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“Cristianesimo vissuto” di F. Pollien capitolo VI°seconda parte

”Cristianesimo vissuto”

Consigli fondamentali dedicati alle anime serie

Seconda parte Parte: Dio  è il solo

Capitolo VI: La schiavitù

Ma, gran Dio! che vita impossibile è la vita cristiana!… – S. Paolo comincia con avvertirci che se il nostro lavoro di cristiani non avesse altra speranza che per questo mondo, noi saremmo i più miserabili degli uomini. Noi cristiani dobbiamo spogliarci di tutto, per trovare Dio solo. La nostra vera vita è uno spogliamento assoluto dì ciò ch’è creato, per godere solo di Colui che ci ha creati. In questo mondo ci purifichiamo e ci dilatiamo, per vivere nell’eternità. Quindi non abbiamo tutta la nostra vita in questo mondo, ma solo la cominciamo e la prepariamo.
Del resto non devi credere questa vita così impossibile, e stimarla così spaventevole. Se ha le sue difficoltà, ha pure le sue gioie; se ha le sue fatiche, ha pure i suoi benefici. Ha dei frutti di dolcezza che non sono riservati esclusivamente pel cielo, e di cui è permesso godere fin da questo mondo. Tra questi frutti, lascia che te ne indichi tre, di cui t’auguro di assaporare le delizie. Il primo nasce dai tuoi rapporti con te stesso, ed è la libertà d’anima. Il secondo nasce dai tuoi rapporti col prossimo, e sono le beatitudini del vero amore e della dedizione cristiana. Il terzo nasce dai tuoi rapporti con Dio, e sono le incomparabili dolcezze dell’amor divino.
Il primo frutto della vita cristiana, che voglio mostrarti, è la libertà d’anima. Credo che tu sappia per esperienza che sei schiavo di ogni piacere che entra nel tuo cuore. Il piacere, di cui senti bisogno, è il tuo padrone; esso ti tiranneggia e tu non puoi farne a meno. Ne sai qualcosa, è vero? Per ritornar libero, devi gettar codesto piacere fuori del tuo cuore e riporlo nella tua mano, a fine di potertene servire o rigettarlo a piacimento, secondo che ti è utile. Ora che cosa ti chiede il Cristianesimo? Appunta questo, di sgombrare il tuo cuore, per esser libero; in altre parole di gettare fuori tutti i tiranni creati cioè, ridurre ogni creatura alla sua semplice funzione di strumento. È dunque una cosa tanto bassa esser libero? In questi tempi in cui la libertà si è rifugiata su tutte le bandiere, perché non è più nelle anime, è forse una cosa di sì poco conto tentare di rimetterla al suo posto? Lascia agli sciocchi la libertà dei pubblici manifesti, e lavora a fare in te la vera, grande, piena ed assoluta libertà. Siate i padroni, disse a principio il Padrone d’ogni cosa8.
Del resto, devi comprendere che lo spogliamento cristiano non è una soppressione di tutto e un abbrutimento ma sì la liberazione ed una presa di possesso degli strumenti della vita. Fino a che il piacere creato è nel tuo cuore, esso ti domina e ti possiede. Senza rendertene sufficientemente conto, tu sei ora lo schiavo più o meno di tutte le creature. Bisogna cessare una buona volta di essere posseduto, per diventare possessore. Hai fin qui talmente trascinata la tua catena, che ti rimane sol più un’idea molto vaga sulla possibilità di poter vivere in altro modo. Sei talmente abituato a vivere schiavo, sballottato dalle tue passioni, dalle tue necessità, da tutte le seduzioni ed agitazioni, che non sai più che cosa è la libertà e la temi quasi come una disgrazia. Pensaci dunque! non aderire più a niente!… non esser più attaccato a nessuna sorta di ceppi!…

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