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“Cristianesimo vissuto” di F. Pollien capitolo XIX°seconda parte

”Cristianesimo vissuto”

Consigli fondamentali dedicati alle anime serie

Seconda parte Parte: Dio  è il solo

Capitolo XIX: Gesù Cristo

Ma l’autore e il consumatore della tua fede, colui sul quale devi avere fissi gli occhi, è Gesù Cristo, il quale è Figlio di Dio fatto uomo. In lui Dio è unito all’uomo, con una unione perfetta, indissolubile, personale. Egli è la vera vetta della santità. In lui l’unione dell’uomo a Dio fu consumata in tutta la perfezione possibile. Ed è lui che fa i cristiani e i Santi. È da lui, dal suo nome di Cristo che deriva il nome di cristiano. Essere cristiano vuol dire esser fatto ad immagine di Gesù Cristo, essere a lui incorporato, ricevere la vita da lui e per mezzo di lui crescere nella piena vita divina.
Egli venne in mezzo a noi, visse della nostra vita umana, dandoci negli esempi della sua vita il modello da seguire, e nelle parole della sua dottrina la regola da compiere. Sì, è a lui che devi guardare, che devi studiare, se vuoi divenire cristiano. La sua vita e i suoi insegnamenti dovresti saperli a memoria. Leggi, leggi il Santo Vangelo; non cessare di bere a questa fonte il vero spirito che deve animare la tua vita. Come puoi lusingarti d’esser cristiano, se conosci così poco e così male Nostro Signore Gesù Cristo? Tu studi la chimica e la filosofia, il che non è male, sono cose utili a sapersi, ed io godo di vederti studiare sul serio ciò che studi. Ma dimmi, lo studio di Gesù Cristo che posto occupa nell’organamento(?) delle tue occupazioni? Non è forse quello che in fondo sai meno? Hai letto il Vangelo almeno una volta nella tua vita? Avrai senza dubbio letto molti romanzi, ma il Vangelo!… O cristiano di nome! tu non sai fino a qual punto sia una menzogna il titolo che porti. Un cristiano che non legge il Vangelo! che non lo conosce! che non ne fa l’oggetto principale dei suoi studi!… e tu credi in Dio?… E credi in Gesù Cristo? Metti dunque ancora una volta i tuoi atti d’accordo con le tue credenze. Non avere credenze morte come le erbe d’un erbario. La credenza che non si trasfonde nella vita pratica non è che una curiosità menzognera.
Ma Gesù Cristo non venne solo a vivere per noi, ma soprattutto venne a morire per noi. Venne ad espiare e a riparare i nostri disordini. E con le sofferenze della sua vita e coi dolori della sua morte, egli espiò i nostri delitti e lavò le nostre sozzure: egli ci riscattò e ci ricondusse a Dio. La virtù del suo sangue ci purifica e ci fortifica, ed alle nostre sofferenze comunica il potere d’espiare a nostra volta e di meritare. Le nostre sofferenze, unite, a quelle del Salvatore, diventano immensi tesori di santificazione. Perciò la croce si erge da per tutto dinanzi ai nostri occhi di cristiani, per indicarci che, dovunque nella vita noi incontriamo una pena, la Croce di Gesù è lì per santificarla, trasformarla e darle un merito divino. Oh! la vita con Gesù! Ma soprattutto la sofferenza con Gesù!… gran segreto dei grandi cristiani! Impara che cos’è Gesù Cristo. Impara che cos’è la sua croce e potrai dirti cristiano, e chiunque t’incontrerà potrà dire: Ecco un cristiano.
Ah! se tu credessi alle sofferenze di Colui che è il tuo Dio, e che volle farsi uomo come te, per morire per te!… Ma tu non le mediti abbastanza, e perciò esse non hanno nessuna efficacia nella tua vita. Cristiano distratto, la più piccola notizia di curiosità ha maggior impero sopra di te che la morte del tuo Dio. Paventeresti tanto i sacrifici, se credessi sinceramente al sacrificio della Croce? La tua generosità sarebbe così apatica e pigra, se comprendessi la generosità di Gesù Cristo? A ben triste sentir dire che si crede a cose così sublimi, mentre per le azioni nostre sono così meschine. Te ne scongiuro, abbi la fede, e metti la tua vita all’altezza della tua fede. Il tuo Dio aveva forse bisogno di venir a soffrire e morire per te? Chi dunque l’obbligò a farlo? L’amore. Ti amò e morì per te. Tu dici a lui: mio Dio, ti amo; e non sai neppur vivere per lui!… E tuttavia hai bisogno di vivere per lui; questo è il tuo dovere. Se tu comprendessi il Crocifisso! Se sapessi che significato hanno, ai piedi d’una Croce, queste parole: amare, darsi, prodigarsi, sacrificarsi!… Mettiti dunque una buona volta ai piedi del tuo Crocifisso, ed a Colui che visse e morì per te chiedi di saper vivere per lui. Vivere per lui, vale a dire darti, prodigarti, sacrificarti, il che in una sola parola significa amare. Ai piedi della Croce impara ad essere cristiano.

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2 Risposte

  1. celestiale,complimenti

  2. ho una domanda da fare premesso che vivo e lavoro in un paese a prevalenza buddista, mi domando come il mondo cattolico non riesca a capire che l’imposiziose di simboli religiosi a persone di dfiferenti credo, sia intollerante, inacettabile proprio per chi predica l’ecumenismo. La ragione per la quale non vorrei vivere in un paese fondamentalista, e’ che la stessa imposiziose potrebbe gravare sulle minoranze cristiane, cioe’ su di me! Sono cresciuto nell’insegnamento evangelico, cerco di vivere all’interno del suo messaggio di redenzione. Ricordate le beatitudini: gli ultimi saranno i primi. Gli ultimi, le minoranze. Dovrei far crescere mio figlio sotto l’immagine di divinita’ dalle mille braccia o dalla testa di elefante, con la logica che la maggioranza vuole questo? Grazie pace e bene

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