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“La preghiera” di A. Guillerand XXX° capitolo

La Preghiera

Dinanzi a Dio

di Dom Augustine Guillerand

CAPITOLO XXX

Lode alla sapienza increata

Tu sei, o mio Dio, l’Ordine infinito. L’ordine che regna quaggiù è meraviglioso. Ciò che noi possiamo intravederne ci abbaglia: e ciò che noi vediamo è così poco! Tu sei talmente l’Ordine che anche i disordini lo procurano! Tu hai l’arte – la grande arte – di fare l’armonia dalle dissonanze!

Bisogna, è vero, saper superare, per riconoscere questo Ordine supremo, la durata effimera, le circostanze presenti, ciò che non è, e attendere che il presente superficiale e passeggero abbia prodotto ciò che vedeva il tuo sguardo eterno e ciò che voleva il tuo Amore immenso.

La tua Sapienza, o mio Dio, è questo sguardo che supera i tempi e i luoghi, ed è questo volere che si eleva al di sopra del passeggero. Essa è fatta di intelligenza che ordina e di amore che si dona.

L’ordine è figlio dell’intelligenza che ama, e il cui nome proprio è la Sapienza. In noi, l’intelligenza e la volontà, nate dallo stesso centro profondo, sembrano nondimeno dividersi. Io parlerei più esattamente dicendo: ” sembrano distinguersi “. Poiché distinzione non è divisione. Ma in te, o mio Dio, ove tutto è uno, esse non fanno che uno. La Sapienza è l’atto unico col quale tu ti conosci nel tuo amore, e tu ti ami conoscendoti, col quale generi il tuo Verbo comunicandogli il Soffio della tua vita, e col quale tu lo riprendi e ritieni eternamente in te attraverso il movimento di questo Soffio. La Sapienza è questo movimento partito dal Principio ove esso ha la sua sorgente, effuso nel Verbo ove esso diviene Luce che lo mostra, Parola che lo esprime, Immagine che lo rappresenta, raggio sostanziale che ne è lo sfavillio splendido, figura ove esso riproduce i suoi tratti e si fa conoscere. Questo movimento nel Principio è Luce e Amore, nel Verbo è Luce e Amore, e lo è egualmente in se stesso, nel luogo che li unisce, che li porta e li conserva l’uno nell’altro.

E questo movimento che si è comunicato al nulla e che l’ha riempito d’immagini finite dell’Essere che è. Tutti gli esseri e l’ordine che regna in ciascuno di essi e in tutto l’insieme, rappresenta la tua Sapienza, o mio Dio. Ed è questa Sapienza che io debbo ammirare, adorare, amare, quando il mondo si rivela a me nello splendore delle sue meraviglie e della sua armonia. Io debbo vedere nel mondo la tua grandezza, la tua intelligenza, la tua potenza, tutto il gioco di ciò che io chiamo le tue perfezioni e che in te non sono che la perfezione unica della tua Pienezza d’Essere. Io debbo vedere in ciascuno, nell’unità di ciascuno, un’immagine di questa Pienezza infinita; io debbo vedere in tutti gli elementi che lo compongono e in tutti i movimenti ordinati che costituiscono la sua attività, il tuo Amore che unifica tutto, che ordina tutto, che si rappresenta unendo, che unisce ordinando, che per ordinare regola il posto e l’agire di ciascuno, li conserva, li concorda, li sviluppa nella pace, per il bene di tutti e di tutto l’insieme al quale essi appartengono.

Tale è quel gioco di cui parla il tuo Spirito stesso nei tuoi Libri Santi, un gioco sapiente, misurato, armonioso, ove tutto si fa dolcemente, amorosamente, secondo un piano previsto fin nei minimi dettagli e attraverso leggi generali o particolari che rapiscono, quando si studiano, e che assicurano la felicità propria e quella del mondo quando da noi stessi vengono osservate; leggi che tendono tutte a far regnare in tutto e in tutti la pace infinita.

Quando il mondo si lascia condurre da questa Sapienza, vede chiaramente e non urta contro alcun ostacolo, poiché essa è Luce; il mondo è felice e passa attraverso le sofferenze passeggere come condotto dalla tua mano d’amore, poiché essa è l’Amore. Il mondo partecipa alla tua Luce, che non vede che l’Amore, al tuo Amore che non vuole che il Bene, al tuo Bene che è l’Essere; … e rientra nella tua Unità, come il Verbo di cui è l’espressione esteriore, multipla, frammentata, ma unificata da Lui nella Sapienza che tutto ordina.

La tua Sapienza risplende in tutto come in te stesso: nel movimento degli astri, nel movimento delle stagioni che essi comandano, in quello delle piante che sono regolate dalle stagioni, degli esseri animati che un istinto così sicuro e saggio dirige, degli esseri intelligenti che, come tali, possono errare, ma che possono profittare delle loro esperienze perfino sbagliate per elevarsi più in alto e raggiungerti; in quello dei puri spiriti che l’intelligenza istintiva, lo sguardo intuitivo, porta a te d’un sol balzo per sempre, e che vedono ciò che tu vedi e come tu lo vedi, spiriti che vedono nella Luce del tuo Amore e che amano tutto ciò che tu ami; e nel movimento delle intelligenze incarnate ma definitivamente spiritualizzate che fanno entrare la stessa materia nella dimora ove tu ti doni per sempre, e ove tutto ha il suo posto eterno, quella dimora che è il culmine della creazione, e in Colui che è al tempo stesso il capo di tutta la tua opera e il divin Operaio grazie al quale tutto è stato fatto. Così, io rientro con tutto questo insieme nella Sorgente essenziale ove tutto era prima di essere realizzato da te, ove tutto si completa quando, col tuo Verbo Incarnato e nel tuo Verbo Incarnato, tu l’hai ripreso e compiuto.

E’ lì che io canterò eternamente questa Sapienza che non fa che uno con la tua Vita, che non fa che uno con te. E’ lì che io vedrò tutto, amerò tutto, possiederò tutto, che la mia visione sarà il mio amore, che il mio amore sarà Luce, e che luce e amore uniti, ma non confusi, procederanno sotto i miei occhi dal tuo Essere che non farà che uno con essi.

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