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” Amore e Silenzio” Dom Jean Baptiste Porion – Le ultime parole di Gesù

Amore e silenzio

Introduzione alla vita interiore

Dom Jean-Baptiste Porion

(α 1899- Ω1987)

LA SPIRITUALITA’ DEL VANGELO

Le ultime parole di Gesù

Questi precetti e questi consigli insistenti che ci spingono, con tanta forza, a morire a noi stessi, non costituiscono però che un lato, il lato negativo, della dottrina di Nostro Signore.

Se noi vogliamo conoscere pienamente il suo pensiero, dobbiamo rileggere soprattutto il quarto Vangelo. Nei Sinottici, infatti, il Salvatore si esprime quasi sempre attraverso dei simboli. Ma in San Giovanni (14-18) Egli dichiara esplicitamente il disegno del suo amore e ci fa comprendere perché esiga da noi, con tanto rigore, il sacrificio della nostra miserabile vita: perché possa essere sostituita dalla vita divina.

Non si mediteranno mai troppo queste pagine che costituiscono il testamento spirituale di Nostro Signore. Esse fanno apparire terribilmente sbiaditi e insignificanti tutti gli autori di spiritualità: il Vangelo, tra tutti i libri ascetici, è il più severo e imperioso; ed è anche nei suoi inviti alla vita soprannaturale e nelle sue promesse d’intimità con Dio più audace, più sicuro e più generoso di qualsiasi altro trattato di orazione mistica.

In questi quattro capitoli di S. Giovanni, Nostro Signore ci annuncia la sua intenzione di rivelarci il supremo segreto della sua dottrina senza parlare più in figure ed enigmi; ed i suoi discepoli fi-nalmente lo capiscono: «Ecco, adesso parli chiaramente e non fai più uso di similitudini» (16,29). Possiamo dunque considerare il discorso dopo la Cena e la Preghiera sacerdotale come il riassunto e la chiave di tutto l’insegnamento di Nostro Signore.

La necessità della penitenza e della mortificazione è indicata in alcuni versetti che ricordano le esortazioni svolte negli altri Vangeli. Non può esserci amore senza la fedeltà ai precetti che

abbiamo citato poco fa, non si può pretendere di seguire Gesù, essere suoi amici, se si rifiuta di portare la propria croce: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti» (14,15). «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama» (14,21). «Voi siete miei amici, se farete ciò che Io vi comando» (15, 14).

L’obbedienza ai comandamenti è il distintivo che separa dal mondo i discepoli eletti: «Signore, come è accaduto che devi manifestarTi a noi e non al mondo?» E Gesù risponde: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola… » (14,22 e 23). E questa frase basta a giustificare la condanna del mondo.

Nostro Signore non nasconde agli Apostoli le sofferenze e le contraddizioni che li attendono nella via della rinuncia: «Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo… per questo il mondo vi odia» (15,19). «Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come Io non sono del mondo» (17,14). «Voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà» (16,20). «Voi avrete tribolazioni nel mondo, ma abbiate fiducia; Io ho vinto il mondo!» (16,33).

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