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Apparizione della Vergine a Dom Pedro Faverio

Apparizione della Vergine a Dom Pedro Faverio

Apparizione della Vergine a pedro Faverio (V:Carducho)

Attraverso la già citata e mostratavi opera pittorica di Vicente Carducho, intitolata “Serie Cartujana”da oggi proverò a spiegarvi i singoli episodi che spinsero l’autore alla fedele riproduzione di eventi saldi nella memoria dell’Ordine certosino. Come vi ho già detto l’importanza di questo ciclo pittorico è rappresentata dal fatto che essa rappresenta una sorta di “pellicola” antelitteram sulla storia dell’Ordine. Spero che questa analisi descrittiva incontri il vostro interesse.

Dopo questa premessa, entriamo nella descrizione dell’episodio all’origine del quadro che vi propongo oggi:

“Aparición de la Virgen y el Niño a Pedro Faverio”

Nella storia certosina era ben vivido il ricordo dell’episodio accorso a Dom Pedro Faverio.

Questi era un monaco con una grande fama di santità per la sua saggezza e la sua  condotta monastica ineccepibile. Dopo esser stato nominato nel 1319 Procuratore, purtroppo si ammalò e un anno dopo le sue condizioni di salute divennero molto gravi. L’aneddoto che ha spinto Carducho alla realizzazione del dipinto, è legato agli ultimi giorni di vita di questo venerabile monaco. Dom Pedro dopo aver ricevuto i Sacramenti, è solo, agonizzante sul suo letto ed avverte la sensazione di essere raggiunto da orride figure mostruose, che gli rivolgono alcune domande. I quesiti mettono a dura prova le certezze sulla sana condotta di vita di Dom Pedro e sulla inutilità dei suoi sacrifici visto che i suoi giorni stanno per terminare, e che i peccati commessi non saranno mai cancellati. Sentendosi impotente e privo di forze il povero monaco rimane spaventato, e prova ad affidarsi alla preghiera per trovare conforto. Fu dopo qualche istante che apparve circondata da una luce immensa, ed attorniata da una schiera di angeli e cherubini la Santa Vergine con il Bambino Gesù. Essa pronunciò le seguenti parole: “Di cosa ti spaventi mio pio devoto? Sono qui per difenderti e per consolarti. Sappi che il sangue versato da mio Figlio ha cancellato tutti i peccati” e rivolgendosi alle bestie immonde presenti nella cella con un semplice sguardo le intimorì. A quel punto le figure demoniache obbedienti al volere della Vergine che gli impose di abbandonare la cella di Dom Pedro, scomparvero, e la stanza cominciò a riempirsi di un profumo celestiale, dando pace e serenità al povero monaco, che cominciò serenamente a recitare le Litanie dei defunti. Dopo qualche momento entrarono nella cella i suoi confratelli per assisterlo, ed avendo ascoltato il racconto del prodigio accadutogli, furono rapiti dall’aura di santità che emanava il confratello morente. Dom Pedro li fece avvicinare e pronunciò le seguenti parole: “Omnes Sancti e Sanctae Dei qui hic statis orate pro me” fu così che sorridendo con beatitudine spirò, e la sua santa anima ascese al Cielo.

Come potrete ammirare nel dipinto, il fatto narratovi è effigiato da Carducho con un realismo toccante, nel quale cogliamo questa doppia atmosfera, di dannazione e beatitudine raffigurata con l’uso perfetto dei colori delle sfumature e delle espressione dei volti dei protagonisti della vicenda. Il poco noto episodio legato a Dom Pedro Faverio, ha rappresentato nel tempo un elemento di meditazione sulla morte, sulla tentazione e sulla debolezza umana in prossimità del trapasso, esso è stato da monito ad intere generazioni di monaci certosini.

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