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“Cristianesimo vissuto” di F. Pollien capitolo XIII°quarta parte

”Cristianesimo vissuto”

Consigli fondamentali dedicati alle anime serie

Quarta parte : Gli esercizi di pietà

Capitolo XIII: Ultime riflessioni

Cento volte forse, durante la lettura di questo libro, hai sentito il tuo cuore. assalito da questo pensiero: Ma è esagerato e impossibile. Fin dalle prime mosse, se ben ricordi, ti avvertii dell’inflessibile rigore dei principii che stavi per incontrare. Frequentemente, nel corso del cammino, ti tenni desto lo spirito e il cuore. Ed ora, sul finire, provo ancora il bisogno di porti in guardia contro l’argomento dei vili. Lo spirito di viltà, ispirato dall’istinto egoista del godimento, oh! quanto abilmente e quanto profondamente s’insinua nella nostra povera natura!
Incessantemente il piacere vuole tirarti in basso e addormentarci nel riposo.
Ed io bramerei ardentemente di farti salire. Vorrei, ed oh quanto! che tu fossi un cristiano perfetto, integrale, e manchevole in nulla. Ah! Dio mi è testimonio con quale ardore io desidero che tu t’immerga fin nelle viscere di questa vita cristiana; con quale ardore io domando che il tuo amore per Dio vada ogni giorno crescendo in una immensa pienezza di scienza e di sentimento; che tu abbia l’ambizione delle grandi cose, che tu sia sincero e cammini senza inciampare; che finalmente tu conduca una vita di giustizia veramente feconda mediante Gesù Cristo per la lode e la gloria di Dio.
Oh! te ne scongiuro, ascendi, dilatati. E per salire, sii un uomo di principii. Solo i principii fanno gli uomini e le cose… Nulla si fa se non coi principii. Provati solo a fare una combinazione chimica senza rispettare le leggi e i principi che la regolano. Quando fai dei calcoli matematici, dici forse: due e due fanno press’a poco quattro? I tre angoli di un triangolo sono qualche volta uguali a due angoli retti? Ciò ti fa sorridere. Dunque credi che i principii siano più necessari per fare un calcolo o una combinazione chimica, che per fare un uomo? I principii fondamentali della religione sono forse meno principii di quelli della chimica o delle matematiche?
No, senza principii non si fa nulla, nè in chimica, nè in matematica, nè in religione; null’altro che tentativi ridicoli e risultati falliti. Tu sarai dunque un uomo di principii, e prenderai nella loro ferrea integrità le leggi del cristianesimo, deciso di seguirle fino in fondo. Non cercar di accomodarle ai tuoi capricci; i principi non si prestano a nessun accomodamento: sono o non sono. Quando si tratta di mezzi da adoperare, puoi e devi essere accomodante. Hai veduto per l’appunto, che la pratica della vita cristiana deve acconciarsi a tutte le situazioni, piegarsi a tutto e servirsi di tutto. Fermezza nei principii, dolcezza nei mezzi: ecco il suggello della verità.
Se hai la disgrazia di fare una breccia nei principii, sarà sempre a profitto dei tuoi capricci. Ed allora tu sei come una nave senza bussola, come una locomotiva senza binario, come una foglia in balia del vento. Lo sai, i capricci sono essenzialmente mobili: quelli di oggi non sono quelli di ieri nè quelli di domani. Così la tua vita, piegando al soffio dei tuoi capricci, fa di te una banderuola. Ohimè! I tetti coprono più banderuole di quello che ne espongono al vento! Che triste commedia è quella d’una povera vita umana, così sballottata di piacere in piacere, di inezia in inezia, dì nullità in nullità. Quando non si vive di principii, non vi sono più caratteri.
Non si vuole inflessibilità di principii. Quindi va’ alla cerca dei caratteri. Fa’ come Diogene: piglia la lanterna e cerca un uomo.
Si dice che sono gli uomini che mancano; non lo credo: sono i principii che mancano. È il Padre Aubry, un pensatore ed un carattere, che così parla. Sì, i principii mancano; e perché mancano, non si formano più uomini, non si formano più cristiani.
Prendendo per legge la ricerca del proprio piacere ciascuno s’impicciolisce sopra di sè, e si isola in sè. Difatti i capricci, i bisogni e i gusti dell’uno non sono quelli dell’altro; ciascuno ha cosi una legge ed una via individuale, ed allora è la divisione nelle idee, la competizione negli interessi, il caos nella pratica. Non c’è più una base comune, non più intesa possibile, non più unione in nulla, non più accordo per nulla. È la confusione, è la debolezza, è la rovina. Ecco a che punto ci troviamo, e Dio sa dove andiamo. Ed è il risultato logico della vita di tentativi e d’incertezze.
Oh! una buona volta, tu che vuoi essere un uomo e soprattutto un cristiano, lascia lascia da parte i modi di vedere e di fare del mondo degradato; scuoti risolutamente codesta vita di sentimentalità egoista, di vanità codarda e di falsità interessata; esci dalla strada fangosa. Vedrai che, se vi è immensamente da fare e da rifare nella nostra società, è possibile fare e rifare immensamente. Che bella carriera aperta agli uomini che sapranno avere la mente e il cuore cristiani! T’ho mostrato qui i principii che fanno le menti e i cuori cristiani. Prendili, svolgili, falli vivere in te. Va’ a questa mèta, segui questo cammino, piglia questi mezzi; ed io ti assicuro che sarai un cristiano. Lo sarai e lavorerai a fare dei cristiani. Aprirai ad altri le vie della vita; trascinerai nel tuo movimento altre anime, le quali alla loro volta hanno bisogno di vivere. E voi tutti insieme salirete, e potrà rifarsi una società cristiana.

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