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Dionigi il certosino: “La custodia della cella”

Dionigi il certosino

Dal Trattato

Elogio della vita solitaria

La custodia della cella

Per l’autentico contemplativo la cella è la sede della

salvezza, la base della quiete interiore, il luogo di un’alta

contemplazione, una dimora celeste, un giardino profumato,

una possibilità di traboccanti consolazioni, anzi un paradiso

di delizie sulla terra. Sant’Antonio, il corifeo dei solitari, con

molta verità sostenne che la cella è necessaria al monaco

come l’acqua ai pesci. Se il solitario indugia fuori cella senza

necessità, muore come pesce in arida terra.

Qualcuno ha pure osservato molto a proposito che il

dimorare in cella senza interruzione è per il monaco fonte di

ogni bene. Perciò, l’abitante della cella, che ha l’esperienza

del colloquio interiore con Dio e ha gustato i frutti dolcissimi

della vita in solitudine, temerà le uscite. Quando giudicherà

queste necessarie, si farà il segno della croce e uscirà

pregando come se lasciasse una fortezza, una roccaforte in

cui è più che al sicuro dal nemico e meglio che altrove può

progredire nell’unione con Dio.

Fòrmati, dunque, fratello, qualche buona abitudine e

rimani in cella con la Sapienza increata come con la sposa nel

talamo nuziale. Godi dei suoi struggenti abbracci, contempla

la sua stupenda bellezza e trova la gioia nello stabilirti solo

con lei sola. Essa infatti si diletta sul globo terrestre ponendo

le sue delizie tra i figli dell’uomo; previene quanti la

desideranosta alla porta della mente e bussa,  entra

graziosamente da chi le apre e condivide con lui un delizioso

banchetto. Essere escluso da una luce così grande, defraudato

di un’opera così divina, allontanato da una tale amorosa e

santa unione con Dio a causa delle tue dissipazioni fuori

cella, deve essere per te cosa detestabile.

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Una Risposta

  1. Custodire spiritualmente la nostra anima in una cella, come nel caso del nostro santo dottore Dionigi Certosino è cosa meravigliosa , beatificante , ed è atto di giustizia e fortunati sono coloro che hanno questa possibilità ; ma , forse, più beato è colui che si costruisce una cella nel suo cuore , una cella invisibile in piena rinuncia e rinnegamento…

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