelo quando saro’ in Italia, anche perche sembra sia solo un libro ma le spese di spedizione spesso sono costose fino in Giappone…( purtroppo siamo lontani da 10.000km ), comunque non saprei come posso rivolgere a Lei e Dott. Roberto e Gentile Semy espressioni di gratitudine.
        Dott. Roberto mi ha insegnato una volta ” amore in senso cristiano ” ed ho riflettuto molto ed ora credo di aver capito infine cosa voleva dire ” dare amore ” grazie a voi.
        Si ho letto questa bellissima notizia della visita del Santo Padre in Certosa ed immagino che ci siano molte cose da preparare quindi non ho nessun fretta ma se ci sara’ un momento piu’ calmo e libero per Lei, saro’ molto contenta di leggere quando sara’ posto l’articolo di Biagio La Rizza.
        La ringrazio ancora infinitamente e grazie di cuore anche Semy e Dott. Roberto che mi ha lasciato questo spazio sul suo blog ed esaudisca sempre il mio desiderio.
        Vi saluto affettuosamente ed abbraccio fraternamente.

        Mamiko

      • Grazie signor Nino per il pensiero gentile che ha avuto verso Mamiko. Questa appassionata seguace di Cartusialover del continente asiatico che è estasiata dalla sua disponibilità. A dimostrazione che coloro che seguono questo blog sono ormai una sorta di “comunità”, legata da una singolare passione verso i certosini, e solidali tra loro.
        Ancora grazie!!!

  7. Grazie ancora Dott.Roberto per il commento e grazie infinitamente tutti gli amici di questa comunita’ soprattutto Gentilissimi Sig. Dino e Sig. Semy.

  8. E’ vero quanto afferma il Dott. Roberto, sia io che il sig. Semy
    ci sentiamo legati a questa “comunità” che condivide la passione per la “universalità certosina”. Chi è nato e cresciuto all’ombra di una certosa, non può non sentire attrazione verso la spiritualità certosina in cui è immerso. Per me esaudire il desiderio di Mamiko è un vero piacere, perché è così che la sento “complice del mio credo”. Saluto il sig. Roberto e apprezzo le sue belle parole e anche il commovente ringraziamento di Mamiko, per la quale, come ho promesso, aggiungo la sintesi dell’articolo di Biagio La Rizza che ha pubblicato su “Calabria Ora” l’ 11 giugno 2011:
    Spiritualità: La certosa di Serra San Bruno
    MISTERI ALLA CERTOSA
    LO STRANO DESTINO DI ETTORE MAJORANA
    Lo scienziato eremita come san Bruno?
    Tesi suggestive nel libro di Lomorandagio.
    Una fatica letteraria minuziosa, profonda, stimolante, che mescola realtà e immaginazione dopo aver inserito l’erudizione prodotta dalle indagini. “L’Angelo che custodiva gli atomi”, uno degli undici volumi che costituiscono l’antologia di “Angeli, spiriti e misteri”, mira a “portare alla luce momenti di verità che rischiano di essere ignorati e accantonati” dosando concetti scientifici e riflessioni spirituali che si propongono come frutto dell’esperienza.
    L’autore, che usa l’anagramma di “Lomorandagio”, arriva a descrivere i tratti salienti della vita di Ettore Majorana ipotizzando un finale suggestivo ma realistico dopo una lunga e complessa premessa che invita a guardare attentamente il proprio mondo interiore per porsi, nella maniera più adatta, alle vicende “acasuali” prodotte all’esterno.
    L’analisi induce il lettore a chiedersi perché uno stimato professore di fisica teorica dell’università di Napoli sia scomparso improvvisamente nel nulla senza lasciare tracce concrete.
    La risposta non previene in modo diretto ma attraverso un parallelismo con la scelta di San Bruno di ritirarsi in solitudine nella natura dei boschi delle Serre per consacrarsi ad una vita di preghiera e di intimità con Dio.
    Se l’eremita di Colonia, che era consigliere di papa Urbano II, cioè di colui che volle la prima crociata contro gli infedeli, si allontanò dal potere “alla vigilia di una catastrofe storica che doveva mietere migliaia di vite umane e non voleva essere complice di tale disastro, Majorana si comportò analogamente poiché “la sua partecipazione alla realizzazione della bomba atomica avrebbe deviato il corso della storia verso inimmaginabili teatri di morte”.
    Da un punto di vista storico, non vi sono certezze sul destino di colui che fu anche al fianco di Enrico Fermi e che faceva parte dei “ragazzi di via Panisperna”: nonostante l’impegno di Benito Mussolini non si seppe mai se si trattò di suicidio, omicidio o allontanamento volontario offuscato da ombre.
    Lo scrittore prova a ricostruire le fasi finali dell’esistenza conosciuta di Majorana evidenziando ogni dettaglio del suo ultimo viaggio a Palermo e si spinge a supporre una pianificazione della sparizione interpretando in modo originale ma pragmatico gli ultimi atti e le loro conseguenze.
    (da: Biagio La Rizza in Calabria Ora del 11 giugno 2011)
    Il sig. Semy è assente per un breve periodo di vacanza e mi incarica di salutare il Dott. Roberto e la sig.ra Mamiko. S’inserirà in questo blog al suo ritorno.
    Saluti cari.
    Nino Dago

  9. Carissimo Gentile Nino, la ringrazio sentitamente per il suo bellissimo commento insieme con l’articolo di Biagio La Rizza, l’ho letto con molta attenzione e come immaginavo gia’ prima che lo leggessi, mi ha attratto e mi e’ venuta la voglia di leggere questo libro piu’ che mai, ma allo stesso tempo ho capito anche che e’ un libro abbastanza difficile da comprendere tutto con il mio italiano purtroppo…ma lo voglio leggere, anche perche il periodo di cui Ettore Majorana visse e’ l’epoca della storia italiana molto importante cioe’ dal Risorgimento e il Fascismo e fino ad oggi, proprio questa estate frequentavo i seminari dei religiosi ovviamente anche i certosini come vivevano durante questo periodo, comunque quando verro’ in Italia spero davvero che ci possiamo incontrare perche penso anzi spero gia’ che io sia complice del suo credo quindi lei mi ha gia’ dato moltissimo con il suo pensiero e il suo gesto, e non sa quanto l’ho apprezzato, grazie ancora infinitamente e la prego di salutarmi Gentilissimo Semy e lo ringrazio profondamente, e grazie ancora Dott. Roberto per avermi dato questa occazione.

    • Mamiko! per noi ti ripeto che è un pacere sentirti unita alla nostra comunità che simpatizza per i Certosini ed il loro fondatore. Manda il tuo indirizzo al Dott. Roberto e provvederemo a mandarti il libro di cui abbiamo parlato e aggiungeremo anche una guida storica artistica naturalistica di Serra San Bruno e la Certosa.
      Un caro saluto
      Nino

  10. Carissimo gentile Nino,

    grazie ancora per avermi considerato una della vostra comunita’ e’ un grande onore per me…ok mandero’ il mio indirizzo al Dott. Roberto ma ripeto non saprei come potrei ringraziarvi e in che modo…??? infatti vorrei tanto vorrei visitare il vostro posto Serra San Bruno e la Certosa quindi ricevere il vostro pensiero direttamente di persona sarebbe stato emozionante e commovente…e’ perche il mio sogno!!! Grazie di cuore per esserci sempre e un abbraccio forte,
    Mamiko

  11. Gentile Mamiko dopo l’ emozionante incontro che abbiamo avuto con il Santo Padre, che ha voluto onorare questo paese la nostra amata certosa con tutti i certosini che in essa dimorano in preghiera, ieri ho provveduto a spedirti il libro “L’angelo che custodiva gli atomi” di Lomorandagio e, nello stesso plico, ho accluso anche il libro: “Serra San Bruno e la Certosa” di Tonino Ceravolo, Salvatore Luciani e Domenico Pisani, che è una pregevole guida storica-artistica-naturalistica della Certosa e dei luoghi che la circondano.
    Ti saluto insieme con Semy, e non devi ringraziarci, per noi serresi è un piacere diffondere il luogo sacro che custodiamo e amiamo fin dalla nostra nascita.
    Speriamo che il tuo sogno possa divenire presto realtà.
    Ciao
    Nino.

    • Carissimo Nino…prima di tutto ho potuto anch’io condividere l’emozione e la gioia con voi quasi contemporaneamente nonostante che ci sia la distanza grazie ai grandi impegni di Robero, e grazie a te e a Semy che avete reso possibile il mio desiderio, e se mi permettete eventualmente il libro ” Serra San Bruno e la Certosa ” lo portero’ in biblioteca dove tanti studenti giapponesi che studiano l’italiano e la sua cultura cosi molti di loro possono curiosare nel vostro luogo sacro.
      Anch’io vorrei essere tanto utile per voi e lo spero dal cuore piu’ profondo, vi ringrazio ancora per tutto cio’ che avete fatto per me, e grazie per esserci, un bacione, ciao a prestissimo!!!
      Mamiko

  12. GENTILISSIMA Mamiko
    Sono felice della tua partecipazione “virtuale” alla cerimonia del Santo Padre alla Certosa di Serra San Bruno che, nello stesso momento, ha fuso i pensieri e la gioia di quanti lo ascoltavano. Questa visita, per noi del luogo, è un’avvenimento eccezionale che entra nella storia e diffonde il messaggio certosino di pace, preghiera e fratellanza tra i popoli di qualsiasi razza e di qualsiasi religione. Questo è avvalorato dal fatto che in data 21 marzo 2001 anche il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli,Bartolomeo I, ha varcato la soglia di questa stessa certosa intonando un canto di pace e di fratellanza. Ci fa piacere che il libro venga letto dai tuoi amici; comunica subito quando lo ricevi.
    Saluti cari
    Nino

  13. Carissimo Nino
    grazie per avermi concesso di condividere il vostro prezioso libro anche con gli altri che si interessano, certamente ti comunichero’ subito non appena lo ricevero’, ma per questo volevo chiederti se ti posso chiamare telefonicamente per ringraziarti se non ti distrubo troppo? mi farebbe molto piacere sentirti per telefono e ci tengo a farlo perche non puoi immaginare quanto sono felice e sono veramente commossa dal tuo gesto, quindi ti prego cortesemente di comunicarmi il tuo numero se non ti creo problemi, il mio indirizzo email e’ cocorahula@gmail.com
    Non sapevo della visita di Bartolomeo I, se non mi sbaglio e’ della chiesa ortodossa, vero? infatti come dici tu il vostro luogo simboleggia la pace e la fratellanza dei popoli di tutto il mondo, chissa’ quando anch’io possa visitare?
    Grazie ancora ed un abbraccio fraterno
    Mamiko

  14. Carissimo Nino, oggi ho ricevuto il tuo prezioso regalo con altrettanto preziose e bellissime dediche nei miei riguardi, purtroppo con il mio scarso italiano non riesco trovare una parola giusta per dimostrarti la mia gratitudine e la commozione che provo per te, prima di uscire da casa c’era il tuo pacco nella cassetta postale e quando l’ho trovato non puoi immaginare quanta emozione e la gioia che ho provato e mentre andavo al lavoro circa un’ora sulla metropolitana ho gia’ cominciato a leggerlo e ti prego di darmi una decina di giorni perche voglio leggerlo bene e vorrei approfondirlo meglio, e un altro libro del vostro luogo sacro e’ bellissimo e mi ha stimolato sempre di la mia voglia di visitare al piu’ presto, anche questo libro voglio studiarlo meglio cosi saro’ finalmente pronta di venirci e saro’ preparatissima.
    Ti prego nuovamente di lasciarmi il tuo numero di telefono dove posso chiamarti, per piacere!!! scrivimi al mio indirizzo email cocorahula@gmail.com
    Aspetto ansiosamente tue notizie e grazie infinite per tutto cio’ che stai facendo per me, un bacione!!!
    Mamiko

  15. Gentile Mamiko.
    Anzitutto voglio fare una precisazione che ti sembrerà irreale.
    “Il 21 marzo 2001 il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, primate del Cristianesimo ortodosso mondiale, è stato in visita alla Certosa di Serra San Bruno. È giunto in ritardo che era già buio, ed i giornalisti che l’aspettavano davanti al portone della Certosa, ad uno ad uno, avevano già abbandonato la postazione. Io rimasi solo e fiducioso fino a tardi e sono stato l’unico che ha potuto filmare il suo arrivo con il suo seguito. Ho filmato il suo ingresso in Certosa ed è stato un momento emozionante perché in quel buio, appena schiarito dai fari delle auto, il Patriarca ha raccolto i suoi accompagnatori e in fila, intonando un canto religioso, hanno varcato il portone della Certosa dove sono stati accolti dal priore e da tutta la comunità certosina, con i dovuti riguardi”.
    Inoltre, se consulti Wikipedia, troverai che lo stesso Bartolomeo I, ha fatto i seguenti percorsi:
    -Il 5 marzo2008 ha visitato il monastero greco-ortodosso aMontaner di Sarmede.
    -Il 6 marzo2008 ha visitato Romaed ha incontrato il papa Benedetto XVI.
    Poi, in occasione della celebrazione del bimillenario della nascita di San Paolo, il 28 e il 29 giugno 2008, fu a Roma dove venne ricevuto da Benedetto XVI e con lui celebrò e condivise l’omelia della ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo, leggendo la parola del giorno in contemporanea in greco e lanciando entrambi messaggi di riconciliazione tra le rispettive chiese.
    Ti riporto il seguente brano che potrai trovare con Google digitando:
    “Visita di Bartolomeo I° alla Certosa di Serra San Bruno « Cartusialover’s Blog” .-
    – Bartolomeo I di Costantinopoli, primate del Cristianesimo ortodosso mondiale, durante la visita alla Certosa di Serra san Bruno ha pronunciato un significativo discorso, (il testo integrale è sullo stesso sito insieme al discorso del Priore Dom Jacques Dupont).
    Aggiungo un brano di cronaca riferito a quell’evento:
    -L’avvenimento ha rivestito una rilevanza eccezionale, poiché è stata la prima volta nella storia che il Patriarca di Costantinopoli ha visitato una Regione (la Magna Grecia) che fu per cinque secoli, e fino all’XI°, sotto la sua giurisdizione. Va ricordato, che la Magna Grecia, sita nel centro del Mar Mediterraneo ha da sempre rappresentato in Europa il ponte naturale tra Oriente e Occidente e tra Sud e Nord.
    La visita in Calabria ebbe inizio il 19 marzo 2001, e si concluse il 23. Il giorno 21 vi fu lo storico incontro nella certosa calabrese, alla presenza di autorità ecclesiastiche. In quella occasione Bartolomeo I tenne un toccante discorso, a cui fece seguito un caloroso saluto del Priore Dom Jacques Dupont, che volle così accogliere l’illustre ospite. Al termine dell’evento il Patriarca di Costantinopoli fece dono alla comunità monastica certosina di una preziosa lampada votiva, in seguito conservata gelosamente dai monaci serresi nella Cappella delle reliquie.
    Per cambiare discorso voglio elogiare le poste giapponesi per la celerità del servizio, visto che hai ricevuto il plico in pochi giorni. Ti suggerisco di leggere con calma i libri che ti ho spedito; se conosci a fondo la vicenda di Ettore Majorana non avrai difficoltà a seguire il suo ipotetico “percorso”.
    Dopo mi dirai le tue impressioni. Per il resto cercherò di seguire i tuoi consigli.
    Buona lettura. Un caloroso saluto.
    Nino

  16. Ciao carissimo Nino, ti ringrazio per avermi raccontato la tua esperienza eccezionale, la visita di Bartolomeo I anche Roberto mi ha gentilmente indicato l’articolo del 21 marzo 2011, purtroppo non ho potuto seguire questo memorabile evento contemporaneamente, perche 10 giorni prima di questa data il terremoto ha colpito Giappone ed il 21 marzo le seguente incessanti scosse di assestamento ci facevano tremare ancora poi gli incidenti nucleari causati dallo tsunami e maremoto, sono partita subito per fare il volontariato per i terremotati quindi non ho potuto nemmeno collegarmi facilmente, comunque e’ meglio tardi che mai ora sono riuscita ad aggionarmi e dal tuo racconto e dall’articolo di Roberto sono sempre piu’ convinta che la Certosa di Serra San Bruno e’ simbolo dell’internazionalita’ in tutti i sensi e il luogo dove attrae la gente di tutto il mondo, ti invidio ci vivi proprio li !!!
    Il libro non ho ancora letto tutto ma sto seguendo i tuoi consigli che lo leggero’ con calma, anche perche voglio capire meglio questa vicenda, ma frattempo mentre lo leggo i miei occhi diventano colmi di lacrime forse perche mi tocca profondamente…e l’altro libro e’ bellissimo sono pieni di storia e di arte e di verde natura, soprattutto e’ luogo sacro…non puoi immaginare quanto sono commossa da questi regali cosi preziosi soprattutto da te e Semy, non so come posso ringraziarvi, si certo che ti diro’ le mie impressioni quando avro’ finito di leggere tutto, grazie di cuore!!!
    Bacio,
    Mamiko

    • Mamiko carissima,
      apprezzo moltissimo il tuo senso di solidarietà che ti ha portato a soccorrere le vittime di quella grande sciagura che ha colpito la tua terra e che ancora oggi ne soffre, e questo è accaduto nel 2011 invece, la visita di Bartolomeo I alla certosa di Serra San Bruno, è avvenuta nel 2001, ed è questa la data che ti avrà comunicato Roberto. Si tratta quindi di una semplice svista dovuta alla somiglianza delle cifre che è bene precisare.
      Saluti cari
      Nino

  17. Ciao carissimo Nino,
    grazie davvero di queste belle parole che mi dici.

    Si Roberto mi ha gentilmente fatto notare che c’era un articolo datato 21 marzo 2011 quindi questo anno sulla visita di Bartolomeo I dopo 10 anni di distanza, e’ questo, comunque quella data di questo anno come ti ho scritto prima purtroppo non ho potuto seguire un po’ di tempo questo meraviglioso blog.

    Ti ringrazio ancora per il tuo pensiero e l’attenzione che mi dai.

    Bacione
    Mamiko

  18. Mamiko.
    Tutto bene. Adesso torniamo all’argomento del blog. Hai letto il percorso che ha fatto Ettore Majorana? Ti sembra credibile?
    Mi riferisco al libro: “L’ Angelo che custodiva gli atomi”. Hai guardato la cartina geografica del percorso, Palermo-Messina-Villa San Giovanni -Certosa di Serra San Bruno?
    Un caro saluto
    Nino

  19. Ciao Nino, siiii sono arrivata a quasi termine del suo viaggio, sto leggendo i dialogi tra Ettore ed il frate Egidio anche se sono molto difficili da comprendere tutto e per questo spesso devo soffermarmi per studiare meglio il termine o il contenuto…mi sembra credibile? questo non so dire perche come ti ho scritto nella mia mail che sembra sia un libro giallo e misterioso ma allo stesso tempo il mondo molto affascinante non sembra reale, ma l’unica cosa certa e’ che per me e’ raggiunto in Certosa non so se ci e’ rimasto per tutta la sua vita ma vorrei credere che ci sia stato sempre li almeno nel mio sogno.
    Bacio
    Mamiko

  20. Gentile Mamiko
    per capire con esattezza dove è diretto Ettore e quale è la sua missione, devi rileggere con attenzione il capitolo; “Incontro con il vescovo”, da pagina 133 a pagina 142.
    Un caro saluto
    Nono

  21. Gent.mo Nino,
    grazie per avermi dato la indicazione precisa, si infatti ho cercato di rileggere attentamente quel capitolo, e c’era scritto evvidentemente la sua missione a Colonia ( scusami per la mia ignoranza ma c’e’ la Certosa a Colonia??? ) e la sua ricerca storica nella Certosa di San Bruno, e dopo si e’ recato a Roma in Vaticano poi si e’ partito definitivamente ed eternamente per Germania???

    Un abbraccio, ciao a presto,
    Mamiko

  22. scusami Nino ho dimenticato di scriverti prima o anzi chiederti che nello stesso capitolo dove c’e’ il dialogo con il vesco praticamente nella pagina 138, il professore Ettore dice e riferisce alla certosa di San Martino di Napoli, credo che questo sia il luogo dove lavora Roberto quindi e’ museo, ma ora sono un po’ confusa perche quando si dice certosa a che cosa riferisce? a mio avviso cioe’ pensavo che indicasse il monastero certosino come quel film del Grande Silenzio, forse per questo non capivo se Ettore e’ rimasto anzi diventato certosino nella certosa di Serra San Bruno oppure nella certosa di Colonia…comunque cosa vuol dire Certosa?

    Ciao e scusami ancora,
    Mamiko

  23. Mamiko, non devi scusarti di nulla, tu sei Giapponese e giustamente alcune allusioni e sottigliezze della lingua italiana ti sfuggono.
    Con la parola certosa si indica esattamente quello che tu dici, quindi per certosa intendiamo un monastero come si vede nel film “Il Grande Silenzio”. Nel 1938, anno in cui si svolge il racconto, nella Certosa di San Martino in Napoli non vi erano i monaci certosini, perché questi erano già stati allontanati fin dal 1866, e il monastero è stato poi utilizzato come museo, tanto che ancora oggi svolge magnificamente questa funzione.
    Dalla lettura del romanzo si deve intendere che Ettore frequentava la biblioteca del museo, (ex certosa di San Martino in Napoli), per leggere e studiare la vita di San Bruno e la storia dell’ordine Certosino e non per farsi monaco. Se leggi bene, dal dialogo con il vescovo di Palermo, emerge che Ettore è stato incaricato di svolgere una missione al servizio della chiesa, e questo sotto falso nome e in qualità di “teologo”. Nel romanzo non si legge mai che si è fatto monaco. (Qui mi dispiace che la storia non concorda con il tuo sogno).La certosa di Serra San Bruno è stata la prima tappa della sua nuova vita dove si è fermato solo per qualche giorno poi, insieme con il “Visitatore”, avrebbe dovuto ripartire per Roma e successivamente giungere a Farneta, Colonia e Berlino. Per rilevare questi particolari devi rileggere attentamente il dialogo con il Vescovo di Palermo e anche il dialogo con il tipografo che ha falsificato i suoi documenti.
    Un caro saluto
    Nino

  24. Ciao Nino, grazie per la tua gentile spiegazione, quindi tutto era giusto come supponevo, solo che non ero sicura se Ettore sia rimasto a Colonia perche nella pagina 136 c’era scritto e il vescovo di Palermo gli dice che il cardinale Karl Joseph Sculte, ora impedito per cattiva salute. Mi risulta che lei dovra’ aiutarlo….questo significa anche se non si e’ fatto monaco ma in qualche modo o come teologo lui e’ rimasto nel diocesi di Colonia, vero?

    Un abbraccio
    Mamiko

  25. Mamiko, un caro saluto.
    Nel romanzo,Ettore, non resta nella diocesi di Colonia ma è incaricato di una missione e va in aiuto del cardinale Karl Joseph Schulte.
    Karl Joseph Schulte è stato un cardinale tedesco: nato a Valbert,14 settembre1871e morto a Colonia l’11 marzo1941. Quando si è ammalato si stava interessando a che la casa madre di Grenoble venisse restitita ai certosini. Nel romanzo, Ettore, fu incaricato a difendere la causa dei certosini che a quel tempo, cacciati da Grenoble, avevano eletto la loro casa madre in Italia presso Farneta. Ecco in breve come avvenne questo passaggio:
    L’intero complesso della certosa di Farneta si trovava in vendita quando nel 1903 i certosini della Grande Chartreuse (Francia) furono per la seconda volta espulsi dal loro monastero a seguito della nuova soppressione degli ordini religiosi in Francia. Il Reverendo Padre don Michel Baglin, dopo aver predisposto un sopralluogo per constatare le condizioni di manutenzione dell’ex-certosa, decise dì farne acquisto per trasferirvi la propria comunità in esilio. L’atto di compravendita fu stipulato il 10 novembre 1903 e subito si dette avvio ai lavori per il riadattamento e l’ampliamento dei locali, che si rendeva tanto più necessario in quanto la comunità monastica della Grande Chartreuse che vi si doveva insediare non solo era di per sé molto più numerosa di quella che per il passato era stata solita occupare il monastero, ma soprattutto vi si trasferiva mantenendo tutte le sue prerogative e privilegi. La certosa di Farneta diventava così la casa generalizia dell’ordine ed in essa vi furono trasportati, tra l’altro l’importante archivio e la grande biblioteca provenienti dalla Grande Chartreuse.
    Scusa se mi sono dilungato nella spiegazione, ma era necessario per chiarire la situazione di un momento chiave del racconto.Ti preciso che Ettore non era solo un fisico eccellente, ma sapeva anche di diritto, tanto che aveva brillantemente difeso in tribunale un suo parente che era stato accusato di un atroce delitto. Ma questa è un’altra storia.
    Un abbraccio
    Nino

    • Ciao Nino, no no anzi hai fatto benissimo per avermi spiegato meglio la storia e la circosanza a sfondo di qusto libro, grazie, cosi ora mi sono chiarite tante altre cose che ne ero ignorante, quindi mi accorgo di dover approfondire anche nella lettura sempre di piu’.

      Sapevo che Majorana era un genio ma non pensavo che fosse cosi multilaterale, per questo anche il Vaticano si e’ mosso, vero?

      Grazie ancora per le spiegazioni dettaligate, ti auguro buona domenica!!!

      Mamiko

      • Ciao Mamiko,
        in fondo si tratta di un romanzo e come tale dobbiamo accettarlo. Dalla vita di Ettore sappiamo molto e certamente era un genio, e un genio è molto “multilaterale” come tu dici. Da quello che hanno scritto di lui i suoi contemporanei posso dirti una cosa che sfugge a chi legge con poca attenzione: A Ettore Majorana non piaceva studiare una sola materia : L’ IDRAULICA.
        Un caro saluto
        Nino

  26. Ciao Nino,

    l’idraulica????

    Bacione
    Mamiko

    • Mamiko.
      L’idraulica è una delle tante materie che si studiano nelle scuole italiane. E’ una delle scienze tecniche, e questa si interessa del moto dei fluidi e della loro utilizzazione, in particolare si sofferma sulla statica e sulla dinamica dell’acqua e del suo moto nelle condotte, da qui si spazia nella meccanica dei fluidi in generale.
      Un caro saluto
      Nino

      • e’ una materia di cui non so nulla ma non immaginavo che si studiasse normalmente nelle scuole italiane, complimenti!!! da noi forse si studia solo nell’universita’ specializzata.

        ti auguro un sereno Natale e un abbraccio!!!

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