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“La preghiera” di A. Guillerand XXXI° capitolo

La Preghiera

Dinanzi a Dio

di Dom Augustine Guillerand

CAPITOLO XXXI

Lode della divina verità

Per quanto grandi siano questi termini molteplici mi inquietano sempre. Io li trovo così lontani dalla tua Unità! Io ho pensato di rassegnarmi alla mia miseria di creatura obbligata a servirmene. L’angelo in me protesta, vorrebbe scrollarsi il pesante peso della bestia, che non ne può fare a meno. Ma ho torto. Gesù ha portato questo peso; l’ha sollevato e spiritualizzato; lo ha fatto salire con Lui sulle altezze serene, l’ha fatto entrare in Dio. Io posso dunque parlare di Verità di Dio dopo aver parlato della sua Sapienza e della sua Vita.

La tua Verità, o mio Dio, è l’unità perfetta che regna tra te e Colui che ti esprime quando tu ti parli e quando dici interiormente a te stesso ciò che tu sei. Poiché tu ti parli; tu ti vedi, tu ti conosci; tu vedi il tuo Essere che è la Luce e l’Amore; e la tua Parola interiore, il tuo Verbo è l’espressione perfetta di questa conoscenza perfetta. Tu sei Luce e Amore, e il tuo Verbo ti dice questo; te lo mostra in un raggio splendente, in una chiarezza splendida che parte da te, che non fa che uno con te, e che rientra in te, o meglio che non ne esce, che dimora nell’unità dello stesso spirito che è il tuo e che gli comunichi. Dinanzi a te, ricevente in pieno lo specchio infinito e infinitamente limpido del tuo Essere, il tuo Verbo lo riflette interamente e te ne rimanda l’Immagine perfetta. Immagine perfetta, ti riproduce tutto intero; vi è eguaglianza totale, equazione completa tra Lui e te; ed è la tua Verità, figlia del tuo Amore che a Lui comunichi, e della Luce di questo Amore. Tu sei questo, egli è questo. Tu sei la Verità perché tu sei questo; tu sei la Verità ed esprimi la Verità donandoti e riproducendoti tal quale sei, producendo questa Immagine che è tutto ciò che tu sei e che fa tutto ciò che tu fai, che come te è Luce e Amore, che si mostra e si dona mostrandosi così come tu ti doni mostrandoti.

Ecco la tua Verità, o mio Dio. lo la credo, io non la vedo ancora; e le mie parole non esprimono che la mia fede, sono cariche di ombra e fredde; ma un giorno la vedrò, anch’io pronuncerò la parola che è tutta Luce e Amore, poiché io sarò in Essa. Attendendo, mi trovo già un po’ in Essa quando io credo in Essa… e posso ogni giorno sviluppare la mia fede, che mi fa avanzare in Essa, la mia fede che è adesione del mio essere al suo Essere, della mia intelligenza alla sua intelligenza, della mia volontà alla sua volontà, del mio amore al suo amore, e che ci farà ” uno “insieme nell’unità del suo Spirito.

Tu realizzi questa Verità piena che è la tua, o mio Dio, poiché tu sei lo Spirito infinito e perché puoi donarti tutto intero. La Verità infinita procede dall’Amore infinito che, a sua volta, procede da essa e in essa si compie.

La materia non è e non si dona. Essa è tutta alla superficie, e non può unirsi che in superficie; non può dare che questa superficie. Lo spirito è tutto all’interno; non si dona che all’interno; il suo movimento proprio è interiore, immanente, esso è essenzialmente totale e vero. Si dona tutto intero e si riproduce tutto intero. L’Immagine che lo riproduce eguaglia l’Essere che lo produce.

La Verità di Dio è questa eguaglianza, nata dal suo amore e dal dono di sé, che è il suo movimento e la sua vita. L’Essere è infinito, l’Immagine è infinita, poiché l’Essere si dona tutto intero; l’adeguazione è perfetta: ed è la Verità.

Ogni verità è in te, o mio Dio; poiché tutto riproduce il tuo essere, e tutto è nella misura in cui lo riproduce. La verità in me – la verità di tutto – è in questo rapporto. Se io riproduco bene, sono nella verità; sono immagine dell’Immagine infinita in cui io sono idealmente riprodotto; vi è adeguazione tra essa e me, e tra me e Colui che è, grazie ad essa.

Io debbo giudicare me – debbo giudicare tutto – sulla base di questo rapporto. La mia vita ne dipende. Se io sono in rapporto esatto, io partecipo alla sola vera vita, la Vita di Colui che è; se io sono in disaccordo, io sono fuori dell’Essere e della Vita. L’amore – la partecipazione allo Spirito d’Amore che unisce l’Essere alla sua Immagine – l’accordo perfetto con questa Immagine, la delicatezza nel seguire tutti i movimenti di questo Spirito, la docilità nei confronti di tutte le sue ispirazioni, ecco la condizione della mia verità e della mia vita.

Mio Dio, non mi dispiace di avere prolungato questa meditazione. Essa mi rivela che uno sguardo prolungato è sempre ricompensato, mentre il volteggiare sulla sommità superficiale e fiorita delle idee non insegna, non dà che una luce sterile, e che bisogna portare a lungo nel proprio pensiero, come in un seno materno, queste chiarezze fuggitive, e che non si può farle vivere che a tale condizione, che la loro vita come ogni vita è una sintesi, un insieme di sintesi, che tale vita è tanto più ricca per quanto le sintesi sono più numerose e fortemente collegate; e, in una parola, mi rivela che vedere che l’Essere è unità, che l’Unità è Semplicità, che la Semplicità è Spiritualità, che la Spiritualità è Amore, che l’Amore è Vita, e che la Vita è la Verità, e che tutte queste realtà che io distinguo poiché le conosco nello specchio frammentato delle tue opere, in te non sono che uno: il tuo Essere (Colui che è). E nella tua Verità, come nella tua Sapienza, nella tua Vita, nella tua Unità, è Lui che io lodo e che io canto.