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L’Imitazione di Cristo Capitolo XXVIII°

L’Imitazione di Cristo

Libro II

Capitolo XXVIII°

CHI E’ COLUI CHE AMA IL BENE E LA PACE

Se, in primo luogo, manterrai te stesso nella pace, potrai dare pace agli altri; ché l’uomo di pace è più utile dell’uomo di molta dottrina. Colui che è turbato dalla passione trasforma anche il bene in male, pronto com’è a vedere il male dappertutto; mentre colui che ama il bene e la pace trasforma ogni cosa in bene. Chi è pienamente nella pace non sospetta di alcuno. Invece chi è inquieto e turbato sta sempre in agitazione per vari sospetti. Non è tranquillo lui, né permette agli altri di esserlo; dice sovente cose che non dovrebbe dire e tralascia cose che più gli converrebbe fare; sta attento a ciò che dovrebbero fare gli altri, e trascura ciò a cui sarebbe tenuto lui stesso. Sii dunque zelante, innanzi tutto , con te stesso; solo così potrai essere giustamente zelante con il tuo prossimo. Tu sei molto abile nel trovare giustificazioni per quello che fai e nel farlo apparire sotto una certa luce, mentre rifiuti di accettare le giustificazioni negli altri. Sarebbe invece più giusto che tu accusassi te stesso e scusassi il tuo fratello. Se vuoi essere sopportato, sopporta gli altri anche tu.

Vedi quanto sei ancora lontano dal vero amore e dalla umiltà di chi non sa adirarsi e indignarsi con alcuno, fuor che con se stesso. Non è grande merito stare con persone buone e miti; è cosa, questa, che fa naturalmente piacere a tutti, e nella quale tutti troviamo facile contentezza, giacché amiamo di più quelli che ci danno ragione. E’ invece grande virtù, e lodevole comportamento, degno di un uomo, riuscire a vivere in pace con le persone dure e cattive, che si comportano senza correttezza e non hanno condiscendenza verso di noi. Ci sono alcuni che stanno, essi, nella pace e mantengono pace anche con gli altri. Ci sono invece alcuni che non stanno in pace essi, né lasciano pace agli altri: pesanti con il prossimo, e ancor più con se stessi. Ci sono poi alcuni che stanno essi nella pace e si preoccupano di condurre alla pace gli altri. La verità è che la vera pace, in questa nostra misera vita, la dobbiamo far consistere nel saper sopportare con umiltà, piuttosto che nel non avere contrarietà. Colui che saprà meglio sopportare, conseguirà una pace più grande. Vittorioso su se stesso e padrone del mondo, questi è l’amico di Cristo e l’erede del cielo.

Орден картезианцев (in cirillico)

Орден картезианцев

(Ordine certosino)

mappa russa con statcruxdumvolviturorbis

L’articolo odierno nasce dalla esigenza di voler coinvolgere nella conoscenza dell’Ordine certosino, gli amici lettori della Russia. Voglio segnalare pertanto un interessante sito realizzato interamente in lingua russa, che potrà soddisfare tutti coloro che non riescono con il solo uso dei translate a comprendere la vita certosina, attraverso questo blog. Il collegamento verrà da oggi inserito nel blogroll, e sarà consultabile da chi vorrà comprendere a fondo l’universo certosino, direttamente in cirillico.

Comunico questo dato con la speranza che risulti utile ai tanti amici russi, i quali potranno così aiutarmi nella diffusione della profonda spiritualità certosina nel loro paese. Sembra una impresa ardua, ma vi assicuro che non sono pochi i contatti provenienti da quella vastissima area geografica, che appare religiosamente lontana ma che è attratta dalla vita eremitica ed ascetica certosina.

I contenuti del sito che vi segnalo sono molto dettagliati, con una sezione dedicata ai salmi ed al messale certosino  che catturerà di certo la vostra attenzione. Vi suggerisco inoltre una sezione di file audio, con tracce abbreviate di canti della Grande Chartreuse, ed il cui ascolto sicuramente vogliate gradire.

Vi lascio all’ascolto di questa offerta sonora,  con l’auspicio che possa allietarvi durante la consueta pausa che Cartusialover si concede durante la stagione estiva.

Buone Vacanze estive a tutti voi ed a presto…

Antifona: Nuptiae factae sunt  (. mp3, 353 KB, tempo 0:01:00)
. Giovanni 2:1-2 “Nuptiae factae sunt in Cana Galileae, et erat Mater Jesu Ibi. Vocatus est aute Gesù et discipuli eius annuncio nuptias ».
Antifona: Deficiente Vino  (. mp3, 321 KB, tempo 0:00:41)
. Giovanni 2:3-4 “Deficiente Vino, Dicit Mater Jesu ad eum:” Vinum non habent “. Et Dicit EI Gesù: “Quid mihi et tibi est mulier?Nondum venit hora mea “».
Comunione: Dicit Dominus  (. mp3, 791 KB, tempo 0:01:41)
. Giovanni 2:7-11 “Dicit Dominus:” Implete idrie Acqua, et ferte architriclino “. Dum gustasset architriclinus acquam vinum factam, Dicit sponso: “Servasti vinum bonum usque adhuc!” Hoc signum fecit Gesù primum coram discipulis suis ».
Antifona: Hoc fecit  (. mp3, 372 KB, tempo 0:00:47)
. Giovanni 2:11 “Hoc fecit Initium signorum Gesù a Cana Galileae, et manifestavit Gloriam suam, alleluia”.
Lazzaro  (mp3, 701 KB, a lungo. 00:01:29)
Giovanni 11:11. «Lazzaro Noster Amicus dormit sed Vado UT A somno exsuscitem eum”.
Ego sum ​​Resurrectio  (mp3, 438 KB, tempo 0:00:56.)
Giovanni 11:25-26. “Ego sum ​​qui Resurrectio et Vita Credito me in Si et mortuus fuerit Vivet Omnis et qui et Vivit Credito me non morietur in aeternum ».
Videns Dominus  (. mp3, 575 KB, tempo 0:01:13)
. John 11:33.35.43-44 “Dominus videns flentes sorores Lazari annuncio Monumentum, lacrimatus est coram Iudaeis et exclamavit” Lazare Veni Foras “; et prodiit ligatis manibus et Pedibus, qui fuerat quatriduanus mortuus ».
Antifona: Collegerunt  (. mp3, 1.83 MB, durata 0:05:19)
. John 11:47-50.53 “Collegerunt Pontifices et Pharisaei Concilium, e dicebant:” Quid facimus, quia multa HIC Homo Signa Facit? Si dimittimus eum sic, omnes credent in eum “. – Ne forte veniant Romani, et tollant nostrum locum et gentem. – Unus autem ex schede IPSI, Caifa nomine, cum ESSET Pontifex Anni illius, prophetavit, dicens: “Expedit vobis ut unus moriatur homo pro populo, et non tota gens pereat”. – Ab illo ergo die cogitaverunt interficere eum, dicentes: “Ne forte veniant Romani, et tollant nostrum locum et gentem” ».
Alleluia: Hic est Discipulus  (mp3, 992 KB, tempo 0:02:07.)
Giovanni 21:24. “Alleluia! Hic est discipulus ille qui testimonium perhibet de la sua: et scimus quia verum est testimonium eius ».
Responsorio: Fulcite  (. mp3, 717 KB, tempo 0:01:31)
. Cantico dei Cantici 2:5,7,8 “Fulcite me floribus, stipate me Malis, Quia Amore langueo. – Adiuro vos, filiae Jerusalem, SI inveneritis dilectum, ut annuntietis EI ».
Comunione: Dominus  (. mp3, 506 KB, tempo 0:01:04)
. Salmo 17:03 “Dominus firmamentum meum, et Refugium meum, et Liberator meus: Deus meus, ADIUTOR meus”.
Antifona: Amen, Amen  (. mp3, 423 KB, tempo 0:00:54)
Giovanni 10:1. “Amen amen dico vobis: qui non intrat per ostium a Ovile ovium sed ascendit aliunde Fur Ille est et latro”.
Responsorio: Audiam  (. mp3, 881 KB, tempo 0:01:52)
. Salmo 25:7; 118:121 “Audiam, Domine, vocem Laudis tuae, et enarrem Universa mirabilia Tua. – Benedictus es, Domine, doce me iustificationes tuas ».
 

L’Imitazione di Cristo Capitolo XXVII°

L’Imitazione di Cristo

Libro II

Capitolo XXVII°

L’UMILE SOTTOMISSIONE

Non fare gran conto di chi ti sia favorevole o contrario; piuttosto preoccupati assai che, in ogni cosa che tu faccia, Dio sia con te. Abbi retta coscienza; Dio sicuramente ti difenderà. Non ci sarà cattiveria che possa nuocere a colui che Dio vorrà aiutare. Se tu saprai tacere e sopportare, constaterai senza dubbio l’aiuto del Signore. E’ lui che conosce il tempo e il modo di sollevarti; a lui perciò devi rimetterti: a lui che può soccorrerci e liberarci da ogni smarrimento.

Perché ci possiamo mantenere in una più grande umiltà, è sovente assai utile che altri conosca i nostri difetti, e che ce li rimproveri. Quando uno si umilia per i propri difetti facilmente fa tacere gli altri, e acquieta senza difficoltà coloro che si sono adirati contro di lui. All’umile Dio dona protezione ed aiuto; all’umile Dio dona il suo amore e il suo conforto; verso l’umile Dio si china; all’umile largisce tanta grazia, innalzandolo alla gloria, perché si è fatto piccolo; all’umile Dio rivela i suoi segreti, invitandolo e traendolo a sé con dolcezza. Così colui che umilmente ammette la propria colpa si sente pienamente in pace, avendo egli la sua dimora in Dio, e non nel mondo. Non credere di aver fatto alcun progresso spirituale, se non ti senti inferiore ad ogni altro.

Un miracolo del beato Niccolò Albergati

Un miracolo del beato Niccolò Albergati

beato Niccolò Albergati

A seguito della sua morte, il culto nei confronti del cardinale certosino Niccolò Albergati si sviluppò a causa dei numerosi miracoli che ricevettero coloro che umilmente ne implorarono la intercessione. Le reliquie, costituite anche da ceneri e frammenti residui del suo mal di pietra (calcoli renali) giovarono a chi le “usò”, per allontanare malattie e ricevere grazie.

Dei tanti miracoli documentati, ho scelto per voi quello accorso l’8 agosto del 1665 alla moglie di Giovanni Benvenuti di Firenze. La donna Maria Maddalena Coccolini era da cinque giorni in preda a fortissime doglie che le arrecavano notevole sofferenza, e che fino al giorno undici divennero sempre più insopportabili. Alla qual cosa i medici al suo capezzale, si resero conto che probabilmente la donna era irrimediabilmente avviata verso un triste destino, poiché impossibilitati a risolverle il problema. Ma dietro suggerimento di Padre Jacopo Pettinelli monaco certosino di Firenze nonché parente di suo marito, Maria Maddalena decise disperata di invocare Albergati: “O beato Niccolò della croce aiutatemi!!!”

Al termine di questa invocazione, il marito e gli altri figli piangenti e rassegnati alla sua dipartita, furono destati dall’improvviso lieto evento, ovvero la nascita di un bel bambino.  Convintasi della prodigiosa intercessione del beato certosino, ed avallata in questa idea dalle sue levatrici, le quali confermarono che il bambino si trovava in una posizione contorta che avrebbe naturalmente impedito il parto. Ciò spinse la donna chiamare suo figlio Niccolò in onore del suo benefattore e ipotizzò per il nascituro un futuro tra i monaci certosini. Ma quattro anni dopo la nascita, un altro evento prodigioso occorse alla mamma ed al suo bambino. Il 21 ottobre del 1669, il bimbetto cadde da uno sgabello su cui era salito sfuggendo al controllo della mamma, e gli esiti del ruzzolone furono severi. Soccorso tempestivamente fu condotto, privo di sensi, dal cerusico di famiglia che provò a ricucire un taglio profondo che alla base della testa si era aperto da un orecchio all’altro. Alla disperazione della madre fece eco la rassegnazione del medico, che previde la morte del bambino nelle ore successive. A questo punto Maria, sempre devota a Niccolò Albergati implorò un’altra grazia per il suo piccolo Niccolò, che il beato aveva voluto far nascere prodigiosamente. La pia invocazione ben presto vide il suo esito positivo, difatti dopo qualche giorno il bambino si svegliò e sorrise alla mamma, ma la cosa ancor più strabiliante fu che a seguito di una attenta constatazione di diversi dottori non vi fu trovata nessuna traccia della severa ferita lacero contusa conseguenza dei danni della rovinosa caduta. Ci tengo ad affermare che i fatti su menzionati furono attestati sotto giuramento presso un notaio di Firenze, che ascolto i medici ed i testimoni di questa vicenda prodigiosa. Evidentemente la Provvidenza attraverso il beato Niccolò Albergati e la sua intercessione aveva operato scegliendo il piccolo Niccolò che divenne un fervente monaco certosino.

beato Niccolò Albergati antica stampabeato Niccolò prega per noi