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La certosa di Ferrara danneggiata dal terremoto

La certosa di Ferrara danneggiata dal terremoto

La notte del 20 maggio scorso, una forte scossa di terremoto ha fatto tremare alle 4.05 il Nord Italia, seminando morte e distruzione. L’Emilia Romagna la regione più colpita, dove tra l’altro sono stati riportati ingenti danni al patrimonio architettonico, storico ed artistico. D’obbligo la precauzionale chiusura di monumenti e siti d’interesse storico per valutarne i danni, tra questi la certosa di Ferrara.

Il complesso monastico certosino intitolato a san Cristofaro, fu fondato nel 1452 esso risulta essere uno tra i principali monumenti rinascimentali del ferrarese. La presenza dei monaci certosini a Ferrara è costante fino al 1801, anno in cui in seguito alle soppressioni napoleoniche la comunità monastica fu soppressa, il convento ridotto a caserma, la chiesa abbandonata. Bisogna ricordare che già nel 1570, un violento terremoto danneggiò la chiesa prontamente restaurata e riconsacrata appena due anni dopo. Dopo esser stata destinata all’uso di caserma, il Comune di Ferrara, divenuto proprietario nel 1812, trasformò gran parte della certosa in cimitero pubblico mentre la chiesa venne riaperta al culto l’anno successivo come cappella cimiteriale. Nel 1944, durante la seconda guerra mondiale i bombardamenti aerei colpirono il complesso religioso danneggiando gravemente l’abside, il coro, il lato destro della chiesa ed il campanile. Quest’ ultimo venne  ricostruito tra il 1956 ed il 1961 mentre nel corso di successivi restauri, eseguiti nel corso degli anni settanta ed ottanta alcuni dipinti ed opere d’arte che costituivano il ricco patrimonio artistico dei monaci sono stati spostati dalla chiesa, e depositati in altri luoghi in attesa della definitiva ricollocazione nel prestigioso edificio di culto. Gli interventi di ricostruzione ed i restauri si sono susseguiti pressochè ininterrotti dal primo dopoguerra ad oggi. La collocazione della chiesa di san Cristofaro, risulta fortemente scenografica e suggestiva, immersa in uno splendido prato verde e circondata sui lati da due lunghi colonnati in marmo e cotto, che sono disposti a forma di esedra che accolgono simbolicamente in un caldo abbraccio coloro che la osservano. L’intera zona inoltre è stata delimitata, a partire dalle principali vie di accesso, mediante il ripristino delle antiche cancellate (una parte delle quali, si dice, trafugate da Napoleone, e che  fanno bella mostra di sè all’ingresso del Louvre a Parigi). Ma il recente sisma ha messo in serio pericolo tutto ciò, in pochi secondi questa magnifica realizzazione architettonica ha rischiato di essere compromessa irreparabilmente.

La Divina Provvidenza ha per fortuna scongiurato questo pericolo, e nonostante le vittime ed i danni ingenti che si sono registrati nella regione, l’antico complesso monastico oggi destinato a famedio, pur riportando serie lesioni, ha saputo resistere alla forza della natura. Dopo alcuni lavori di messa in sicurezza la certosa di Ferrara ha recentemente riaperto al pubblico la quasi totalità dell’area del “Gran Chiostro”, che era stata interdetta dopo lo sciame sismico, mentre il famedio è stato riaperto alle cerimonie religiose legate ai servizi funebri con la regolare celebrazione della Santa Messa nei giorni festivi alle ore 10.00. Restano ancora altre aree chiuse ed in attesa di interventi di restauro, che speriamo si concretizzino in tempi brevi.

Torna quindi la quiete in un luogo inizialmente concepito come eremo cartusiano, ed in seguito destinato ad  essere cimitero monumentale che, vi ricordo, accoglie  le spoglie di molteplici personaggi celebri come i pittori (Giovanni Boldini, Gaetano Previati, Filippo de Pisis) oltre al monumento funebre del suo fondatore il Duca Borso d’Este. Recentemente, nel 2007, e per sua espressa volontà è stato sepolto il famoso regista cinematografico Michelangelo Antonioni.

A seguire una serie di foto dello splendido complesso, ed alcune immagini dell’interno della chiesa.

La certosa antica

La certosa nell’ottocento

La certosa nei primi del novecento

La certosa dopo i bombardamenti del 1944

Ingresso della chiesa

il campanile dal chiostro

il colonnato curvilineo

Interno della chiesa di san Cristofaro

Ciborio monumentale (Marcantonio Maldrato)

ambienti ancora pericolanti

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