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Ma che cos’è lo “Spaziamento”?

Ma che cos’è lo “Spaziamento”?

Le origini del cosiddetto “spaziamento”, dei monaci certosini sono antichissime, difatti già nella Carta del Capitolo Generale del 1261 esso viene menzionato, ma vi è un riferimento anche negli Antiqua Statuta. Ma appare evidente, che la vera origine di questa necessità viene delineata dallo stesso San Bruno, quando nella lettera al suo amico Rodolfo il Verde scrive:Chi descriverà in modo consono l’aspetto delle colline che dolcemente si vanno innalzando da tutte le parti, il recesso delle ombrose valli, con la piacevole ricchezza di fiumi, di ruscelli e di sorgenti? … l’animo, troppo debole, affaticato da una disciplina troppo rigida e dalle applicazioni spirituali, molto spesso con queste cose si risolleva e respira. Se, infatti, l’arco è continuamente teso, si allenta e diviene meno atto al suo compito”. Ecco nascere così questa pratica, tuttora in uso in tutte le certose. Siccome la vocazione certosina è dedita alla meditazione ed alla solitudine, i certosini non escono dalla certosa, se non in pochissime occasioni, previste dalla regola. Una di queste è appunto lo spaziamento, ovvero una passeggiata della durata di quattro ore, con brevi soste, che i monaci fanno una volta a settimana (solitamente il lunedì), se il tempo lo permette e se nessuna festa importante lo impedisce, difatti nella Settimana Santa tale ricreazione non avviene. Questa passeggiata comunitaria fuori dal monastero avviene, alle 13,30 dopo aver celebrato l’ora “Nona”, i monaci si ritrovano in una cappella per recitare una breve preghiera per il passeggio. Fatto ciò, i religiosi opportunamente equipaggiati con zaini e scarponi  si dispongono in coppia, per consentire un colloquio personale, e di tanto in tanto si fermano per cambiare le coppie ciò per agevolare la possibilità di conoscersi meglio. Queste lunghe passeggiate, di solito si svolgono nei fitti boschi che circondano le certose, che come è notorio si trovano in luoghi isolati ed abbastanza selvaggi, ciò consente ai monaci di avere una condivisione fraterna che costituisce un complemento importante per la vita solitaria, un rapporto diretto con la natura, ed inoltre permette  loro di esercitare un discreto esercizio fisico. Pur scegliendo percorsi con strade non frequentate da persone, per preservare la solitudine, raramente può capitare di incontrare qualcuno o di essere fermati per qualche domanda, di solito  i certosini non si fermano molto tempo a parlare con estranei, solo il tempo necessario per salutare ma il tutto avviene con la carità fraterna, insomma senza mai apparire maleducati e scortesi. Al ritorno in certosa, previsto per l’ora dei Vespri, i monaci forse stanchi nel fisico sono però ritemprati nello spirito e pronti a rituffarsi nella severa e rigida regola monastica. Essi hanno ritrovato il giusto equilibrio psicofisico, ed alcuni di loro sostengono con estrema convinzione che dopo lo spaziamento, il canto che si svolge nel Mattutino acquista una migliore sonorità!!!  Va inoltre ricordato che una sola volta l’anno si svolge il grande spaziamento, che prevede una vera e propria gita, della durata di un intera giornata, con uscita al mattino e rientro in serata. Ma ora spazio alle immagini…..

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2 Risposte

  1. eccoci finalmente allo Spaziamento, tipica prassi certosina del lunedì (o altro giorno, in caso di maltempo…);
    ferma restando la mia predilezione per la vita solitaria, silenziosa, in cella, non posso non rilevare che la vera essenza del Monaco Certosino viene fuori proprio durante lo Spaziamento…
    negli anni passati, durante la mia permanenza a Farneta, ho avuto modo di partecipare cinque o sei volte allo Spaziamento dei carissimi Monaci Certosini (due volte addirittura fino alla Certosa di Calci): e devo dire che, pur nella più assoluta discrezione nei rapporti (personalmente, non ho quasi mai parlato, con nessuno), ho avuto modo di scoprire la vera natura del Monaco Certosino, che – alla fin fine – non è poi così diversa da quella di un vero cristiano…
    ancora una volta, viene fuori la saggezza umana del Padre Fondatore, Bruno!

  2. Ti sono infinitamente grato caro Angelo, per i tuoi preziosi commenti che contribuiscono ad arricchire gli articoli.

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