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“Cristianesimo vissuto” di F. Pollien capitolo VII°terza parte

”Cristianesimo vissuto”

Consigli fondamentali dedicati alle anime serie

Terza parte : Il lavoro

Capitolo VII: La tentazione

Comprendo che i movimenti buoni, prodotti in me dall’azione degli esseri che sono nella mano di Dio, possano essere altrettante grazie attuali. Ma non tutti i movimenti sono di tal genere. Quante impressioni cattive, sollecitazioni pericolose, incontri disonesti Certamente questi non sono movimenti di grazia. – Chiamiamo pure tutte queste eccitazioni col nome generico di tentazioni. Ebbene ti dico che la Stessa tentazione porta seco la sua grazia.
Che cos’è in fondo la tentazione, e perché ci è data? Il suo vero scopo provvidenziale è quello d’illuminare la tua mente sul tuo stato, di ridestare il tuo cuore e di provare le tue forze.
Chi non è stato tentato, che cosa sa? È lo Spirito Santo che lo dice. Vedi come la tentazione è utile alla tua mente, per insegnarle intorno a te stesso e a tutto quanto un’infinità di cose che in altro modo non potresti sapere? Beato l’uomo che soffre la tentazione, dice S. Giacomo, nonché dopo la prova riceverà la corona di gloria promessa da Dio a quelli che lo amano. Vedi come la tentazione fortifica l’amore, rendendolo forte e sincero? Stima come tua maggior gioia, dice il medesimo apostolo, il passare per diverse tentazioni, sapendo che la prova della tua fede produce la pazienza e la pazienza rende le opere perfette. Vedi come la tentazione giova alle tue azioni, purificandole e rendendole perfette? Dunque tu vedi che lo scopo e il risultato della tentazione sono nel disegno di Dio uguali a quelli di tutti gli altri movimenti creati.
Senza dubbio lo strumento della tentazione è spesso cattivo in sé, com’è cattiva la sua intenzione; ma che importa lo Strumento e la sua intenzione?
Quello che importa è l’intenzione di Dio. Ora Dio non permette mai che tu sia tentato al di sopra delle tue forze, ma dà con la tentazione anche l’aiuto per poterla sopportare. Cosicché anche ciò che sembra maggiormente opposto al tuo avanzamento, ne diviene invece un mezzo, e quello che sembra in lotta diretta con la grazia, ne diventa il canale. Ancora una volta: tutto è strumento nelle mani di Dio. Tutto, anche gli ostacoli.
Dio ti semina le difficoltà sotto i piedi con una certa graduatoria, come si fa con le difficoltà per chiunque impari un mestiere. Bisogna che l’apprendista sia costantemente tenuto in esercizio; man mano che ha superato una difficoltà, gliene presenta un’altra, e salendo di difficoltà in difficoltà, egli finisce con raggiungere la perfezione dell’arte sua. Non è forse così che s’imparano tutte le cose a questo mondo? Non è forse così che si compie Ogni formazione? La formazione divina non segue un cammino affatto diverso; e le tentazioni non sono altro che le difficoltà gradualmente seminate sui tuoi passi, per forzarti a salire e a tenerti in esercizio. È così che si scuotono ad uno ad uno i tuoi torpori e le tue debolezze, è così che si sviluppano le tue forze.
Se tu soccombi, è nonché sei un codardo e un cattivo apprendista. Quando si ha a cuore il lavoro. non si ha paura delle difficoltà. Chi ha un sincero desiderio di progredire se ne rallegra, nonché dice a se stesso che, se il maestro moltiplica rapidamente le difficoltà. è nonché lo giudica capace di fare rapidi progressi. Nota che spetta al maestro graduare le difficoltà, e non all’apprendista. Se infatti l’apprendista, che non conosce il mestiere, volesse affrontare le difficoltà di sua testa, si smarrirebbe e si logorerebbe in una perdita inutile. Il che vuol dire che non bisogna mai cercar tentazione, nonché colui che ama il pericolo perirà in esso. Ma bisogna che sappia virilmente affrontare quelle che Dio pone sul suo cammino, e superarle tutte senza batter palpebra. Sic itur ad astra. Mio Dio, non permettete ch’io cada nella tentazione. Vi sono due maniere sicure di cadervi: cercarle e temerle. Dunque bando alla codardia, e con ciò sei sicuro.

 

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