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Philibert Aspairt, alla ricerca del tesoro certosino

Philibert Aspairt,

alla ricerca del tesoro certosino

La città di Parigi, fin dalla sua fondazione ha sfruttato il suo sottosuolo come cave prelevandone i materiali adatti per costruire la sua infrastruttura. Dal periodo romano fino al medioevo, e con la conseguente espansione della città, le numerose cavità del sottosuolo hanno dato origine a circa trecento chilometri di gallerie sotterranee. Questo intricato dedalo di cunicoli e gallerie sotterranee, fu sostanzialmente scoperto nel XVIII secolo, quando si decise nel 1777 di esplorarle, al fine di mettere in sicurezza la città stessa. Successivamente, gli eventi storici che si susseguirono videro Parigi teatro della Rivoluzione che segnò radicalmente la politica europea. Nello scenario legato agli anni del Terrore si svolge la storia che sto per narrarvi, riguardante la sparizione di Philibert Aspairt nelle viscere della capitale francese. La narrazione necessita di un antefatto, altrettanto leggendario circa la presenza dei certosini a Parigi, i quali invitati da Luigi IX per bonificare una zona degradata in una località fuori le mura cittadine, vi si insediano. Inizialmente giungono a Parigi nel 1257, e si stabiliscono a Gentilly, ma poco dopo il priore Jean de Josserand ed i sette suoi confratelli vengono destinati ad occupare il castello abbandonato di Vauvert. Questo luogo è situato in una località malsana e malfamata, che la popolazione crede infestata dal demonio al punto tale che era noto come Via Infera. A tal proposito la leggenda riferisce che i monaci una volta insediatisi il 21 novembre del 1258, abbiano passato tre giorni e tre notti in preghiera per scacciare il maligno!!! Da quel momento era nata la fondazione certosina nella città di Parigi, i monaci cominciarono a sfruttare gli ambienti sotterranei di Vauvert, e lentamente cominciarono ad ingrandire la propria struttura. Ciò fu possibile poiché vennero esplorati i sotterranei che furono sfruttati estraendone la pregiata roccia calcare “lai”, che fu abilmente utilizzata per la costruzione di due chiostri, dei giardini monumentali e di un mulino ad acqua. Queste trasformazioni fecero assumere, nel seicento al complesso monastico un aspetto sontuoso caratterizzato anche da un famoso vivaio.

Purtroppo poi, a causa della Rivoluzione, nel periodo di massimo splendore i monaci furono, nell’ottobre del 1792, costretti ad abbandonare il convento. I prestigiosi ambienti claustrali, vennero destinati a fabbrica di polvere da sparo, e via via demoliti, cosicché dell’antico splendore della vita monastica rimasero come traccia i soli sotterranei. Premesso ciò, per identificare il luogo che fa da sfondo alla vicenda che vi narro, dobbiamo localizzare i sotterranei della certosa di Vauvert, essi sono situati a sud del parco dei Giardini di Lussemburgo e sotto l’attuale Liceo Montaigne . Il protagonista della vicenda leggendaria è Philibert Aspairt, il portiere del ex convento di Val de Grace diventato ormai Ospedale militare dopo che nel 1790 ne è stata fermata l’attività religiosa. Questa costruzione è situata a pochi isolati dai sotterranei certosini, ed egli, approfittando dei trambusti causati dal periodo del Terrore, ed  avendo sentito parlare della presenza di un misterioso tesoro (forse ingenti quantità di liquore Chartreuse) decide incautamente di accedervi. Così, la domenica 3 novembre 1793, il neofita esploratore attraverso una scala posta nel cortile dell’ex convento, equipaggiato solo di un candelabro si cala negli intricati sotterranei parigini. Tra l’oscurità dei  meandri Aspairt, si avvia in direzione rue Saint Jacques, ingolosito dal ritrovare il presunto tesoro ignora che davanti ai suoi occhi si aprono tre itinerari che lambiscono l’antico convento certosino, che lo confondono. Totalmente disorientato è verosimile che abbia affannosamente tentato di tornare indietro, ma probabilmente la candela si sarà spenta per una ridotta quantità di ossigeno, lasciando il povero e sprovveduto avventuriero in preda al panico nel buio totale. Con ogni probabilità, egli rimase coscientemente intrappolato per qualche giorno, e non avendo provveduto a portarsi del cibo e dell’acqua, sarà morto di inedia vivendo una disperata agonia spesa nel cercare invano a tentoni una via d’uscita nel dedalo di cunicoli. In quei giorni, tormentati dalle tristi vicende del Terrore, nessuno cercò quell’uomo. Soltanto undici anni dopo il 30 aprile 1804, durante una perlustrazione dei membri dell’Ispettorato delle miniere, venne ritrovato lo scheletro di un uomo, che fu riconosciuto dalla moglie (per il candelabro ed il mazzo di chiavi personali) essere Philibert Aspairt. Nel luogo ove furono ritrovate le spoglie mortali, egli fu seppellito e vi fu eretta una stele che ricorda la temeraria impresa, posta come monito per chi incautamente(catafili) ancora oggi si avventura nei labirintico sottosuolo parigino. Questo tragico episodio ha i connotati di un romanzo con i tipici ingredienti: il mistero, il labirinto, il tesoro maledetto, ed invece il protagonista della leggenda Philibert Asprait pare sia veramente esistito, ed è tuttora un “eroe” della mitologia catafila.

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