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Dom Giovanni Battista Simoni e la spiritualità sacerdotale

Dom Giovanni Battista Simoni e la spiritualità sacerdotale

(Rovigo α1887- Firenze Ω1942)

Oggi, ricorre il settantesimo anniversario della morte di questo monaco certosino del quale vorrei rispolverarne la memoria, ricordando il suo impegno come fautore di una spiritualità sacerdotale  profusa profondamente nei suoi testi.

Luigi Simoni nacque a Rovigo l’8 dicembre 1887, crebbe studiando a Padova e ricevette un educazione cattolica, che lo portò ad essere ordinato sacerdote il 27 luglio del 1911. Poco tempo dopo, trascorso qualche mese, decise di abbracciare la vita monastica, scegliendo di diventare certosino. Scelse di entrare nella certosa di San Marco di Vedana presso Belluno, laddove fece la professione semplice l’8 settembre del 1913. Purtroppo gli eventi bellici di quegli anni, condizionarono e turbarono un po’ l’inizio della sua vita monastica. Luigi fu chiamato alle armi il 9 novembre 1911, prestò servizio di leva fino al 7 settembre 1912, data in cui tornò in noviziato. Mobilitato nuovamente il 6 ottobre 1915, tornò in certosa al termine della guerra, il 19 aprile 1919. Tutto ciò portò a fargli fare la professione solenne solo il 19 marzo del 1921, momento dal quale sarà meglio noto con il nuovo nome Giovanni Battista. Nella certosa di Vedana egli fu a lungo coadiutore per poi diventare priore della certosa di Calci nel 1933, dove vi rimase fino al 1938. Nello stesso anno Dom Simoni, passò alla vicina certosa di san Lorenzo al Galluzzo, presso Firenze dove però visse altri pochi anni, poiché in seguito ad una malattia morì il 14 novembre del 1942. Egli svolse una notevole attività letteraria rivolta ai sacerdoti, e volta a promuoverne la santificazione attraverso la pratica della devozione al Sacro Cuore. «Il mio più vivo desiderio, la mia unica ambizione, il grande ideale della mia povera vita, (fu) condurre i sacerdoti al S. Cuore» La propaganda di questa devozione avvenne inizialmente attraverso la diffusione di vari opuscoli anonimi, ma in seguito G. B. Simoni, scrisse e pubblicò nel 1924 un libro, che rimane quello maggiormente conosciuto e diffuso: “Manete in dilectione mea”.

Nel giro di dieci anni, nell’epoca dei due conflitti mondiali questo testo permeò in 56 nazioni, forte di essere stato tradotto in una trentina di lingue!!!

Sulla scia di questo primo testo Dom Simoni pubblicò altri scritti, che consolidarono la relazione tra l’attività sacerdotale ed il Cuore di Gesù Cristo, tra questi : Oportet illum regnare, nel 1928, Monita Salutis del 1929, Resurget frater tuus anch’esso del 1929, Non praevalebunt, del 1931 e Si scires donum Dei del 1935.

Nei suoi scritti si evince l’identificazione di una spiritualità sacerdotale, una visione di prete come vicarius Amoris (espressione di Sant’Ambrogio) nel quale possa identificarsi con Gesù, ed individuando come strumento perraggiungere tale fineun totale abbandono alla devozione del Cuore di Cristo.

“Viviamo in Lui come il tralcio nella vite, ed amarlo senza misura sia la misura del nostro amore, fondere progressivamente la nostra volontà con la sua sia la ragione e la forma della nostra santità (….) allora la nostra vita sarà una messa continua, fatto ciascuno di noi (…) sacerdote e vittima insieme con lui, che è Vittima per eccellenza e Pontefice eterno (…) la nostra vita identificata con la sua vita, diverrà un amen perpetuo ed un perenne alleluja

Attraverso la riproposizione di alcune sue affermazioni, ho voluto rinverdirne l’efficacia che esse hanno avuto per intere generazioni di sacerdoti, con la speranza che ritornino ad essere un monito da seguire, o semplicemente uno stimolo per tutti coloro che vorranno approfondire questi sublimi concetti. Vi lascio con queste sue splendide parole:

È necessario lasciarci condurre da Gesù, lasciarlo lavorare in noi – tutte le ore del giorno, tutti i giorni dell’anno, tutti gli anni della vita -, lasciarci inebriare dalla follia della Croce.

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Una Risposta

  1. sto leggendo un vecchio libro di don Simoni e devo dire che é un fuori classe. grassi roberto m.di carrara.

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