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Lettere di Cristoforo Colombo a Padre Gaspar Gorricio

Lettere di Cristoforo Colombo a Padre Gaspar Gorricio

Il grande Cristoforo Colombo scrisse molte  importanti lettere di propria mano, di cui  quattro inviate al suo amico Gaspare Gorricio. Come anticipatovi nel precedente articolo, ed a completamento della narrazione del rapporto tra Cristoforo Colombo e Padre Gaspar Gorricio, vi allego il testo delle  lettere ricevute da quest’ultimo ed inviategli dal grande esploratore. Terminata la permanenza nella quiete della certosa de Las Cuevas a Siviglia, e confortato e sostenuto da Padre Gorricio, Colombo parte per il suo quarto viaggio, durante il quali invia le missive che vi propongo:

**********

Prima Lettera di Don CRISTOFORO COLOMBO
Al P. D. GASPAR GORRICIO,

da Granada

Reverendo e Devotissimo Padre.

Allorchè venni qui cominciai a raccogliere nella Bibbia i passi più autorevoli, i quali mi sembravano riferirsi a Gerusalemme*, con animo di rivederli poscia, e disporli al luogo loro, ove facessero al caso. Ebbidippoi altre occupazioni, le quali non mi lasciarono il tempo di proseguire l’ opera mia; nè ora ciò mi è eziandio possibile.

Per la qual cosa v’ invio, qual’ è, questa raccolta, affinchè la vediate; potrà darsi che ecciti in voi il pensiero di proseguirla; e Nostro Signore vi darà l’intelligenza necessaria a bene spiegare queste autentiche verità.

Giova continuare le ricerche nella Bibbia : in molti luoghi le glose vengono in ajuto, e danno schiarimenti; dei quali converrà far molto caso, allorquando si tratterà di darle l’ ultima mano.

Scritta in Granada addi 13 septembre 1501.

In questa lettera appare evidente, come Colombo avvicinatosi alle Scritture Sacre intende raggruppare le nozioni apprese in un opera sua. E’ il prodromo del “Libro delle Profezie”

* si rife­riva, con questa espressione, all’idea di una stretta connessio­ne fra la « impresa delle Indie » e la liberazione della Terra-Santa dal dominio musulmano, divenuta per lui, con il tra­scorrere degli anni, una vera e propria ossessione. Il padre Gorricio si mise al lavoro, ed all’incirca sei mesi dopo, alla vigilia della partenza di Cristoforo Colom­bo per il quarto viaggio, gli restituì un testo cui volle apporre un lungo titolo in latino, che aveva il pregio di indicare con chiarezza il contenuto di quelle pagine: «Liber sive manipu­lus de auctoritatibus, dictis ac sententiis et prophetiis circa materiam recuperande sancte civitatis et montis Dei Syon ac inventionis et conversionis insularum Indye et omnium gen­tium atque nationum, ad Ferdinandum et Helysabeth reges nostros Hyspanos »

**********

Seconda Lettera di Don CRISTOFORO COLOMBO
Al P. D. GASPAR GORRICIO

Da S. Lucar.

Reverendo e Devotissimo Padre:

il vento di mezzodì mi ha trattenuto a Cadice fino a che, avendo i Mori assediato Arcila, uscii in suo soccorso collo stesso vento, e giunsi al porto. Nostro Signore mi diede poscia un così bel tempo, che pervenni qui in 4 giorni. Ora il mio viaggio si farà in nome della S. Trinità, e spero vittoria.

Prego la R. V. di scrivere frequente a D. Diego, e di richiamare alla memoria di Messer Francesco di Rivarolo l’affare di Roma. La fretta m’impedisce di scrivergli. Mi raccomando al P. Priore ed a tutti cotesti buoni religiosi. Qui, la Dio mercè, siamo tutti in perfetta salute.

Pronto sempre ai vostri comandi.

Scritta in San Lucar tra il 20 ed il 25 maggio 1502

In questa seconda lettera Colombo fa riferimento al suo arrivo a Cadice ed al motivo della sua permanenza, raccomandando l’amico certosino di sbrigare alcune commissioni.

**********

Terza Lettera di Don CRISTOFORO COLOMBO
Al P. D. GASPAR GORRICIO

Dalla Giamaica

Reverendissimo e Devotissimo Padre:

Se il mio viaggio così fosse per essere favorevole alla sanità della mia persona ed al riposo della mia casa, come sembra doverlo riescire all’ingrandimento della corona del rè e della regina, miei signori, io spererei vivere più di cento giubilei.

Il tempo m’impedisce di scrivervi più a lungo. — Spero che il latore della presente sarà qualcheduno di casa mia; il quale a viva voce assai più ve ne dirà, che io non potrei scrivervene in mille fogli. D. Diego eziandio vi supplirà.

Supplico di grazia il P. Priore e tutti cotesti religiosi onde si ricordino di me nelle loro preghiere.

Giamaica, 7 Luglio 1503

In questa lettera inviata dalla Giamaica, Colombo parla della sua salute precaria, ed incaricando il latore della missiva a raccontare ciò che egli non può esprimere per iscritto.

**********

Ultima Lettera di Don CRISTOFORO COLOMBO
Al P. D. GASPAR GORRICIO

Da Siviglia

Reverendo e divotissimo Padre:

Diego Mendez è di ritorno dalla corte. — D. Diego sta bene. Il Signor Governatore e D. Fernando non sono arrivati ancora, ve li invierò costi coi ragguagli di quanto avviene.

Non so come esprimervi il desiderio che nutro di rivedervi, e di communicarvi molte cose che non posso affidare ad una lettera. Bramerei vedere le carte che tenete presso di voi; e vorrei fare costrurre una cassetta di sughero foderata di cera per chiudervi i privilegi. — Vi chiedo in grazia di inviarmi il tutto, sia per il Donato, stimabil’ uomo, sia per Andrea, fratello di Giov. Antonio, latore della presente. — Il mio male, grazie a Dio, volge al meglio di giorno in giorno. — Mi raccomando al P. Priore e a tutti i Religiosi.

Fatto in Siviglia quest’oggi,  Sabato, 4 Gennaio 1505.

A’ vostri ordini sempre.

In quest’ultima lettera, Colombo giunto a Siviglia, affida a Diego Mendez un amico fidato l’incarico di consegnarla a padre Gaspar Gorricio. Il contenuto fa riferimento al desiderio di poter riabbracciare l’amico certosino, custode dei suoi documenti ed esecutore testamentario. Un breve riferimento alla sua salute, che sembrava migliorare, ma che invece era minata al punto tale che dopo un anno lo condusse alla morte avvenuta a Valladolid il 20 maggio 1506.

**********

Tutte le lettere che ho sottoposto alla vostra attenzione si concludevano con la firma di Colombo, che vi riporto,  e che consisteva in un misterioso crittogramma su cui tanto si è dicusso.

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