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“Cristianesimo vissuto” di F. Pollien capitolo XX°

”Cristianesimo vissuto”

Consigli fondamentali dedicati alle anime serie

Prima Parte: Dio  è il primo

Capitolo XX: A che punto ti trovi? (continuo)

E le tue azioni?… Tu mangi e bevi pei tuoi bisogni, ti diverti pel tuo piacere, parli pel tuo vantaggio, lavori per i tuoi successi, vai e vieni per i tuoi interessi! Oh! il tuo interesse!… lo cerchi dovunque, lo persegui senza posa: e puoi considerarti ben felice quando non ti fa commettere delle viltà! L’interesse ne fa commettere tante! Ma qui non parlo del male che fai, lo suppongo corretto; parlo del bene che credi di fare, e in questo bene vedo dominare sempre e dovunque la ricerca di te.

Non è forse vero che è il fine umano che ispira abitualmente le tue azioni? Quello che fai ha ordinariamente uno scopo ben chiaro e definito: questo scopo è la tua utilità personale; utilità naturale e per lo più materiale, qualche volta anche; poco importa; il primo e il principale sei sempre tu. Qual posto tiene l’interesse di Dio nella tua condotta, in confronto col tuo interesse? Abbastanza ristretto, no? anzi troppo ristretto, secondarissimo. Voglio ammettere che di quando in quando tu sappia dimenticare te stesso, far un sacrificio, prodigarti; ma confessa che ciò non è precisamente quello che domina il tuo orizzonte finora. Ah! l’egoismo! persino nel bene!… persino nel prodigarsi!

E che influenza ha su di te l’occhio dell’uomo! E l’occhio di Dio ne ha altrettanto? Non è vero che in pratica temi l’occhio dell’uomo più che l’occhio di Dio? Vi sono molte cose, che tu non faresti, se non fossi visto; ed altre che non faresti, se fossi visto. Calcolane il numero. L’occhio dell’uomo modifica in modo straordinario la tua condotta; e l’occhio di Dio in che cosa la modifica?

Dunque in pratica, poiché bisogna esser pratici e non cercare d’illudersi, in pratica, Dio è per te meno dell’uomo, perché ha minor influenza pratica sulla direzione della tua condotta. Un cristiano che crede in Dio, deve rispettare l’occhio di Dio solo e non mai lasciarsi dominare dall’occhio di nessun uomo.

Fintantoché sentirai che l’occhio dell’uomo modifica il fondo della tua condotta, di’ pure che Dio in te non ha il primo posto. Fintantoché sarai schiavo d’un rispetto umano qualunque, anche di quello che ti fa fare il bene, la tua vita non avrà la rettitudine che dee avere, e non ti comporterai in un modo abbastanza degno della tua fede.

Un secolo fa la Rivoluzione aveva proclamato i diritti dell’uomo: non è forse vero che noi li mettiamo meravigliosamente in pratica? Quando si proclameranno di nuovo i diritti di Dio? E quando li rimetteremo noi al loro posto? I diritti di Dio passano avanti a tutto… per chi ha fede. Credi i Dio? Chi deve passare il primo, lui o tu?

Suvvia, bisogna risolutamente servire… Dio… Sai che il catechismo dice: L’uomo è creato per conoscere, amare e servire Dio. Comprendi queste tre parole: conoscere… amare… servire?… Comprendi questo complemento oggetto: Dio? Sai il comandamento? Quello che è il più grande e il primo?

Amerai il Signore Dio tuo con tutta la tua mente, tutto il tuo cuore, con tutte le tue forze. È lui che devi amare e servire, amarlo e servirlo con tutte le tue forze. Dio dice proprio: con tutte le tue forze. Sai che Dio non s’accontenta di parole, e non ha l’abitudine di non dir nulla.

Ancora una volta, medita il gran comandamento. Nostro Signore dichiara che è il più grande, e tu non farlo il più piccolo. Dichiara che è il primo, e tu non lo fare il secondo. Il comandamento che riguarda il prossimo e te stesso, non viene che in secondo luogo 14. Sii dunque una buona volta consentaneo alla tua fede e alla tua ragione, in modo da conservare questi due comandamenti nell’ordine in cui Dio li ha messi.

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