• Translate

  • Follow us

  • Memini, volat irreparabile tempus

    maggio: 2011
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
  • Guarda il film online

  • Articoli recenti

  • Pagine

  • Archivi

  • Visita di Benedetto XVI 9 /10 /2011

  • “I solitari di Dio” di Enzo Romeo

  • “Oltre il muro del silenzio”

  • “Mille anni di silenzio”

  • “La casa alla fine del mondo”

  • Live from Grande Chartreuse

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi e-mail.

    Unisciti ad altri 594 follower

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.


Alla ricerca del silenzio perduto

Alla ricerca del silenzio perduto

La storia di Hans Wagner

Oggi, in occasione della ricorrenza del giorno della sua celebrazione voglio illustrarvi la storia particolare di questo certosino. Jean o Hans Wagner, del quale non conosciamo l’esatta data di nascita, forse il 1456, nacque a Riedlinger sul Danubio, nei dintorni di Ülm in Germania. Egli decise di entrare, da giovanissimo, nella certosa svizzera di Ittingen, dove fu accettato come fratello laico nel 1475, emettendo i voti nel 1476. Il convento che lo accolse era stato solo pochi anni prima, nel 1461, affidato ai certosini che lo ebbero in consegna dagli Agostiniani. Questo passaggio, fu caratterizzato da prevedibili problemi legati alla trasformazione della struttura che doveva essere adattata alle funzionalità della regola certosina. Ciò fu consentito, negli anni, grazie al sostegno ed al contributo di alcuni benefattori, che permisero le radicali trasformazioni strutturali. Esse perdurarono, nel tempo coinvolgendo attivamente i fratelli conversi, i quali parteciparono direttamente ai lavori manuali. Questa intensa attività finì col sottrarre molto tempo ai fratelli conversi, i quali si videro costretti a trascurare la meditazione e la  preghiera. Il giovane Hans, durante il suo breve periodo di noviziato, si era fatto notare per un fervente spirito di penitenza che lo portò dopo solo un anno a diventare fratello converso. Ma purtroppo nella sua nuova veste, si trovò coinvolto nei lavori manuali di ristrutturazione, tale impegno non si coniugava con le sue spiccate doti che lo rendevano maggiormente incline alla meditazione ed alla ascesi spirituale. Combattuto, egli si rese conto che la sua ambizione di eremita non poteva esercitarsi nella certosa di Ittingen, avvolta dal frastuono e dagli impegni dei lavori ai quali non poteva esentarsi. Fu così che Hans Wagner, decise di scrivere al pontefice Innocenzo VIII, per chiedere l’autorizzazione per poter lasciare la certosa e continuare la sua attività eremitica in maniera più severa, ad imitazione dei primi anacoreti. Il 16 maggio del 1489, Hans a seguito del consenso espressogli dal papa, e dietro autorizzazione del priore una volta fuori dalla certosa, si ritirò in una radura situata sul Monte Pilato dove esisteva un piccolo eremo medievale. Ovvero una buia grotta circondata da rovi e fitta vegetazione! In questo luogo, nei pressi di Obernau, chiamato Herrgotteswald (la foresta del Signore) egli visse gli ultimi ventidue anni di vita, conducendo un esistenza all’insegna del più puro eremitismo, seguendo le austere regole certosine, poco cibo, acqua e per letto una roccia con un cuscino di pietra. Rimase sempre isolato senza uscire quasi mai dalla sua spelonca, dove rimaneva spesso in estatica meditazione. La sua aura di serenità e pace, tangibile sul suo volto, era percepita da chi provava ad incontrarlo e dalle popolazioni limitrofe che lo venerarono come un santo. Nel 1516, durante la festa di Pentecoste il santo anacoreta si ammalò gravemente ed il 9 maggio la sua vita terrena terminò, in odore di santità, tra il calore della gente che lo amò e che narrò di aver visto una luce celestiale che discese su di lui al momento del trapasso. Le spoglie mortali dell’eremita furono seppellite in una cappella precedentemente eretta (1504) in suo onore da famiglie nobili di Lucerna. A conferma della sua santità, nel 1613 la tomba del pio certosino fu aperta alla presenza di alti prelati e numerosi spettatori che poterono testimoniare di aver percepito un gradevole ed intenso profumo di fiori. Tale evento fece diffondere ulteriormente il culto di Hans Wagner, convogliando numerosi pellegrini sulla sua tomba.

Nel 1621, la cappella fu ristrutturata, ed i resti del beato Hans furono rimossi per essere sistemati in un sepolcro più dignitoso, coperto da una grande lapide su cui è scolpita a grandezza naturale la sua immagine con l’abito certosino. Nel 1651, poi a Herrgotteswald, oggi Hergiswald vicino Lucerna, venne costruita l’attuale imponente chiesa barocca sul cui lato destro vi è il sepolcro del beato eremita certosino, che ancora oggi risulta essere nota meta di pellegrinaggi.

Vi riporto la lettera apostolica che Innocenzo VIII inviò ad Hans Wagner

Il Papa Innocenzo VIII al nostro amato figlio Jan Hans Wagner, fratello-laico dell’Ordine dei Certosini.

“Mio caro figlio, prima di tutto ti invio il mio saluto e la benedizione apostolica! Sappiamo che hai fatto, per essere più libero per servire Dio, sei entrato nel monastero di Ittingen, dell’ Ordine dei Certosini, situato nella diocesi di Con.  La tua presa di posizione, e che all’interno della tua certosa non ritrovi le condizioni idonee per vivere nella pietà assoluta, a causa dei lavori di ristrutturazione del complesso monastico. Pertanto chiedi umilmente il permesso per poter continuare nella solitudine la tua attività meditativa destinata a servire Dio.

Al fine di servire meglio l’Onnipotente, vuoi “ritirarti” in solitudine e mi chiedi umilmente che ti conceda la tua richiesta. Voglio aderire ai tuoi desideri con piacere ed io “acconsento”, ai sensi della presente lettera, dopo che tu hai richiesto il permesso ai tuoi superiori, ad andare a trascorrere il resto della tua vita in solitudine, tu sceglierai come ti pare, per servire l’Onnipotente, da solo o con un compagno, che indossa una tonaca grigia di lana  grossa in  conformità, un panno con i tre voti del tuo ordine, rispettando l’austera regola senza mangiare carne e di portare il cilicio”.

“Roma, il 6 maggio 1489, il quinto anno del Pontificato di Innocenzo VIII”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: