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Presentazione della Beata Vergine

“Presentazione della Beata Vergine”

Voglio proporvi, in occasione della celebrazione della festività della “Presentazione della Beata Vergine”, la cui ricorrenza è fissata per oggi 21 novembre, un bel discorso sulla vita contemplativa tenuto da S.S.Benedetto XVI, nel 2006. Però prima, vorrei accennarvi il significato di questa festa della Chiesa Cattolica che viene celebrata anche dalla Chiesa Ortodossa (Введение во храм Пресвятой Богородицы). Questa ricorrenza si basa su ciò che ci riferisce il protovangelo di Giovanni, ovvero un vangelo apocrifo, egli ci narra che la fanciulla Maria, viene condotta al Tempio dai suoi genitori Anna e Gioacchino per essere presentata ai sacerdoti, è in questa occasione che si realizza la sua “consacrazione” esemplare a Dio.

« Il sacerdote l’accolse e, baciatala, la benedisse esclamando: “Il Signore ha magnificato il tuo nome in tutte le generazioni. Nell’ultimo giorno, il Signore manifesterà in te ai figli di Israele la sua redenzione. » (Protovangelo di Giacomo, VI, 2)

Va anche ricordato, che l’origine della festa è legata alla dedicazione della chiesa di Santa Maria Nuova, costruita presso il muro del tempio di Gerusalemme, nel 543.

ANGELUS DOMENICALE

del 19 novembre 2006

di Papa Benedetto XVI

sulla vita contemplativa per la

festa della Presentazione della B.V. Maria  del 21 novembre

“I monasteri, polmoni dell’umanità”

Cari fratelli e sorelle!

Dopodomani, 21 novembre, in occasione della memoria liturgica della Presentazione di Maria Santissima al Tempio, celebreremo la Giornata pro Orantibus, dedicata al ricordo delle comunità religiose di clausura. È un’occasione quanto mai opportuna per ringraziare il Signore per il dono di tante persone che, nei monasteri e negli eremi, si dedicano totalmente a Dio nella preghiera, nel silenzio e nel nascondimento. Qualcuno si chiede che senso e che valore possa avere la loro presenza nel nostro tempo, in cui numerose e urgenti sono le situazioni di povertà e di bisogno a cui far fronte. Perché “rinchiudersi” per sempre tra le mura di un monastero e privare così gli altri del contributo delle proprie capacità ed esperienze? Che efficacia può avere la loro preghiera per la soluzione dei tanti problemi concreti che continuano ad affliggere l’umanità?

Di fatto tuttavia, anche oggi, suscitando spesso la sorpresa di amici e conoscenti, non poche persone abbandonano carriere professionali spesso promettenti per abbracciare l’austera regola d’un monastero di clausura. Che cosa le spinge a un passo tanto impegnativo se non l’aver compreso, come insegna il Vangelo, che il Regno dei cieli è “un tesoro” per il quale vale veramente la pena abbandonare tutto (cfr Mt 13, 44)? In effetti, questi nostri fratelli e sorelle testimoniano silenziosamente che in mezzo alle vicende quotidiane, talvolta assai convulse, unico sostegno che mai vacilla è Dio, roccia incrollabile di fedeltà e di amore. “Todo se pasa, Dios no se muda”, scriveva la grande maestra spirituale santa Teresa d’Avila in un suo celebre testo. E dinanzi alla diffusa esigenza che molti avvertono di uscire dalla routine quotidiana dei grandi agglomerati urbani in cerca di spazi propizi al silenzio e alla meditazione, i monasteri di vita contemplativa si offrono come “oasi” nelle quali l’uomo, pellegrino sulla terra, può meglio attingere alle sorgenti dello Spirito e dissetarsi lungo il cammino. Questi luoghi, pertanto, apparentemente inutili, sono invece indispensabili, come i “polmoni” verdi di una città: fanno bene a tutti, anche a quanti non li frequentano e magari ne ignorano l’esistenza.

Cari fratelli e sorelle, rendiamo grazie al Signore, che nella sua provvidenza, ha voluto le comunità di clausura, maschili e femminili. Non facciamo mancare loro il nostro sostegno spirituale ed anche materiale, affinché possano compiere la loro missione, quella di mantenere viva nella Chiesa l’ardente attesa del ritorno di Cristo. Invochiamo per questo l’intercessione di Maria, che, nella memoria della sua Presentazione al Tempio, contempleremo come Madre e modello della Chiesa, che riunisce in sé entrambe le vocazioni: alla verginità e al matrimonio, alla vita contemplativa e a quella attiva.

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2 Risposte

  1. Breve meditazione di: San Rafael Arnáiz Barón o.c.s.o.

    Ho cercato negli uomini la “verità” e non l’ho trovata.
    Ho cercato la “carità” e ne ho visto solo qualche piccola scintilla, che non ha potuto colmare il mio cuore asse¬tato di essa.
    Ho cercato la pace e ho visto che non c’è pace sulla terra.
    Solo in Dio trovo quello che cerco e lo trovo con un’abbondanza tale che non m’importa di non trovare negli uomini quello che fu un tempo una mia illusione, illusione che se n’è ormai andata…
    L’illusione se n’è andata, si è dileguata dolcemente, senza che me ne accorgessi.
    Il Signore, che è colui che mi ha “sedotto” per condurmi fino a Lui, me l’ha fatto capire.
    E ora, come sono felice!
    Che cosa cerchi tu negli uomini? – mi dice Dio.
    Che cosa cerchi sulla terra, dove sei uno straniero di passaggio?
    Quale pace desideri?
    Com’è buono il Signore, che mi allontana dalla vanità e dalla creatura!
    Adesso vedo con chiarezza che la pace vera si trova in Dio, che la carità vera si trova in Gesù, che Cristo è l’unica Verità.
    Niente, Signore, il mondo è troppo piccolo per contenere ciò che mi doni.
    Chi potrà spiegare che cosa sia il possedere la Suprema Verità?
    Chi avrà parole sufficienti per esprimere ciò che è questa realtà: non desidero nulla, poiché ho Dio!

    San Rafael Arnáiz Barón o.c.s.o.
    (Rafael è stato definito il più grande mistico dei nostri tempi e il papa Giovanni Paolo Il l’ha proposto alla gioventù come modello: è stato beatificato il 27 settembre 1992 e canonizzato l’11ottobre 2009).

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