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Dossier certose attive: Selignac

Dossier certose attive:
Selignac

La Certosa di Val Saint Martin di Selignac, è una antica certosa fondata nel 1202, laddove si è svolta regolare attività monastica ininterrottamente fino al 1792. Poi a seguito delle leggi anticlericali fu soppressa, e dopo varie traversie occorse nel XIX° secolo, la certosa fu venduta e poi successivamente riacquistata da una benefattrice che la diede nuovamente all’Ordine certosino. Nel 1928 una nuova comunità certosina, poté insediarsi ricominciando la vita claustrale fino al 15 giugno del 2001. In questa data, il Capitolo Generale, decise di chiudere la certosa di Selignac interrompendo la vita della comunità monastica al fine di rimpiazzarla con un gruppo di laici non monaci,  chiamati a proseguire una vita di solitudine e preghiera ispirata al modello monastico certosino, e sotto l’autorità spirituale del Reverendo Padre della Grande Chartreuse.
Questa scelta ha due motivi fondamentali, il primo è da ritrovarsi nel ridotto numero di nuove vocazioni in Francia nel XX° secolo, che spinse l’Ordine a costituire nuove certose in America Latina ed in Asia. L’altra motivazione è da addursi alla volontà di voler conservare il complesso monastico, per consentire una  esperienza religiosa innovativa, aperto ad uomini e donne che vogliono accostarsi alla vita certosina in questa comunità che offre ospitalità, dove poter fare un silenzioso ritiro spirituale andando alla ricerca dell’essenza di se stessi accostandosi a Dio. Per informazioni più dettagliate circa la vita condotta all’interno di questo centro di spiritualità certosina, che si avvale della presenza di ospiti fissi e temporanei ma mai superiori ad una dozzina, vi invito a consultare il sito ufficiale della certosa di Selignac.
In questo mio reportage vi saranno diverse immagini, alcune riguardanti gli ambienti della struttura, ed altri che ritraggono l’ultima comunità certosina che la ha abitata.

Ciò è stato possibile poiché nel 2001 la Ciné Art Loisir realizzò un film di J.C. Guerguy  “ Les Chartreux à visages découverts”, prima che i monaci abbandonassero il loro convento. Questo documentario risulta essere molto interessante poiché è l’ultima testimonianza della presenza certosina a Selignac, di seguito potremo vedere alcune brevi clip.

Per informazioni e contatti

Buona Visione

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Video con foto e canti

ed alcune clip estratte dal film documentario

“ Les Chartreux à visages découverts”

Storia

L’Ave Maria

La crostata

Il pasto in cella

Asperges me domine

I Vespri

“Cristianesimo vissuto” di F. Pollien capitolo VI°terza parte

”Cristianesimo vissuto”

Consigli fondamentali dedicati alle anime serie

Terza parte : Il lavoro

Capitolo VI: La grazia attuale (continazione)

La grazia attuale è dunque un movimento di luce nella mente, per farla vedere; di calore nel cuore, per farlo amare; di forza nei sensi, per farli a agire. Ma per vedere, amare e compiere che cosa? Vedrai qui ancor meglio come questa grazia è attuale. Questa luce che penetra nella tua mente, le fa vedere esattamente quello che deve vedere in questo momento. Questo calore, che colpisce il tuo cuore, ti porta ad amare precisamente ciò che in quell’istante deve amare. Quella forza che colpisce i tuoi sensi, li sollecita a fare appunto quello ch’essi devono eseguire in quel momento. Come vedi, si tratta proprio di un soccorso del momento.
Ancora una volta, non potresti immaginare come ad ogni istante Dio proporziona la sua azione alle necessità della tua vita. Non è a caso che la sua luce colpisce la tua mente, il suo calore il tuo cuore, la sua forza i tuoi sensi. Non a caso questa luce si proietta sugli oggetti che si devono vedere; questo calore sugli oggetti che bisogna amare; questa forza su ciò che devi fare. La grazia attuale tocca sempre il punto giusto delle tue facoltà, e il punto giusto degli oggetti delle tue facoltà. È come una proiezione elettrica, che mette in luce unicamente ed esattamente ciò che dev’essere illuminato, e ciò che Dio vuole che sia illuminato, e lascia nell’oscurità i punti circostanti.
Se tu sapessi conformarti a quest’azione, non saresti mai distratto; e la ragione è evidente. poiché il movimento di Dio non ti fa vedere, se non quello che devi vedere, amare ed eseguire momento per momento; né la tua mente, né il tuo cuore, né i tuoi sensi possono divagare a destra o a sinistra, in quegli sviamenti che si chiamano, distrazioni. Seguendo il movimento di Dio, non si va a destra o a sinistra, non si è mai distratti. Se adesso tu sei in una continua distrazione, la ragione si è che non hai mai saputo conformarti al movimento della grazia, nonché non l’hai compreso.
Così pure non saresti mai inquieto. D’onde vengono le inquietudini? Vengono o dal fatto che non vedi ciò che in quell’istante devi fare, o dal fatto che ti preoccupi dell’avvenire. Quando comprenderai la grazia, il tuo occhio vedrà nell’istante presente con quella chiarezza che Dio vorrà, e avrai quella determinatezza e quella forza che ti sarà necessaria, poiché la grazia ti dà la luce, il movimento e la forza; e mi sembra che ciò debba bastarti. Comprenderai anche che all’avvenire non bisogna pensare, poiché l’avvenire porterà seco la sua grazia, che ad esso basterà.
Non sai con quale insistenza Nostro Signore ha raccomandato di non mai inquietarsi? Leggi di grazia nel Vangelo il capo VI di S. Matteo, alla fine soprattutto, che io non posso riferirti qui per intero.
Com’è facile e semplice la vita interiore di un cristiano, che si abbandona al movimento della grazia! Ascolta un esempio. Tu hai certamente sentito parlare di S. Giovanni Bosco, quel Santo prodigioso, che ha fatto opere portentose. Ebbene, volendo io un giorno conoscere più a fondo la santità di quest’anima, domandai varie cose sul suo interno ad uno dei suoi religiosi, che visse trent’anni nella sua intimità – In mezzo alle sue innumerevoli opere, gli dicevo fra le altre cose, Don Bosco era preoccupato? – Don Bosco, mi rispose, non ha mai, un minuto prima, pensato a quello che stava per fare un minuto dopo. – Ecco un Santo che comprendeva l’azione della grazia. Ti cito questo tratto, per farti toccar con mano, come si fanno e a che punto arrivano i Santi. Anche tu devi imparare a seguire questo movimento della grazia, se vuoi progredire nella vita cristiana.

Reportage dall’America Latina

La storia che voglio oggi narrarvi è un lieto episodio accaduto recentemente in Brasile. Esso riguarda una ordinazione sacerdotale, che rimarrà nella storia per vari motivi.
La mattina di domenica dello scorso 11 dicembre 2011, nel comune di Julio de Castillos, nel Distretto di Tre Martiri, a Ivora/ RS in Brasile, vi è stata l’ordinazione di Padre Juan Diego, fin qui nulla di strano. La straordinarietà dell’evento sta nel fatto che Fr. João Diego Correia Valencia, è un monaco certosino, e non solo, ma che risulta essere il primo Padre certosino ordinato sacerdote in America Latina. Sappiamo che questo giovane Juan Diego nativo di Salt in Colombia, nel 2000 ha sentito la necessità di donarsi a Dio, abbandonando il suo paese, la famiglia, il lavoro, i parenti e gli amici , ed abbracciare la severa vita monastica andando in Brasile all’interno della giovane certosa di Nostra Signora di Maria di Medianeira. All’interno di questo eremo egli ha radicato la sua volontà di totale dedizione a Dio attraverso uno stile di vita severo e contemplativo, crescendo spiritualmente nel corso di questi anni in misura esponenziale. La sua serenità potremmo coglierla in una preziosa testimonianza video che vi riporto, è un intervista rilasciata nel corso della sua ordinazione ovviamente in portoghese, essa ci testimonia come anche nel XXI secolo un giovane rifiuta i beni effimeri di questa società smisuratamente consumistica ed ipertecnologica ma povera di valori, per scegliere la ricchezza spirituale trovata nella quiete di una certosa.
Non posso terminare questo breve racconto ricordando che per una coincidenza significativa il giorno successivo a tale evento narratovi, ovvero il 12 dicembre si celebra la Madonna Nostra Signora di Guadalupe, patrona dell’America Latina, apparsa il 12 dicembre del 1531 a un tale Juan Diego Cuauhtlatoatzin, come il nome del nuovo sacerdote certosino!!! Ancora una volta la Provvidenza ci sconvolge con queste meravigliose e non trascurabili coincidenze.
Godetevi ora il filmato con intervista all’arcivescovo Dom Helio ed al Priore della certosa brasiliana Dom Luis de Leon che ci racconta brevemente la storia certosina in America. In conclusione potremmo apprezzare la gioia di questo giovane colombiano che si appresta ad iniziare questa nuova vita eremitica, con slancio ed entusiasmo.

“Cristianesimo vissuto” di F. Pollien capitolo V°terza parte

”Cristianesimo vissuto”

Consigli fondamentali dedicati alle anime serie

Terza parte : Il lavoro

Capitolo V: La grazia attuale

Ma è bene vedere più da vicino che cosa sia la grazia attuale. Tu ne conosci l’autore che è Dio; ne conosci gli strumenti, che sono le creature; sai come viene a noi, e cioè col movimento delle creature sotto la mano di Dio; ma in sostanza che cos’è? Come t’ho già detto, questa grazia si chiama attuale, perché è prodotta da un movimento, da una azione della creatura sotto la mano di Dio, e nonché a te comunica un movimento. Propriamente parlando, la grazia attuale è quel movimento divino, quell’azione soprannaturale che tu subisci. È dunque uno scotimento soprannaturale, che Dio produce nelle tue potenze, sia per se stesso, sia per mezzo delle creature che mette in movimento.
Dico: sia per se stesso, sia per mezzo delle creature. Ti mostrai infatti l’azione delle creature sotto la mano di Dio, e ho insistito su questo, appunto per attirare la tua attenzione su questo punto così pratico della tua vita e che tu così poco conosci. Ma Dio può anche agire direttamente su di te, con quei tocchi intimi, che le anime sante conoscono così bene e che senza dubbio lo stato della tua dissipazione t’impedì di sperimentare finora. Io non oso parlarti di queste relazioni immediate dell’anima tua col tuo Dio; te le mostrerà meglio lui stesso facendotele gustare, se tu consenti a entrar nella sua intimità.
Ma in che consiste specialmente codesto scotimento che è la grazia? Tu sai di essere mente, cuore e sensi. Sono dunque la tua mente, il tuo cuore e i tuoi sensi che vengono scossi. Nella mente lo scotimento è una luce; nel cuore è un calore; nei sensi è una forza. Movimento di luce nella mente, movimento di calore nel cuore, movimento di forza nei sensi; ecco la grazia attuale. Luce nella mente, per farla vedere; calore nel cuore, per farlo amare; forza nei sensi, per farli agire.
Tu sai come devi conoscere, amare e servire Dio; hai veduto fin dove devi salite. Ebbene, è in vista di questo lavoro infinito, che la grazia, recata dal movimento delle creature, viene ad ogni istante a colpire la tua mente, il tuo cuore e i tuoi sensi. Essa comincia con sollecitare ed eccitare, poi sostiene, anima e vivifica. Ti previene e t’accompagna. Comincia l’opera divina senza di te, e la compie insieme a te. In tal modo i teologi distinguono la grazia preveniente e la grazia concorrente.
I tocchi della grazia variano all’infinito. La disattenzione dell’anima tua ti lascia appena sospettare la verità delle influenze che tu subisci; la moltitudine degli incontri del tuo essere con gli oggetti che ti circondano, è troppo grande nonché tu ne afferri l’azione. Dio varia in tal modo all’infinito il suo lavoro su di te: tu lo sai quanto vi è da fare in te! Ma in una così grande varietà egli si propone uno scopo unico, il tuo perfezionamento di cristiano, la dilatazione della tua vita, il compimento soprannaturale del tuo essere. Nulla mai fallisce a questo scopo: tutto converge verso questo risultato. Cosicché Dio proporziona la misura e la qualità delle sue grazie alle necessità della tua vita, secondo i disegni della sua misericordia sopra di te, e secondo la corrispondenza che tu presti alla sua azione. La grazia infatti aumenta o diminuisce, diviene più o meno penetrante, s’insinua più o meno nelle tue facoltà, secondo che le resisti col peccato o le secondi con la virtù.
Queste influenze, esercitate su di te dal movimento ordinario delle creature sotto la mano di Dio, costituiscono quello che i teologi chiamano soccorsi ordinari della grazia. Tu vedi che questi soccorsi ordinari non sono rifiutati a nessuno, poiché sono dappertutto e per tutti.
Ma la misericordia di Dio riserva a sé certi colpi straordinarii di grazia. Quando atterra S. Paolo sulla via di Damasco o il Sig. de Quériolet a Loudun, quando invia S. Caterina da Siena al papa d’Avignone per farlo ritornare a Roma, e S. Giovanna d’Arco alla Francia per liberarla, e in generale tutte le volte che agisce con un intervento miracoloso, queste sono grazie straordinarie.
D’altra parte Nostro Signore ha costituito nella sua Chiesa dei veri accumulatori di grazie; permettimi di accennare qui alla preghiera e ai Sacramenti, di cui ti parlerò nella quarta parte. Questi accumulatori hanno una potenza illimitata; e quelli che ad essi vogliono ricorrere, possono ottenere i soccorsi più straordinari e più abbondanti. Li hai alla mano, e sono completamente a tua disposizione. Non sarà proprio colpa tua, se trascurando di ricorrervi tu rimarrai troppo povero di elettricità divina, e se non hai la forza di salire fino alle altezze a cui Dio ti chiama?

“Cristianesimo vissuto” di F. Pollien capitolo IV°terza parte

”Cristianesimo vissuto”

Consigli fondamentali dedicati alle anime serie

Terza parte : Il lavoro

Capitolo IV: L’azione soprannaturale

Tu provi forse difficoltà a credere che gli avvenimenti abbiano una tale connessione ed un tale significato. Sospettavi così poco finora, che la fantasmagoria esteriore potesse in fondo contenere delle realtà cosi vitali! È questa una delle sventure della tua vita superficiale, che è ormai tempo di far cessare. Ma ecco qualche cosa di più meraviglioso ancora; voglio dire il concatenamento dell’ordine soprannaturale con l’ordine naturale.
Ogni creatura, spirituale o materiale, piccola o grande, che agisce su di te, produce nelle tue facoltà uno scuotimento. C’è in questo fatto un’azione esercitata su di te: azione fisica, morale, o intellettuale; esercitata sulla tua mente, sul tuo cuore, o sui tuoi sensi. Sai che cosa contiene quest’azione? Nient’altro che la grazia attuale. Essa si chiama attuale, perché da una parte è il fatto di un’azione esercitata su di te e dall’altra ti spinge all’azione, per il fatto stesso dell’impulso che la contiene. – Ma allora la grazia attuale è dappertutto! Sì, dappertutto; non c’è nulla di assolutamente ed esclusivamente naturale nella tua vita di cristiano; il naturale è intimamente e costantemente legato al soprannaturale. Diciamo la parola, il naturale è il veicolo del soprannaturale, secondo l’espressione pittoresca di S. Agostino. Qui c’è già una parte del gran mistero dell’Incarnazione. Tu sai che Nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, s’unì alla nostra natura umana, e pigliando la nostra natura, restaurò tutte le cose, dice S. Paolo . Come le restaurò? Facendo di tutte le cose gli strumenti della sua grazia, affinché tutte le cose la possano portare agli uomini. Tutto quello che Dio fa nel mondo porta la sua grazia.
Le creature sono strumenti. Tu vedi questi strumenti agire, muoversi, lavorare. Da qual mano sono messi in moto? Dalla mano di Dio. Che lavoro fanno? Portano la grazia. Poi mettere in dubbio che il movimento naturale degli esseri tocchi così dai suoi due lati il mondo divino? Da un lato, Dio che dirige con la sua Provvidenza; dall’altro, la grazia attuale, che è il risultato finale del movimento; fra l’uno e l’altra gli strumenti. Ecco la verità vera circa l’economia delle relazioni degli esseri.
– Ma allora quante grazie! – Oh sì, quante grazie! poiché ve ne sono dappertutto; difatti Dio agisce continuamente e con ogni specie di strumenti! Vedi qual è stata finora la tua ignoranza. Questo via vai della vita, tu l’hai contemplato press’a poco come un bambino che ascolta il tic-tac d’un orologio. L’interesse più nobile che in esso hai trovato, fu quello della curiosità. Ma non ti sei affatto preoccupato di veder Dio che agisce e la grazia che deriva da quest’azione divina. Capisco che in questo modo i veri aspetti della vita sono stati sottratti ai tuoi sguardi? Tu non hai avuto finora il senso divino della vita. Almeno saprai d’ora innanzi leggere negli avvenimenti ed utilizzarli?
Non è forse deplorevole il vedere le anime cristiane, che dovrebbero conoscere Dio e l’azione di Dio, restarsene in un’ignoranza quasi assoluta e proprio per questa loro ignoranza rendere inutile la maggior parte delle sue grazie? Difatti non conoscendole, esse non vi corrispondono; e non corrispondendovi, non le utilizzano. Oh! che brutta malattia è l’ignoranza!

“Aeterne rerum conditor”


L’inno Aeterne rerm conditor, che voglio offrirvi oggi si esegue prima dell’aurora, durante la recita del Mattutino appunto al canto del gallo. Vi riporto il testo ed un video con la traccia audio del canto eseguito dai monaci certosini della Grande Chartreuse. Su di esso vi suggerisco una meditazione approfondita, dandovi uno spunto sottolineandovi che il gallo è il protagonista di alcune strofe, esso è messaggero del giorno nuovo preannunciando il sorgere del sole ed il rinascere della vita. Il gallo quindi pone termine alla notte, scandendo l’alternanza tra la notte ed il giorno tra le tenebre e la luce. E’ quindi eletto a simbolo della speranza cristiana e della Resurrezione.
Vi offro il testo in latino, e la relativa traduzione in italiano, da seguire ascoltando la soave melodia dei monaci.

“Aeterne rerum conditor”
Il canto del gallo

Aeterne rerum Conditor,
noctem diemque qui regis,
et temporum das tempora,
ut alleves fastidium.
Nocturna lux viantibus
a nocte noctem segregans,
praeco diei iam sonat,
jubarque solis evocat
Hoc excitatus Lucifer
solvit polum caligine:
hoc omnis erronum cohors
viam nocendi deserit.
Hoc excitatus Lucifer
solvit polum caligine:
hoc omnis erronum cohors
viam nocendi deserit.
Hoc nauta vires colligit,
pontique mitescunt freta:
hoc, ipsa petra Ecclesiae,
canente, culpam diluit.
Surgamus ergo strenue:
gallus iacentes excitat,
et somnolentos increpat,
gallus negantes arguit.
Gallo canente, spes redit,
aegris salus refunditur,
mucro latronis conditur,
lapsis fides revertitur.
Jesu, labantes respice,
et nos videndo corrige:
si respicis, labes cadunt,
fletuque culpa solvitur.
Tu, lux, refulge sensibus,
mentisque somnum discute:
te nostra vox primum sonet,
et vota solvamus tibi.

Creatore eterno di tutte le cose,
che reggi la notte e il giorno
fissi una misura ai tempi
per alleviare il fastidio.
Luce notturna ai viandanti,
che separa la notte dalla notte,
il messaggero del giorno già canta
ed evoca il raggio del sole.
Destato da quel canto Lucifero
scioglie il cielo dalla sua caligine.
La schiera degli erranti
abbandona la via del crimine.
Il navigante riprende forza,
s’acquetano le onde del mare;
a quel canto, la pietra stessa della Chiesa
Vede sciogliersi la sua colpa.
Alziamoci dunque con coraggio:
il Gallo sveglia i giacenti
e rimprovera i sonnolenti,
il gallo accusa quanti rinnegano.
Al canto del gallo torna la speranza,
è ridonata la salute agli infermi,
è riposta la spada del brigante,
torna la fede a chi è smarrito.
O Gesù, guarda chi cade,
col tuo sguardo correggi il nostro errore,
se tu guardi, le macchie cadono,
e col pianto si dissolve la colpa.
Tu, luce, splendi ai nostri sensi,
scuoti il torpore della mente:
Te per primo canti la nostra voce:
e a te sciogliamo i nostri voti.

“Cristianesimo vissuto” di F. Pollien capitolo III°terza parte

”Cristianesimo vissuto”

Consigli fondamentali dedicati alle anime serie

Terza parte : Il lavoro

Capitolo II: L’azione speciale di Dio sopra di te

Ma che cosa fa Dio per te in modo speciale? Anzitutto egli ti ha creato; non sei tu che ti sei fatto, ma è lui che t’ha fatto. Ti ha fatto come ha voluto, dando al tuo corpo e all’anima tua le qualità e la costituzione che gli piaceva. Ti fece nascere nelle condizioni d’ambiente e di tempo che volle. Tracciò egli stesso le leggi del tuo sviluppo fisico, morale, intellettuale e le leggi del tuo ingrandimento soprannaturale. Ti diede una certa misura di essere, un certo numero di facoltà, una certa dose d’inclinazioni. Assegnò alla tua vita una certa direzione, ti preparò per una situazione determinata da occupare, per una funzione speciale da compiere. In una parola regolò tutte le condizioni del tuo nascimento e della tua vocazione.
E come ha fatto? Per mezzo degli strumenti di cui si servi. Quali strumenti? Tutte le creature che concorsero al fatto della tua esistenza. Calcolane il numero. Anzitutto i tuoi genitori; poi le influenze del tempo, dell’aria, del nutrimento, di tutti gli elementi. Quante cose concorsero al tuo nascimento! E tutte queste cose erano strumenti di Dio posti in movimento e diretti da lui, per farti nascere nelle condizioni in cui voleva.
E adesso che la tua vita si sviluppa, pensa un po’ sotto quali molteplici influenze essa cresce. Quante creature vengono in contatto col tuo corpo, col tuo cuore e con la tua mente! Le influenze fisiche del tempo, delle stagioni, del clima, di tutti gli elementi materiali con le loro variazioni di tutti gli istanti. Le influenze morali dei tuoi parenti e dei tuoi maestri, dei tuoi amici e dei tuoi nemici, degli uomini conosciuti e sconosciuti con cui t’incontri, degli avvenimenti che si avvicendano, delle parole che odi, dei fatti che vedi, delle situazioni che subisci ecc. Le influenze spirituali della grazia, delle ispirazioni, delle tentazioni, degl’insegnamenti. religiosi, ecc. E che so io? Mille e mille tocchi diversi, che agiscono sulle varie parti del tuo essere.
Che sono dunque tutte queste influenze, questi movimenti, questi tocchi? Sono il lavoro di Dio su di te. Tutte queste creature sono poste in movimento da lui, e non fanno su di te e in te se non quello che lui vuole che facciano. Tu vedi che è un lavoro incessante ed estremamente complesso. È incessante, perché tu sei incessantemente in relazione con la mente, col cuore e col corpo, con una moltitudine infinita d’esseri che agiscono e reagiscono su di te. t estremamente complesso e tu saresti nell’impossibilità assoluta d’analizzarne i particolari, di calcolarne il numero e di conoscerne il concatenamento.
Del resto, questo calcolo tu non l’hai da fare; Dio l’ha riservato a sé. E tu sai, o forse non sai, che lui fa questo calcolo. E lo fa con un’esattezza, che non può appartenere che a lui solo. Tu devi pensare che quello che Dio calcola è ammirabilmente calcolato. Ora, vuoi sapere fino a qual punto i particolari della tua vita sono da lui calcolati? Domandalo a Nostro Signore, ed egli ti dirà che perfino i capelli del tuo capo sono tutti contati, e che mai non ne cade uno solo senza il permesso del Padre suo. E, se il numero e la caduta dei tuoi capelli è tutto calcolato, che cosa non lo sarà? Nulla è insignificante per Dio, perché lui si serve di tutto. Se tu fossi meno cieco, se comprendessi Dio, nulla sarebbe insignificante nemmeno per te: solo che tu non comprendi. Hai una fede dalla vista corta.
Adunque, tutto ciò che ti capita, tutto ciò che ti tocca, è calcolato da Dio: perché e come? In vista dello sviluppo della tua vita sotto tutti i rapporti. Dio sa come la tua vita deve svolgersi, poiché ne tracciò le leggi. Ora, è in vista dì questo progressivo sviluppo, che egli combina in una successione regolare il “movimento degli esseri che agiscono su di noi. Tutto avviene nel momento determinato, agisce esattamente sul punto da sviluppare, produce proprio quel movimento che è necessario. E se tu non distruggi quest’azione degli elementi guidati dalla mano di Dio, la tua vita si dilata, con tutta la perfezione a cui Dio la chiama. Dico: se tu non la distruggi, perché tu hai lo spaventoso potere di scompigliare l’azione di Dio con la tua volontà!
Oh! tu non immagini che mistero di vita è nascosto per te, in tutto quello che credi che non siano altro che i casi della tua esistenza. Tu dici bene che in te, tutto quello che non fai tu, è Dio che lo fa. Egli ha degli strumenti, perché tutto è strumento di Dio. Ma se è lui che lo fa, la tua ragione e la tua fede ti permettono forse. di credere che è mai fatto?… senza scopo, senz’ordine e senza idea? Su, via! vedi un po’ più chiaro, e riconosci l’infinita bontà di questo Dio, ch’è incessantemente occupato di te, onde combinare ed ordinare le creature per il bene e l’accrescimento della tua vita. Com’è bello questo mistero d’amore! e come la vita appare realmente come qualcosa di vitale! come tutte le particolarità sono divine!
Dio sa quando hai bisogno d’essere incoraggiato. consolato, fortificato, e secondo le necessità ti procura le gioie e le consolazioni. Egli sa quando hai bisogno di essere agitato da scosse che faranno cadere le tue scorie, purificato con la prova, santificato con l’espiazione, distaccato col sacrificio, e a questo scopo dispone l’azione delle creature che ti provano. Gli uomini e gli animali, gli elementi fisici e gli avvenimenti morali, dalla puntura di una mosca fino ad un’ispirazione soprannaturale, tutto lavora in te secondo i disegni di Dio! Ah! se tu sapessi credere a Dio e alla sua azione!

“Cristianesimo vissuto” di F. Pollien capitolo II°terza parte

”Cristianesimo vissuto”

Consigli fondamentali dedicati alle anime serie

Terza parte : Il lavoro

Capitolo II: L’azione generale di Dio

Qual è il lavoro di Dio? Che fa egli?
Mediante la sua Provvidenza egli dirige il movimento universale delle cose. Le creò e le regge. Le creò per uno scopo e le dirige verso questo scopo. Sai che tutte le cose sono strumenti: strumenti di Dio prima di tutto, strumenti di cui egli si serve; poiché è lui l’autore e l’ordinatore degli innumerevoli movimenti degli esseri. Tu vedi i movimenti del mondo fisico, quelli del mondo morale, ma non oso aggiungere: tu vedi i movimenti del mondo soprannaturale; questi forse tu li vedi meno, e bisognerà imparare a vederli meglio.
Tutti questi movimenti sono collegati, coordinati, orientati con la stessa precisione dei complicatissimi movimenti delle diverse parti d’una macchina. Questo collegamento tu non lo conosci quasi niente, e invece bisogna che impari a conoscerlo. Infine, tutti questi movimenti devono ottenere un risultato, quello stesso che è voluto da Dio, e in vista del quale egli li mantiene. E questo risultato finale che devono raggiungere è il perfezionamento dei suoi eletti; non solo il perfezionamento generale, ma anche quello individuale di ciascuno. Infatti la sua sapienza è cosi abile da far concorrere tutte le cose al bene generale, come al bene individuale.
La sapienza dei sapienti non giunge a tanto. Essi vedono la fissità delle leggi fisiche, ma ignorano la connessione ch’esse hanno con le leggi morali. e non comprendono lo scopo finale del movimento creato. Quindi la loro vista è continuamente offuscata da quella che a loro sembra un’incoerenza, e l’ultima parola della loro scienza è il caso. Il caso! parola tanto vuota di senso quanto di fede. È una di quelle parole fallaci, con l’aiuto delle quali l’ignoranza cerca d’ingannar se stessa, e di cui la mala fede abusa per permettersi di bestemmiare e disconoscere la sua azione.
Poiché tu vuoi essere cristiano, ed esserlo con la massima serietà, io ti prometto di farti fare in seguito delle meravigliose scoperte a questo riguardo. Se finora la vista su questo orizzonte ti fu chiusa per la tua vita troppo superficiale, imparerai d’ora innanzi a penetrare i misteri dell’azione di Dio, ed io t’assicuro che sono dei misteri stupendi. I Santi che sono i veri veggenti, sono in continue estasi, contemplando siffatte meraviglie nascoste. Essi vedono le coincidenze e i collegamenti, la continuazione e l’opportunità di ogni cosa. Vedono come le creature sono gli strumenti di Dio per uno scopo unico, che è la formazione dei Santi. Tutto ciò che si fa, dice S. Paolo, tutto senza eccezione, concorre ad una medesima opera, e quest’opera è il bene di quelli che la volontà di Dio chiama alla santità. Cosi i movimenti fisici e morali hanno uno scopo e un risultato, a cui sono coordinati e adattati. Colui che ignora lo scopo e il risultato che ne deve seguire, non può comprendere nulla in fatto di movimento.
Quando tu ti metti nel centro di un circolo, vedi tutti i raggi giungere a te in linea retta; nessuno è tagliato o spezzato. Per poco che ti sposti, subito le linee s’imbrogliano, si spezzano, si tagliano, nessuna sembra più una retta, salvo l’unica linea su cui ti sei spostato. Forse chè in realtà i raggi sono meno convergenti di prima? No, ma solo il tuo raggio visuale si è cambiato; e tutto ti sembra falso pel fatto della tua posizione falsa. Per veder giusto bisogna mettersi nel punto giusto; e non sarai al punto giusto, se non quando sarai arrivato veramente alla cima della vita cristiana; fino a quel momento ci sarà sempre qualche cosa che ti apparirà falsa ed incomprensibile. Nondimeno avanzandoti verso questa cima, vedrai ogni giorno nuove disposizioni di Dio chiarirsi per il fatto del raddrizzamento della tua posizione.

Dossier certose attive: Montrieux

 Dossier certose attive :
Montrieux

La certosa di Montrieux, risulta essere l’ottava costruzione certosina in ordine cronologico, essa fu la prima in Provenza, la sua fondazione risale al 1137 ovvero cinquanta anni dopo l’istituzione dell’Ordine. Buona parte della sua notorietà, è data dalla frequentazione del grande poeta Francesco Petrarca, il quale si recava a trovare suo fratello Gherardo fattosi certosino nel 1342. La sua storia nei secoli, è caratterizzata da varie devastazioni, con conseguenti allontanamenti dei monaci, ed altrettanti ritorni. La pagina più tragica riguarda l’uccisione durante i giorni del Terrore nel corso della Rivoluzione francese, di Dom Bonaventura Froment, il Vicario della comunità sciolta nel 1792, venne arrestato a Nimes, nello svolgimento delle sue funzioni religiose. Egli fu condannato e ghigliottinato il lunedì di Pasqua del 1794, mentre il priore Xavier Genot riuscì a svolgere il suo ministero fuori dal convento travestito da pastore riuscendo ad avere salva la vita. Il complesso monastico successivamente fu quindi venduto, ed i suoi beni in parte dispersi. Poi nel 1928, l’anno in cui la certosa è stata riacquistata dall’Ordine, è stata  riavviata l’attività claustrale, che continua fino ai nostri giorni nella massima quiete e serenità. Va ricordato che questa certosa, di modeste dimensioni  attualmente non ha il noviziato. Ora spazio alle immagini, alcune rare, degli interni del monastero e di qualche componente la comunità certosina.

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“Cristianesimo vissuto” di F. Pollien capitolo I°terza parte

”Cristianesimo vissuto”

Consigli fondamentali dedicati alle anime serie

Terza parte : Il lavoro

Capitolo I: I lavoratori

Fin qui ti ho esposto i grandi principii che devono illuminare il cammino della tua vita ed orientare il tuo movimento. Sai ciò che sei e sai dove devi andare. Non è forse vero che tu sei grande nei disegni e nei desideri di Dio? Non è forse vero che tu sei chiamato a salire in alto? In ciò sta la grandezza del cristiano, e l’altezza della vita cristiana.
Quante volte, misurando tali altezze, hai provato un fremito, pensando al cammino da percorrere e al lavoro da fare per giungere cosi in alto? È tempo d’incoraggiarti, e di farti vedere che, se l’altezza è infinita, il cammino è agevole e facile il lavoro. Il Maestro della santità disse: Il mio giogo è soave e leggero il mio peso. Venite a me voi tutti che faticate e soccombete sotto il peso, ed io vi solleverò. Io, per conto mio, credo al Vangelo, e sono convinto che tutto quello che Nostro Signore ha detto è vero. Tu che sei cristiano, e vuoi esserlo ancora più intensamente, non credi forse al Vangelo e a tutto ciò ch’esso dice? Oh certamente, ci credi. Ebbene, il Vangelo ti dice che il giogo cristiano è soave e che il suo peso è leggero. Dunque, perché codeste paure inquiete circa il lavoro da farsi e la pena da sopportare? Esse non sono cristiane, mentiscono alla tua fede, e sono contrarie al Vangelo.
Vediamo dunque qual è il modo con cui si deve fare il lavoro, e per vederlo domandiamoci anzitutto chi deve farlo. Io rispondo subito: Dio e tu. Dio si riserva la sua parte di lavoro e riserva a te la tua. E se domandassi qual è la parte più importante, quella di Dio o la tua, tu non esiteresti a rispondermi: quella di Dio. E se io aggiungessi: qual è il lavoro che deve avere il primo posto, quello di Dio o il tuo? a maggior ragione tu non esiteresti a rispondermi: quello di Dio. Si, il lavoro di Dio è più importante del tuo, e dev’essere messo davanti al tuo. Ecco tutto quello che io voglio mostrarti in questa terza parte. Quando avrai imparato a conformare il tuo lavoro a quello di Dio e ad unirlo al suo, conoscerai la pratica della vita cristiana.
Ma vediamo anzitutto, qual è il lavoro di Dio.