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“Cristianesimo vissuto” di F. Pollien capitolo V°seconda parte

”Cristianesimo vissuto”

Consigli fondamentali dedicati alle anime serie

Seconda parte Parte: Dio  è il solo

Capitolo V: Il distacco

La prima operazione indicata nella prima parte si chiama raddrizzamento; la seconda, che ora bisogna studiare, si chiama distacco. Il raddrizzamento ha collocato Dio al primo posto, il distacco farà sì che egli solo sarà il tuo tutto. Dio il primo, ecco il programma della prima parte della vita cristiana; Dio solo, ecco il programma della seconda parte. È a questo prezzo che sarai cristiano: quando lo sarai? Sei deciso ad esserlo?
Dio solo!… Vedi: sono solo due paroline; ma hanno una portata che tu ed io siamo totalmente incapaci di misurare. Bisogna esser giunti ad uno spogliamento completo per saper esattamente quello che vogliono dire queste due parole.
I santi in cielo lo sanno; ma le anime che pervengono a saperlo in questo mondo sono assai rare. Infatti è cosa rara il raggiungere in questa vita mortale la sommità della purificazione. Tuttavia se non possiamo dal basso misurare la distanza che ci separa dalla vetta, possiamo avere una visuale ampia abbastanza da concepirne qualche idea.
Tu credi al Vangelo, non è vero? Anch’io. Ebbene prendiamo alla lettera le parole di Nostro Signore. Non cerchiamo di sminuirle, perché sarebbe una diminuzione della nostra fede. Bisogna accettare il Vangelo tutto intero e in tutto il suo rigore; altrimenti saremo soltanto cristiani falsi, ed allora a che scopo esserlo? Se tu non ami i prodotti falsificati, perché vorresti esserne tu uno? Hai udito nel Vangelo quel detto del Salvatore: Colui che non odia suo padre e sua madre, e la moglie e i figliuoli e i fratelli e le sorelle e fin l’anima sua, non può essere mio discepolo . Ecco la sentenza di Gesù Cristo, essa è formale, assoluta, chiarissima: bisogna distaccarsi da tutto e non aderire ad altro che a lui.
Egli specifica apposta questo piacere che è il più onesto di tutti, il più utile, il più sano, il più corroborante e il più puro: il piacere della famiglia, ch’è il più abituale, il più noto, il più apprezzato dei piaceri naturali.
Lo piglia per designare con esso tutti gli altri. E dice che bisogna rinunciarvi, e che bisogna rinunciare a tutto quello che si possiede, dal piacere più basso fino all’anima tua. Ancora una volta si tratta d’un ordine formale, e non devi pensar affatto a modificare il Vangelo.
Nota bene che Nostro Signore dice che bisogna odiare, che vuol dire togliere dal cuore; toglierne gli affetti che lo dominano, che lo tiranneggiano. Bisogna togliere questi piaceri dal cuore per farli passare nella mano. Non è necessario distruggerli. Bisogna distruggere la tiranna che esercitano sul cuore. Ed è appunto ciò che significa la parola “odiare” usata dal Salvatore. Non proibisce di amare il proprio padre, la propria madre, ecc., ma proibisce che un simile amore tiranneggi il cuore; vuole che tu ti serva di detto amore come d’uno dei migliori strumenti che ti fu dato per lavorare alla gloria sua, invece di pascertene come d’un godimento egoistico.
Ah! senza dubbio gli affetti ordinati della famiglia costituiscono un mezzo efficacissimo per l’anima che se ne vuol servire per andare a Dio. Quanti vantaggi ne traggono i genitori che vogliono educare i loro figli! Quanti vantaggi pei figli, che vogliono essere educati bene! Fintantoché i genitori e i figli si servono di questo piacere per progredire nella pratica del dovere, tutto va bene, perché è appunto questo ciò che Dio vuole. Ma quando ne abusano per la sola soddisfazione d’amarsi, dimenticando, trascurando o lasciando il loro dovere pel godimento, allora è male ed è appunto questo che Gesù Cristo condanna. Comprendi il pensiero e la parola del Salvatore? Comprendi il distacco cristiano?
Fa’ lo stesso ragionamento riguardo a tutti gli altri piaceri, e imparerai come devi usarne pel dovere e non abusarne per la tua soddisfazione.

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