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Un certosino “refrattario” durante la Rivoluzione Francese

Un certosino “refrattario” durante la  Rivoluzione  Francese

La storia che oggi voglio raccontarvi, si inserisce in un contesto storico, la Rivoluzione Francese, che ha visto una cruenta repressione e persecuzione subita dai francesi cattolici. Durante questo periodo, fu eseguito un vero e proprio tentativo di decristianizzare la nazione attraverso l’introduzione di leggi anticlericali. Ho già descritto, in un precedente articolo a cui vi rimando le violenze e le imposizioni  perpetrate, nonché le vicissitudini di quei certosini che non sopravvissero a tale soprusi, i cosiddetti “Martiri dei Pontoni di Rochefort”mentre nell’articolo odierno tratterò di una storia estremamente travagliata ma conclusasi con un lieto fine. Jean-Charles Guerquin, è il nome del protagonista di questo racconto, egli nacque a Metz, il 26 Luglio 1763 in una famiglia borghese, e da giovanissimo, all’età di ventidue anni decise di diventare certosino. Fece il suo ingresso nella certosa di Montmerle, il 5 ottobre del 1785 egli fece la professione temporanea ricevendo, in presenza di tutta la comunità e del priore Guillaume ARMÉLY,  il nome Gabriel. Nonostante il clima surriscaldato a seguito dei burrascosi eventi che si svolsero nell’estate del 1789, e le nuove leggi, severe contro le congregazioni ed ordini religiosi, Dom Gabriel svolse la sua professione solenne all’età di ventisette anni pochi giorni prima della pubblicazione del decreto che vietava tassativamente la presa dei solenni voti religiosi. Questo decreto, del 13 Febbraio 1790, consentiva ai monaci che volevano abbandonare la vita monastica di unirsi al clero secolare o di ritornare alla vita civile. Tuttavia lo stesso decreto prevedeva che coloro i quali non volessero lasciare la vita monastica, potevano riunirsi in un’unica struttura appositamente prescelta. La certosa scelta per asservire a questo scopo, fu proprio la certosa di Montrmerle, che accolse così tutti i certosini provenienti dalle altre cerose soppresse, ciò avvenne dal 24 marzo del 1790. ma malgrado la volontà espressa da quei certosini che vollero mantenere saldo il loro ideale di vita, le autorità francesi insistevano nel farli dissuadere dal loro proposito. Il 18 giugno del 1790 i commissari della Repubblica ed il sindaco del luogo si recarono alla certosa di Montmerle, nel tentativo di estorcere da qualche religioso la rinuncia a proseguire la vita claustrale. In tale occasione Dom Guerquin ebbe a precisare: “ Voglio vivere e morire da certosino!!!”, ed insieme ai suoi confratelli continuò a godersi la quiete monastica, pur sapendo dei rischi a cui si sarebbero sottoposti. La pace della comunità certosina era continuamente turbata dalle visite delle autorità comunali, ed il 20 giugno 1791, i padri furono nuovamente interpellati circa la loro volontà, Dom Guerquin a nome di tutti i religiosi ribadì in modo energico il loro ferreo intento. La frequenza delle visite dei funzionari divenne sempre maggiore, con il chiaro obiettivo di destabilizzare l’attività monastica ed indurre i religiosi ad andarsene da Montmerle. Il 20 luglio 1792 la certosa è costretta a subire una perquisizione da parte della Guardia Nazionale, che però non riscontra “nulla contrario alla Legge”,  ed in agosto i monaci vengono costretti a prestare giuramento di “Libertà ed Eguaglianza” imposto dal legislatore. Dom Guerquin ed i confratelli si impegnarono inizialmente ma poi ritirarono il loro impegno. A tutto ciò farà seguito un decreto dell’Assemblea Legislativa del 1 ottobre 1792, che ordinò l’evacuazione e la soppressione di tutte le istituzioni religiose, dando inizia ad una vera odissea per migliaia di religiosi. A questo punto Dom Guerquin, in compagnia di altri compagni si rifugiano, nei primi mesi del 1793 a Bourg-en Bresse, ed in clandestinità creano uno spazio dove riunirsi per pregare, esponendosi così ad un grosso rischio. In quell’anno i sacerdoti o tutti coloro che erano sospettati di esserlo, venivano denunciati alle autorità, difatti il 16 novembre 1793 o 26 brumaio, Guerquin ed i suoi compagni vengono arrestati ed internati in un ex convento delle clarisse trasformato in prigione. Dopo qualche settimana il gruppo di certosini viene trasferito al carcere di Bicetre riservato ai sacerdoti “refrattari”. E’ questo il momento peggiore, poiché verranno tenuti in una prigione scalcinata ed umida in condizioni disumane, ed essendo malnutriti finirono per ammalarsi. A causa delle loro pessime condizioni di salute, vi saranno ripetute richieste di scarcerazione che purtroppo non saranno accolte. Solamente nel marzo del 1795, Dom Jean Guerquin viene rilasciato dopo aver trascorso un anno e quattro mesi di detenzione, in quell’orrida prigione. Uscendo dal carcere egli svolge in pieno la sua attività di sacerdote refrattario nella clandestinità, adottando addirittura lo pseudonimo di Desgranges, e vestito da contadino celebra battesimi, matrimoni, amministra l’estrema unzione ai moribondi, ed insegna il catechismo ai bambini, tutto in gran segreto. Egli si muove tra i paesi di Marboz, Beny, Attignat, Étrez dove trova tanti fedeli disposti a garantire la sua sicurezza offrondogli ospitalità, protezione e rifugio. Tutte queste precauzioni non furono sufficienti, poiché il 16 dicembre del 1796, Dom Guerquin alias Descarges rifugiatosi sotto il pavimento di una fattoria, ospite dei proprietari fu scoperto ed arrestato dalla Guardia Nazionale che durante un rastrellamento lo scorse. Trasportato a Marboz tra tante angherie e violenze il povero Guerquin, viene condotto temporaneamente in un osteria in attesa del carcere, ma diffusasi la notizia del suo arresto nei paraggi si assiepa una moltitudine di persone, che protestando vivamente verso i soldati, chiedono la liberazione del religioso. Le guardie si avvicinano alla folla minacciando di sparare, ed intimano loro di allontanarsi, nell’assistere a questa scena Dom Guerquin si rivolge ai suoi fedeli pregandoli di non essere violenti, ma ciò provoca un ulteriore confusione, che porterà i soldati a sparare e mietere una vittima per disperdere i contadini in rivolta. Condotto a Coligny il nostro protagonista viene sottoposto ad un processo,  il sacerdote è interrogato sulle sue attività clandestine, le sue residenze, la sua mancata sottomissione alle leggi. Viene ascoltato e condannato per non essere stato conforme alle leggi sull’esercizio della religione ed incarcerato nella prigione di Bourg.en Bresse.

I problemi di salute riaffiorano ed in attesa del processo, dall’esito negativo scontato avviene un inaspettato intervento della Provvidenza. Il funzionario di Polizia che ha arrestato Guerquin, viene accusato di abuso di potere durante la ricerca del prelato, pertanto il 18 aprile del 1797 il sacerdote certosino viene prosciolto e liberato, ed immediatamente riprende la sua attività in clandestinità tra la solidarietà del popolo. Susseguiranno altre denunce e condanne, ma l’indomito Guerquin sfuggirà all’arresto continuando imperterrito la sua attività fino all’ 11 dicembre del 1798 quando verrà fermato e condannato all’esilio sull’isola di Ré. I giorni della Rivoluzione giunsero al termine e fece seguito un concordato nel 1801 tra Pio VII e Napoleone, che permise un miglioramento delle condizioni di culto dei religiosi,  i quali erano ormai pochissimi ed in condizioni di totale disorganizzazione. Il nostro Dom Guerquin fu nominato parroco dapprima a Romanèche-la-Montagne, dove esercita il suo ministero per due anni da febbraio 1801 al marzo 1803, e poi a Malafretaz dal marzo del 1803 al 1 ° gennaio 1809. Spostatosi a Tossiat, farà il parroco per ben dieci anni e sarà in questo incarico affiancato da due ex certosini come lui. Vi ho preannunciato all’inizio di questo racconto un lieto fine, ed infatti Jean Charles Guerquin nel giugno del 1819, dopo le traversie raccontatevi e dopo aver  trascorso 24 anni come sacerdote nel clero secolare, decide di ritornare alla vita claustrale. Il 15 luglio del 1819 fa il suo ingresso alla Grande Chartreuse, ricevendo per la sua esperienza e le sue qualità la nomina a Maestro dei novizi istruendo i giovani alla vita certosina. Svolse egregiamente questa mansione fino al 1827, ed in seguito fu inviato alla certosa di Mougères, dove fece il priore per sei anni dal 1831 al 1837. La Provvidenza, dopo avergli fatto affrontare tante prove gli ha concesso una possibilità imprevista, regalandogli l’opportunità di vivere per altri ben 29 anni quell’ideale di vita monastica certosina da lui abbracciata in gioventù. La sua tribolata gioventù fu coronata da una serena e felice vecchiaia, trascorsa tra le mura di una certosa, Dom Guerquin si spense il 18 ottobre del 1848 all’età di 85 anni tra il conforto dei suoi amati confratelli.

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