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  • I Fratelli Certosini

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S. Ugo vescovo di Grenoble

S. Ugo vescovo di Grenoble

(1053 – 1132)

Oggi la chiesa celebra S. Ugo vescovo di Grenoble, voglio ricordare la sua santa figura, poichè tra l’altro è stato colui che dette l’opportunità a Maestro Bruno di poter avviare la vita eremitica e cenobitica. Come tutti sappiamo, Ugo è il protagonista del sogno premonitore delle “sette stelle”, che apparvero l’indomani mattina come pellegrini in cerca del luogo idoneo dove poter esercitare la loro missione. Il caritatevole vescovo, non esitò ad indicare a Bruno ed i suoi sei amici il luogo donatogli dove stabilirsi per poter cominciare la nuova esperienza: il deserto di Cartusia L’amicizia con Bruno ed il desiderio di poter vivere nell’ascesi, nel silenzio, per incontrare Dio, lo portarono a chiedere ripetutamente di essere dispensato dalle funzioni vescovili. Purtroppo la sua richiesta non venne mai accolta, ed egli si limitò a vivere certosinamente, ed a frequentare Bruno ed i suoi seguaci. Ugo essendo attratto dalla loro vita solitaria, si recava spesso a trovarli, e si narra che era sua consuetudine trattenersi con i monaci più del previsto e che talvolta Maestro Bruno doveva ricordargli:: “Ite ad oves vostras ovvero lo esortava a ritornare in sede a curare il suo gregge. Tale è la vicinanza con i certosini, che nella sua iconografia, è quasi sempre raffigurato con il pastorale e la mitria vescovile, ma vestito da certosino, pur non essendolo mai diventato, e contornato dalle leggendarie sette stelle!!!

Questo bellissimo dipinto dello spagnolo Francisco de Zurbaran, ci mostra appunto il  vecchio vescovo nel refettorio dei certosini. Ma è lo spunto per narrarvi del miracolo in esso raffigurato. Si narra che Ugo inizialmente, era colui che portava, generosamente, il cibo a i primi sette eremiti. La  domenica prima del mercoledì delle ceneri, il vescovo di Grenoble inviò loro della carne, alimento che essi non consumavano, ma ciò stimolò in loro una discussione circa la pratica della ferrea astinenza. La leggenda vuole che mentre essi discutevano caddero in un sonno profondo, che durò  quarantacinque giorni, ovvero per tutta la Quaresima. Ugo impegnato nell’attività episcopale, si recò a far visita ai sette anacoreti solo il mercoledì santo, scorgendoli a tavola ma intenti a svegliarsi dal sonno ed increduli sul tempo trascorso. Il vescovo potè scorgere, con stupore, che la carne da lui inviata che era nei piatti, si era trasformata in cenere, questo prodigio confermò l’approvazione Divina della pratica dell’astinenza dalla carne da parte dei pii eremiti. Questo miracolo occorso ai primi sette certosini è dunque all’origine della ancora attuale pratica della loro astinenza perpetua della carne. La scena è egregiamente raffigurata dal pittore spagnolo Francisco de Zurbaran, che realizzò questo dipinto tra il 1630 ed il 1635 per la Sagrestia della certosa di Siviglia. Oggi l’opera è invece esposta al Museo Provinciale di Belle Arti di Siviglia.

Riporto il video che ci ricorda la sua santa esistenza

Una Risposta

  1. St. Hugh, pray for us!

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