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La traccola

La traccola

traccola

Siamo arrivati alla Settimana Santa, nella quale vengono celebrati gli eventi accaduti negli ultimi giorni di vita di Gesù Cristo, ed in particolare la passione, la morte  e la risurrezione. Durante questa settimana, in segno di lutto per la morte di Cristo le campane sono silenti. All’interno delle certose, dove lo scorrere del tempo è scandito dal suono delle campane ciò è un problema. Difatti, il suono delle campane, ha una valenza fondamentale per lo svolgimento della vita monastica, sia per la precisa individuazione delle ore liturgiche che per il richiamo della preghiera comune. Per ovviare a questo problema, viene utilizzato uno strumento del quale oggi voglio parlarvi. Trattasi della traccola, esso è un rumorosissimo arnese in legno, che produce brevi e secchi rumori (tric-trac) tramite la rotazione di una lamella sfregata da una ruota dentata fissata su di un manico o su una manovella. Questo marchingegno è in dotazione di un fratello converso, il quale durante la settimana di passione con questo espediente va in giro intorno al Chiostro Grande ed in sostituzione del suono delle campane richiama l’attenzione dei Padri all’interno delle loro celle. Trascorso il suddetto periodo, il suono delle campane in certosa ritorna ad essere insieme ai rumori della natura la colonna sonora della vita di chi ha scelto l’isolamento monastico certosino.

Allo scopo di mostrarvene il funzionamento, vi offro questa breve clip estratta dal documentario “I solitari di Dio”.

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2 Risposte

  1. Bellissimo video, grazie!

  2. Mi fa piacere ricordare che, in alcune parrocchie di rito ambrosiano, è ancora presente l’antico uso, in sostituzione delle campane, del “Tric e trac” (l’analogo strumento musicale si chiama: raganella) che compete ai chierichetti (ministranti, secondo il rito romano) che, in coppia, partono dalla Chiesa e raggiungono i vari punti del territorio parrocchiale per segnalare, con i caratteristici rumori brevi e secchi, l’inizio delle principali celebrazioni della Settimana Santa: purtroppo, questa pratica – di uso generale e valida per tutte le parrocchie ambrosiane fino agli anni ’60 del secolo scorso – oramai è seguita soltanto da qualche parrocchia isolata o di montagna.

    Visto che siamo nella Settimana Santa, per l’indubbia utilità mi permetto segnalare che del grande certosino Dom Ludòlfo di Sassonia (Cartusialover 10.4.2012) è uscito in questi giorni, per i tipi San Paolo, un bel volume che riporta “Pagine scelte” dell’opera fondamentale “Vita di Nostro Signore Gesù Cristo” (che, nell’originale latino, si compone di oltre 1000 pagine…).

    Se ricordiamo (Cartusialover 10.4.2012) che l’opera di Dom Ludòlfo ha avuto un ruolo fondamentale nella conversione di Sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù (1540), sembra bello leggere “oggi” queste Meditazioni con un pensiero particolare al nuovo Vescovo di Roma, primo Papa gesuita, che nel proprio stemma ha mantenuto il monogramma con i tre chiodi neri della Passione.

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