• Translate

  • I Fratelli Certosini

  • Memini, volat irreparabile tempus

    settembre: 2012
    L M M G V S D
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
  • Guarda il film online

  • Articoli recenti

  • Pagine

  • Archivi

  • Visita di Benedetto XVI 9 /10 /2011

  • “I solitari di Dio” di Enzo Romeo

  • “Oltre il muro del silenzio”

  • “Mille anni di silenzio”

  • Live from Grande Chartreuse

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi e-mail.

    Unisciti ad altri 551 follower

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.


Dossier certose attive: Dego

Dossier certose attive: Dego

La certosa della Trinità situata nei pressi di Dego in provincia di Savona, è stata costruita per poter ospitare una comunità di monache certosine provenienti dalle certose di Giaveno e di Vedana. Dal 25 marzo del 1994, i due gruppi di monache fecero il loro ingresso in questo nuovo complesso monastico, appositamente concepito e confacente alle esigenze dettate dalla regola. Da subito è cominciata l’attività claustrale, seguita dalla consacrazione ufficiale della certosa avvenuta il 27 aprile del 1996, e continua indisturbata ed ininterrotta ancora oggi. La certosa di Dego è situata in un luogo remoto e di difficile accesso, immersa nel verde di una natura incontaminata, e la sua estensione è di circa un ettaro e mezzo. In questa certosa vi sono monache di diverse nazionalità, francesi, nigeriane, belghe, spagnole, e sono assistite per le funzioni sacerdotali, celebrazione dell’Eucaristia e ministero della Confessione, da uno o due padri certosini. Essi in compagnia di uno o due fratelli conversi che si occupano dei lavori di cui le monache non possono occuparsi, risiedono in una parte distaccata del convento. Di questa certosa eretta nel XX secolo, e non avente una storia alle spalle possiamo saziarci, con alcune immagini della struttura e della comunità che vi risiede.

” Amore e Silenzio” Dom Jean Baptiste Porion – Il peccato mortale priva l’anima di questa presenza –

Amore e silenzio

Introduzione alla vita interiore

Dom Jean-Baptiste Porion

(α 1899- Ω1987)

PRINCIPI DELLA VITA SPIRITUALE

 Il peccato mortale priva l’anima di questa presenza

Siamo destinati alla più profonda intimità con Dio stesso. Quest’unione tra l’uomo e il suo Creatore fu stabilita da quando Dio elevò i nostri progenitori all’ordine soprannaturale. Ma per il peccato, Adamo ed Eva si ribellarono contro Dio, e l’unione tra il cielo e la terra fu spezzata. C’è stato bisogno di un Uomo-Dio per riparare questa rottura, e ora per la Passione e i meriti di Nostro Signo-re noi possiamo essere di nuovo figli di Dio, vivere la vita divina.

Abbiamo ricevuto questa vita per mezzo del Battesimo, e se sfortunatamente l’abbiamo perduta, Nostro Signore ce l’ha restituita ogni volta risuscitandoci nel suo Sangue prezioso per mezzo della santa assoluzione.

Cerchiamo di capire, perciò, di quale importanza è per noi la fuga del peccato: si tratta di non perdere il dono più prezioso ricevuto dagli uomini. «Se tu conoscessi il dono di Dio…» (Gv 4,10). Che queste parole di Gesù alla Samaritana non diventino per noi un rimprovero.

Tutte le disgrazie riunite non sono nulla paragonate ad un solo peccato, perché un solo peccato ci toglie la vita divina. Per comprendere l’orrore del peccato, rendiamoci conto della sua realtà. Qual’è il cristiano che avrebbe l’audacia di entrare di nascosto in una chiesa, di violare il Tabernacolo, di strapparne la Pisside, di gettare a terra e di profanare le sacre Specie? Lo faremmo noi, avremmo questo coraggio? – No. Anche il cristiano più tiepido non oserebbe commettere questo sacrilegio sul Corpo di Nostro Signore.

Ma che cosa facciamo noi col peccato? Strappiamo Dio del nostro cuore per consegnarci all’azione del demonio.

Dom Jean Babeau: «il Signore ha un progetto per le sue idee!»

Dom Jean Babeau: «il Signore ha un progetto per le sue idee!»

L’aneddoto che oggi voglio narrarvi è accaduto in gioventù all’attuale priore della certosa inglese di Parkminster. Dom Jean Babeau, è nato nel 1956, è entrato nel 1980 alla Grande Chartreuse e nel 1986 ha fatto la professione solenne. Nel 1987 è stato nominato Procuratore, assumendo nel 2001 l’incarico di priore di Parkminster. Egli ci descrive un episodio svoltosi quando faceva parte, come molti ragazzi, di un gruppo di scout e di come in un attimo come colpiti da un fulmine i nostri cuori vengono stravolti per far si che si realizzino i disegni della Provvidenza. A seguire il testo di questo racconto fattoci da Dom Jean, che ci illustra il suo percorso vocazionale.

 “Questa notte è caduto un fulmine: guarda il solco sul terreno”, mi disse il mio capo mentre stavamo andando a prendere l’acqua per il lavaggio mattutino.

Se l’avesse saputo! Il giorno prima un fulmine aveva colpito il mio cuore.

Era il mio primo campo dei lupetti (la mia prima vacanza di branco) e avevamo appena visitato l’abbazia benedettina di San Wandrille.

Durante la cena, François, che mi era seduto accanto, si girò verso di me e mi disse:

 “Da grande farò il frate”. Gli risposi immediatamente “Anche io”. Pronunciando queste parole, il mio cuore fu illuminato da un lampo e arso da un fuoco che da allora non si è mai spento.

Avevo dieci anni. Ovviamente non sapevo niente della vita monastica: l’unica cosa che capivo era che un monaco era colui che pregava Dio e avevo sentito una pace molto profonda nell’abbazia. Nel corso degli anni, questa chiamata si è orientata verso la via dei certosini.

Il desiderio di vivere interamente per il Signore bruciava sempre di più nel mio cuore e niente riusciva a riempirlo; solo lo scautismo fu la grande gioia della mia giovinezza. I nove anni passati negli Scouts de France, del gruppo V° di Le Havre – da lupetto a rover –  mi sono serviti molto, sia dal punto di vista umano che spirituale.

Qui ho imparato la vita a contatto con la natura, l’arte di arrangiarsi e l’esercizio, inoltre, della responsabilità personale nello spirito del servizio e di attenzione agli altri.

La partecipazione all’Eucarestia, i momenti di preghiera, la benedizione dei pasti: tutte queste cose hanno aiutato la mia fede a inserirsi nella vita quotidiana per ravvivarla.

Mi ricordo in particolar modo di un campo di Pasqua dove partecipammo alla celebrazione liturgica della Settimana Santa in una parrocchia di campagna molto isolata: fu una meravigliosa iniziazione al mistero pastorale.

Charles de Foucauld, patrono del nostro gruppo, ha esercitato un’influenza silenziosa: anche io come lui, aspiravo a diventare “fratello universale”.

Non potevo accontentarmi di essere utile soltanto a qualcuno.

Ritirandomi nella solitudine di un convento certosino, abbracciavo il mondo intero con la mia preghiera.

E François? Non abbiamo mai più parlato della nostra famosa conversazione da allora. Avevo saputo per vie traverse che era diventato ufficiale nel corpo della Marina Nazionale. Provate a immaginarvi la mia sorpresa e la mia gioia quando, qualche giorno prima della mia professione perpetua, ricevetti un telegramma che mi annunciava la sua professione semplice in una congregazione religiosa nello stesso giorno della presentazione del Signore.

Il Signore ha un progetto per le sue idee!

Dom Jean Babeau, Priore della certosa inglese di Parkminster

” Amore e Silenzio” Dom Jean Baptiste Porion – La presenza soprannaturale di Dio nelle anime –

Amore e silenzio

Introduzione alla vita interiore

Dom Jean-Baptiste Porion

(α 1899- Ω1987)

PRINCIPI DELLA VITA SPIRITUALE

La presenza soprannaturale di Dio nelle anime

Dio è, dunque, presente anche in una pietra e la fa essere, con la sua azione immediata, quel che essa è: una pietra.

Ma Dio, nella sua bontà infinita, ha voluto creare degli esseri “a sua immagine e somiglianza”, che, innalzati dalla grazia, Gli sono ben più vicini che non queste cose inferiori alle quali Egli non comunica che l’essere naturale. Dio è puro spirito. Egli ha, perciò, intelligenza e volontà, per poter, non solo essere presente in essi come in tutte le cose, ma – elevandoli all’ordine soprannaturale per mezzo della grazia – comunicarsi ad essi così com’Egli è.

Dio è presente nelle cose materiali, e dà loro l’essere naturale; ma nelle creature ragionevoli, Egli ha voluto, per generosità totale gratuita, essere presente in modo tale che non solo ha comunicato loro l’essere naturale, ma il suo proprio essere, divinizzandole.

Dio non era obbligato a darsi in questa maniera. Ma Egli è la Bontà personificata ed il bene cerca di espandersi (“Bonum est diffusivum sui”). Egli è come il fuoco che non si può trattenere, che si deve comunicare a tutto ciò che è combustibile: «Il Signore tuo Dio è fuoco divoratore» (Dt 4,24).

Questo fuoco, Nostro Signore è venuto a portarlo sulla terra: «E il Verbo si è fatto carne». E noi sappiamo perché! «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!» (Lc 12,49); Egli ha sofferto per ottenerci la grazia, per renderci capaci di essere incendiati da questo fuoco divino.

Noi siamo preparati a ricevere questo fuoco quando abbiamo allontanato ogni ostacolo all’azione divina. Il più grande ostacolo è il peccato: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14,23).

Nostro Signore non ci ha solo messo in comunicazione con la vita del Padre, ma ha voluto rimanere in mezzo a noi nella SS.ma Eucarestia, per aumentare per mezzo della Santa Comunione questa stessa vita: «Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14,6). Gesù è la via e l’unica via; voler raggiungere la vita divina senza di Lui, sarebbe presunzione e illusione. Più ci saremo nutriti dell’amore della sua santa Umanità, più avremo meditato i suoi esempi, più la vita divina aumenterà in noi: «Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (Gv 10,10).

Eletto il nuovo Priore Generale dell’Ordine certosino

Eletto il nuovo Priore Generale dell’Ordine certosino

Dopo avervi diramato la notizia dell’ inizio delle votazioni per eleggere il nuovo Priore Generale dell’Ordine certosino, oggi con grande gioia sono lieto di annunciarvi la avvenuta elezione. A causa dei suoi problemi di salute da ricondurre ad un delicato intervento chirurgico subìto mesi orsono, il  Reverendo Padre Dom Marcellin Theeuwes, ha richiesto ed ottenuto “misericordia”, accettata e concessagli da Benedetto XVI il 22 agosto scorso, lasciando vacante il posto insediato quindici anni fa nel giugno del 1997.

Dom Marcellin Theeuwes

Dopo le rituali operazioni di voto, posso finalmente rivelarvi il nome del suo successore, ovvero il settantatreesimo Priore Generale, che risponde al nome di Dom François-Marie Velut eletto a pieni voti stamane alle ore 10. Provo a tracciare un suo breve profilo biografico. Michel Velut nasce il 30 dicembre del 1948, ed è stato inizialmente membro dei  Piccoli Fratelli del Sacro Cuore, dal 1970 al 1989, con il nome di Frate Michel della Santa Trinità. Poi la decisione di diventare certosino entrando alla Grande Chartreuse nel dicembre del 1989, ha fatto la solenne professione il 25 dicembre del 1991. Successivamente è stato nominato procuratore ed in seguito scriba. E’ stato poi eletto priore e maestro dei novizi della certosa di Portes il 1 giugno del 2001, fino ad oggi quando la Provvidenza ha voluto per lui un nuovo cammino. La figura di quest’uomo di grande personalità e spiccata spiritualità lo rende amato e benvoluto da tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerlo.

Dom Francois Marie Velut

Ringraziando Dom Marcellin per aver assicurato l’unità della famiglia certosina, ed augurandogli una salute migliore estendo i miei auguri al suo successore il nuovo Ministro Generale Dom François affinché possa essere il suo cammino benedetto da san Bruno, ed illuminato dalla grazia di Dio.

Invito tutti a pregare per san Bruno, per l’Ordine e per tutti i monaci certosini.

“Anche se c’è una grande austerità,questa libertà ci dà la sensazione di essere in vacanza tutta la vita! “

 

                                                      Dom François Marie Velut

” Amore e Silenzio” Dom Jean Baptiste Porion – La presenza naturale di Dio in tutte le cose –

Amore e silenzio

Introduzione alla vita interiore

Dom Jean-Baptiste Porion

(α 1899- Ω1987)

PRINCIPI DELLA VITA SPIRITUALE

La presenza naturale di Dio in tutte le cose

Per meglio comprendere la presenza soprannaturale di Dio, richiamiamo prima alla memoria come Dio è naturalmente presente. Dio è in ogni luogo. Noi dimentichiamo troppo questa verità così semplice. Essa potrebbe intanto, se noi ci pensassimo di più, dare un nuovo orientamento alla nostra vita.

Noi tormentiamo, qualche volta, l’immaginazione per rappresentarci un Dio lontano, e la nostra preghiera ne soffre. Dio è Spirito, Spirito che non è limitato in un luogo, ma che penetra ogni cosa. Così i veri adoratori adorano Iddio “in spirito e verità”. Ricordiamoci delle parole dell’Apostolo: «In Lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo» (At 17,28).

All’inizio della nostra vita spirituale, cominceremo ad aprire gli occhi a questa grande verità. Il risultato sarà meraviglioso, se noi potremo arrivare a far vivere in noi questo pensiero della presenza immediata e universale di Dio.

La ragione, prima di ogni rivelazione soprannaturale, ci dice che Dio ci conosce, ci vede perfettamente e senza posa, perché Egli conosce e vede ogni cosa. «Dove andare lontano dal tuo spirito, dove fuggire dalla tua presenza? Se salgo in cielo, là tu sei, se scendo negli inferi, eccoti» (Sal 138, 7-8).

Dio non ci segue appena con un semplice sguardo, ma Egli comanda e dirige tutto quel che facciamo. E’ Lui che ci dà il volere e l’operare (cf. Fil 2,13). Se Egli non fosse presente in me, io non sarei neppure capace di muovere il dito mignolo. Non c’è nulla, proprio nulla, che non sia sottoposto alla sua azione: neppure il peccato. Nell’atto del peccato, Dio è là, Dio dà il potere di agire e l’esercizio dell’atto. La depravazione della nostra volontà è l’unica cosa che non viene da Dio. Siccome Egli è la causa prima e totale, noi non possiamo fare il più piccolo atto senza di Lui. Se fosse altrimenti, Dio non sarebbe più Dio. «Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare, anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra» (Sal 138,9-10).

Ma c’è ancora di più. Non basta che Dio governi la creatura e che Egli ne diriga l’attività. Essendo il principio unico e sovrano della totalità degli esseri, bisogna che Egli li sostenga nell’esistenza, che Egli continui ad ogni istante a dar loro tutto ciò che essi sono. Se l’azione divina cessasse per un solo secondo, l’universo e noi stessi ci dilegueremmo come un sogno. Quando si è capita la necessità dell’atto divino che conserva tutte le cose dopo averle create, si riconosce al più piccolo oggetto una grandezza singolare, perché è l’Onnipotente, e Lui solo, che, presente in questo essere infimo, lo mantiene fuori dal nulla.

L’ombra sembra la più tenue delle realtà: la nostra ombra non è nulla paragonata a noi. Ma paragonati a Dio, presente in noi, noi abbiamo una realtà ancor minore. Vicino alla realtà divina, noi non siamo neppure delle ombre.

” Amore e Silenzio” Dom Jean Baptiste Poiron – La vita di fede –

Amore e silenzio

Introduzione alla vita interiore

Dom Jean-Baptiste Porion

(α 1899- Ω1987)

PRINCIPI DELLA VITA SPIRITUALE

La vita di fede

Quel che importa, prima e al di sopra di tutto è credere. Credere nella realtà del Divino, presente intorno a noi e in noi; elevare la nostra attività di volontà e di intelligenza fino al livello della vera vita alla quale Dio ci chiama. Questo atto di fede, che trasforma il nostro destino umano e lo divinizza, costa alla natura, esige un eroismo di cui saremmo incapaci se Dio, fin d’ora, non prevenisse e sostenesse il nostro sforzo. Non avendo la forza di produrre, da noi stessi, questo primo atto, imiteremo la preghiera del padre di quel malato: «Aiutami nella mia incredulità» (Mc 9,24).

E’la fede che ci dà la sicurezza delle promesse divine: «Ti fidanzerò a me nella fedeltà» (Os 2,22). Essa ci fa camminare qui in terra in mezzo a delle tenebre sante: «Camminiamo nella fede» (2 Cor 5,7). Dall’inizio sino alla fine, seguiremo questa strada, avremo cura di non allontanarcene per non cercare la nostra soddisfazione in lumi troppo facili perché troppo umani, ma che non tarderebbero a lasciarci delusi per la loro vanità.

La fede è una guida severa, ma infallibile; ignora le concessioni e i calcoli: dietro il velo delle apparenze, essa indovina già la verità eterna, la vittoria di Gesù: «Questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede» (1 Gv 5,4). Essa spera a dispetto di tutti i fattori umani che vorrebbero rallentarne o spezzarne lo slancio, secondo ciò che l’apostolo dice del Patriarca Abramo: «Egli ebbe fede sperando contro ogni speranza» (Rm 4,18).

Tutto l’insegnamento di Nostro Signore si basa sulla fede. Dubitare significa cedere: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» (Mt 14,31). E’la fede che dona la salvezza. Nostro Signore attribuisce proprio alla fede dei ciechi che Egli guarisce, i miracoli che opera in essi. Un po’ di fede serve a trasformare soprannaturalmente il mondo: «Se aveste fede quanto un granellino di senapa…» (Lc 17,6).

Che queste righe siano scritte all’inizio di queste nostre parole per indicare la frontiera che bisogna superare con decisione e semplicità, se vogliamo seguire Nostro Signore: “bisogna imparare a fare affidamento su Dio”.

Noi vorremmo, in queste pagine, delineare le linee essenziali della vita interiore indicando un metodo di meditazione semplice e pratico, basato sulla fede. Infatti la fede, come abbiamo detto sin qui, è il principio di questa vita, e quando la grazia divina avrà consumato in noi la sua opera, sarà ancora questa stessa certezza soprannaturale che, dopo aver invaso tutta l’anima nostra, la farà tempio dell’amore, secondo la parola di san Paolo: «La fede che opera per mezzo della carità» (Gal 5,6) e ancora: «Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così siate in grado di conoscere l’a-more di Cristo che sorpassa ogni conoscenza» (cf Ef 3,17-19).

Vediamo prima brevemente le grandi verità che ci devono servire da punto di partenza.