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  • Memini, volat irreparabile tempus

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S.O.S dalla certosa di Calci

S.O.S.

dalla certosa di Calci

Mi sento in dovere associarmi al coro di proteste, levatesi nelle ultime settimane circa lo stato di degrado e di abbandono in cui versa la certosa di Calci. La certosa di Pisa e situata a sette chilometri dal centro cittadino in un una vallata chiamata anticamente “Valle Graziosa” ai piedi del monte Pisano in località Calci. Fu edificata nel 1367 per volere di patrizi pisani, e con il determinante contributo di Santa Caterina che ne favorì la fondazione, aiutando e sostenendo i monaci nei momenti di bisogno. Questo splendido monumento, abbandonato dai certosini nel 1972, è stato nel corso dei secoli arricchito con decorazioni, affreschi, dipinti e sculture, un vero scrigno d’arte. La certosa è stata successivamente data in consegna alla Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Pisa, ed è visitabile. Negli ambienti, che un tempo erano destinati ad ospitare le attività produttive e artigianali dei monaci, attualmente ha sede il Museo di Storia Naturale e del Territorio dell’Università degli Studi di Pisa. Chi decidesse di visitarla, sarà accolto da varie iscrizioni, come quella che vi riporto nella foto che segue, e che recita: “Habitantibus hic oppidum carcer est et solitudo Paradisum”, ossia per chi abita qui, la città è il carcere e la solitudine è il Paradiso.

Questo luogo, un tempo vero Paradiso in terra, oggi  appare sprofondato in un abisso fatiscente. L’allarme che lancio è motivato dal fatto che le opere a rischio sono tante, tra esse le settecentesche Storie del Vecchio Testamento, dei bolognesi Antonio e Giuseppe Rolli e gli affreschi della cupola “Assunzione della Vergine” di Stefano Cassiani. In gran pericolo l’altare maggiore realizzato da Giovan Francesco Bergamini e dal figlio Alessandro (1665-1686). Sopra l’altare maggiore della chiesa, il dipinto “San Bruno che offre la certosa di Pisa alla Madonna” del Volterrano (1681) A rischio anche la cappella della Vergine del Rosario dipinta a fine Settecento da Giuseppe Maria Terreni e gli affreschi nella sala del Capitolo realizzati da Pietro Giarré nel 1781. Nel refettorio l’affresco cinquecentesco che raffigura l’”Ultima Cena” di Bernardino Poccetti (1597), è anch’esso seriamente minacciato a causa del tetto che presenta pericolose infiltrazioni. Oggi tutti questi capolavori d’arte sono messi a repentaglio dall’umidità, e dalle infiltrazioni di acqua piovana che provengono dai solai, si vedono croste che si staccano dai dipinti, stucchi e affreschi chiazzati dalle muffe, travi di legno già crollate, o pericolanti. La certosa è ormai in pieno degrado poiché, non vi sono fondi sufficienti alla manutenzione ordinaria e non sono previsti interventi straordinari che ormai sarebbero necessari, ed impellenti. E’ notizia recente che le autorità di Calci hanno fatto reiterati appelli disperati al Ministero per i Beni Culturali, ed ultimamente anche all’attore Roberto Benigni, essendo quest’ultimo l’interprete del film “Il piccolo diavolo” giratosi anni orsono negli ambienti della certosa pisana. Recentemente è stato mandato in onda un documento filmato dalla trasmissione televisiva “Atlantide” che testimonia la disastrosa situazione dell’antica e prestigiosa certosa pisana. Vi consiglio di vederlo, per meglio rendervi conto della necessità di urgenti interventi radicali, che possano salvaguardare l’imponente e sfarzosa cittadella monastica certosina. Sono sicuro che l’S.O.S. che oggi Cartusialover lancia, per la certosa di Calci sarà raccolto e diffuso da tutti coloro che amano quei luoghi per secoli templi egregiamente custoditi dai monaci certosini, ma purtroppo ormai fatiscenti per l’incuria mostrata da chi dovrebbe salvaguardare e valorizzare monumenti di tale maestosità.

Dalla trasmissione televisiva “Atlantide” , del 4 marzo 2011, eccovi il documento filmato:

La certosa è in pericolo?

Buona visione

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