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“Cristianesimo vissuto” di F. Pollien capitolo XVI°

”Cristianesimo vissuto”

Consigli fondamentali dedicati alle anime serie

Prima Parte: Dio  è il primo

Capitolo XVI: Il peccato veniale

Ecco un male incomparabilmente meno grave del precedente; dato che né di fronte a Dio né di fronte a te stesso, ha conseguenze tanto funeste. E tuttavia è ancora per l’anima tua il medesimo movimento verso il piacere creato. Che cosa è infatti il peccato veniale? È un piacere creato, verso il quale sei attratto, a cui aderisci e che tu ti prendi contrariamente all’ordine e al piano stabilito da Dio, in modo da ledere la sua gloria e l’anima tua.
È un piacere, poiché questo è l’unica cosa che attragga ed inganni l’anima tua, per distoglierla da Dio. È un piacere o della mente o del cuore, o dei sensi. È una soddisfazione, il cui fascino ti domina, di cui non sai o non vuoi liberarti.
Ci resti attaccato, e sei trascinato. Trascinato fin dove? Fino a ferire Dio e l’anima tua. Ferisci Dio e la sua gloria. Non distruggi la sua gloria in te, ma la mutili, la falsi, l’intacchi e la violenti più o meno, secondo il numero e l’importanza delle tue colpe.
Dimmi: forse che Dio è fatto per essere tuo zimbello? Merita forse tanto disprezzo da parte tua?…
Credi in lui?… Chi dev’essere il primo, lui o tu?
Ferisci l’anima tua. Il peccato veniale per sé non giunge fino a darle la morte; ma quante contusioni, ferite, mutilazioni!… Dio t’ha forse data l’anima perché la maltratti in modo così strano? La vita soprannaturale è dunque per te così spregevole, che occorra trattarla sì indegnamente?
Tu ti guardi bene dal cagionare ferite al tuo corpo, e quando una disgrazia viene tuo malgrado a ledere la tua salute, quante cure ti prodighi per ripararlo e guarirlo! Il tuo corpo è dunque più prezioso dell’anima? E tu pretendi ch’io riconosca in te un uomo di fede! 0h, vedi, quando per davvero si crede in Dio, non lo si ferisce con la gioia nel cuore. Quando si crede alla vita soprannaturale, si prendono maggiori precauzioni per non lederla, o per ripararla, se è offesa. Dio e l’anima sono due cose sacre, che la fede ti insegna a rispettare più di tutto, ad amare sopra tutto e a preservare più di tutto il resto.
A che punto ti trovi quanto al peccato veniale? non lo mandi giù come l’acqua? non lo tracanni come l’aria? Tanti pensieri!… tanti affetti!… tante azioni!… L’orgoglio, con tutte le sue bassezze, le sue ambizioni, le sue gelosie, le sue mancanze di carità, e che so io?… La sensualità, con tutte le sue insanie: le sue ricerche, le sue viltà, le sue golosità, il suo lusso, i suoi trastulli, e tutto il corteggio innumerevole di colpe, che trascina con sé la ricerca del tuo piacere prima della gloria di Dio. Nota che tutte queste mancanze d’orgoglio e di sensualità, io le suppongo leggere, suppongo che non ti portino a colpe gravi.
Ma anche se sono leggere, quanto più sono numerose!
Non è forse vero che la tua mente è tutta ripiena di pensieri veniali,?… E che dire degli affetti del tuo cuore?… E delle tue azioni? Quanti difetti in tutto questo! E tu quasi quasi non te ne preoccupi!… Dici: Ma questa non è una colpa mortale. E credi in Dio? Credi che Dio è Dio, e lo metti così sotto i piedi, e lo tormenti con tanti colpi?… Mi dirai che ami molto tuo padre, perché non fai che percuoterlo tutti i giorni, e non l’hai ancora ucciso?…
Credi in Dio… una buona volta… e mettilo al primo posto.
Quando avrai scacciato il demonio del peccato veniale da tutti i pensieri della tua mente, da tutti gli affetti del tuo cuore, da tutte le azioni dei tuoi sensi;
quando nessuna abitudine di piacere veniale abbatterà la gloria di Dio in te; quando sarai disposto a morire, piuttosto che consentire deliberatamente a metter Dio sotto i tuoi piedi con la menoma offesa veniale; allora comincerò a credere che tu cominci a sapere quello che è Dio e ad avere in lui quella fede soda, che conviene alla sua grandezza e alla dignità dell’anima tua.
Senza dubbio bisogna tener conto, e grandissimo conto dell’umana debolezza. Cadremo ancora molte volte, offenderemo ancora Colui che dobbiamo e vogliamo amare, feriremo ancora il suo amore. Lo stesso giusto cade sette volte, dice lo Spirito Santo; ma si rialza, aggiunge subito il sacro testo. Quindi ti succederà ancora d’essere sorpreso, malgrado i tuoi buoni desideri e la tua buona volontà. Se davvero sei giusto, ti rialzerai: da ciò si riconosce il giusto. Non ti meravigliare, né ti spaventare, né ti scoraggiare della tua debolezza: Dio la guarirà. Sii sincero e retto, e vedrai più avanti com’egli guarisce e conduce le anime rette.

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Una Risposta

  1. Per me non esiste il peccato veniale,ma ogni volta che pecco loconsidero una cosa grave,perchè ogni macchia ,anche la più piccola, in una veste bianca si nota,pu se fosse piccolissima…….enzotranchina

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