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“Meditazioni alla certosa” di Julius Evola

“Meditazioni alla certosa”

di Julius Evola

Julius Evola

Il titolo del post che oggi vi propongo è identico a quello dell’articolo pubblicato su “La Stampa” di Torino, sabato 13 febbraio 1943 e firmato da Julius Evola, pseudonimo di Giulio Cesare Andrea Evola 1898 Ω 1974). Questi è stata una personalità controversa del Novecento, sul cui giudizio non intendo addentrarmi, ma gradisco riferirvi sulla sua testimonianza dalla città tedesca di Düsseldorf, fatta oggetto di massicci bombardamenti nel 1943. L’articolo apparso sul quotidiano torinese, appartiene ad un totale di sedici articoli da egli realizzati tutti in tempo di guerra, dall’ottobre 1942 al dicembre 1943. Evola si ritrova a meditare nei pressi della certosa di Hain e ci parla, elogiandola, della vita contemplativa e del suo senso profondo in un periodo storico di estrema tragicità. Dopo una intensa introduzione descrittiva del paesaggio che lo circonda e che vi riporto testualmente di seguito: Scheletri neri di alberi nudi. Un alto cielo di zinco. Un grande silenzio. In questa solitudine, portata da un’altura, sorge la calma linearità  di una facciata di chiesa, cui si allaccia un’alta cinta, oltre la quale si vede la sommità  di una serie regolare di piccoli edifici. Sul davanti, un piazzale con una grande croce nera. L’ingresso è chiuso, si direbbe da tempi remoti, da una pesante porta nera di legno scolpito. Un simbolo: sette stelle intorno ad una sfera sormontata da una croce, con la scritta: Stat crux dum volutur orbis. Tale è la Certosa di Hain, presso Dusseldorf.

A seguire la descrizione dello stile di vita dei monaci certosini, la loro storia, gli ambienti monastici e la straordinarie atmosfera  profusa dal canto gregoriano che si eleva nel cuore della notte. Inoltre il cronista ci riporta la citazione di un monaco da lui incontrato al quale ebbe a dire con sorriso: ”Wir haben Überhaupt keine ruhe”, ovvero non abbiamo nemmeno un momento di riposo, di tregua. Dopo una attenta ed approfondita analisi della vita contemplativa, in totale dicotomia con il tumultuoso periodo bellico di quegli anni, ad Evola gli ascetici certosini sembrano apparire come “ …gli unici punti luminosi e fermi in un mondo di agitazione e di nebbia, come gli sparsi fuochi di bivacco di coloro che vegliano e che ancora tengono fermo. Il testo completo dell’articolo a cui vi rimando, va interpretato ponendoci nell’ottica di colui che effettua questo reportage dalla certosa di Hain, durante gli ultimi mesi della sanguinosa seconda guerra mondiale e dalla martoriata terra tedesca, triste scenario di morte e distruzione.

Va detto che la certosa di Hain rimase prodigiosamente indenne durante gli eventi bellici, e proseguì senza interruzioni l’attività claustrale fino al 1964, quando fu demolita a causa della costruzione dell’aeroporto della vicina città di Düsseldorf, la sua comunità fu trasferita alla nuova certosa di Marienau. A memoria della presenza certosina campeggia nei pressi dell’area aeroportuale, dall’aprile del 1994, una suggestiva raffigurazione in bronzo del modello del monastero, una targa ed una statua molto realistica, raffigurante un monaco intento nella lettura realizzata dallo scultore Karl Heinz Klein.

articolo STAMPA 13 febbraio 1943

MARIA-HAIN  e monaci nel 1931

MARIA-HAIN e monaci nel 1931

statua in bronzo

statua in bronzo

modello certosa  in bronzo

modello certosa in bronzo

targa commemorativa

targa commemorativa

suggestiva nevicata

suggestiva nevicata

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