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Dom Innocent Le Masson, il Luigi XIV dei certosini

Dom Innocent Le Masson ,il Luigi XIV dei certosini

Dom Innocent le Masson  (Bertholet Flémal 1649)

Il personaggio di cui voglio parlarvi in questo odierno articolo è stato il cinquantesimo Ministro generale dell’ordine certosino, ed il suo nome Dom Innocent Le Masson ha lasciato una traccia indelebile nella storia  dell’Ordine.

Philippe Le Masson, nacque a Noyon il 21 dicembre del 1627, e venne battezzato il giorno seguente nella chiesa di San Godeberthe la medesima nella quale fu battezzato Giovanni Calvino nel 1509. Figlio di Louis Le Masson e Adrienne Gillot una famiglia borghese di Noyon, il piccolo Philippe fu cresciuto educato e poi mandato al collegio di Capettes, dove si distinse come un eccellente studioso. Nel 1645, al raggiungimento del diciottesimo anno di età, ottenne dal priore della certosa di Mont-Saint-Louis, nei pressi di Noyon, il permesso di poter entrare nel monastero come postulante. Dopo circa un mese il giovane Philippe, decise di entrare in Noviziato, scegliendo il nome di Innocent, in onore dell’allora pontefice Innocenzo X. Nel 1646, a diciannove anni, egli prese i voti facendo la professione solenne, dopo pochi anni Innocent si distinse per il suo talento e divenne dapprima Vicario e poi Maestro dei novizi. Durante questo mandato, Dom Le Masson, nel 1662, scrisse il suo primo testo rivolto all’attenzione dei suoi giovani religiosi, dal titolo “Teologia e pratica morale”. L’anno seguente a seguito della morte di Dom Marcotte, egli fu eletto priore della certosa di Noyon. Assumendo la guida del convento, egli improntò una severa trasformazione architettonica e curò con diligenza gli affari amministrativi dedicandosi a sanare i controversi rapporti con alcuni proprietari di diritti feudali. Apprezzato per le sue molteplici qualità, fu nominato dal Capitolo Generale nel 1669 convisitatore della provincia della Piccardia, ma nonostante i crescenti impegni, Dom Innocent realizzò un’altra opera dal titolo:”Introduzione alla vita religiosa perfetta”.  Successivamente, a seguito della morte del Priore Generale Dom Jean Pegon avvenuta il 15 ottobre del 1675, Dom Innocent Le Masson venne eletto per sostituirlo il 4 gennaio del 1676. Fu così che dopo trent’anni trascorsi nella certosa della sua città natale a Noyon, dovette lasciare definitivamente il complesso monastico di Mont Saint-Louis per trasferirsi alla Grande Chartreuse per cominciare un nuovo cammino. Egli accettò malvolentieri questa elezione poiché aveva una salute precaria e soffriva d’insonnia, tuttavia come vedremo divenne ben presto una guida  eccelsa, un vero faro per il suo Ordine. La Provvidenza lo mise da subito di fronte ad una enorme prova, difatti il 10 aprile del 1676 la casa madre certosina subì l’ennesimo incendio. Il fuoco sviluppatosi da un caminetto del suo alloggio si propagò per buona parte del complesso monastico, distruggendolo in buona parte, facilitato dalla scarsità di mezzi per combattere gli incendi e soprattutto per le tipiche coperture dei tetti fatte in legno d’abete rosso (essendoles) facilmente combustibili. Dopo questa tragedia, Dom Innocent decise di ricostruire il complesso monastico con un diverso criterio architettonico, in un luogo più areato, e soprattutto si deve al suo intuito la installazione delle coperture dei tetti in ardesia, materiale ignifugo ed ideale per resistere alle variazioni climatiche, tant’è che tuttora ricopre i tetti della Grande Chartreuse. Nonostante queste disparate occupazioni, Dom Le Masson continuò ad impegnarsi nei suoi studi realizzando molteplici opere, tra cui una nuova collezione degli statuti dell’Ordine dal titolo “Disciplina ordìnis carthusiensis”, ed approvati da Papa Alessandro nel 1699, nel quale si provava con bolle papali testi ed annotazione che l’Ordine certosino aveva la approvazione pontificia fin dalle sue origini, in risposta a quanti dissentivano da ciò.  Successivamente scrisse un Direttorio per i novizi, una Introduzione alla vita religiosa interna che tradusse anche in latino. Un Direttorio su moribondi, una traduzione in francese del supplizio della B.Vergine, del supplizio dei defunti, dei sette Salmi Penitenziali, del Salmo sulla Beata immacolata, una traduzione del Cantico dei Cantici con note meditative ed altri scritti minori. Fu quindi anche un alacre scrittore, esercitando non solo con i suoi testi una profonda battaglia contro quietisti e giansenisti . Dovette affrontare dolorosamente l’allontanamento delle certose spagnole e portoghesi che costituirono una Congregazione autonoma che durerà fino al 1867. Fu quindi uno strenuo difensore della ortodossia religiosa, difendendo i canoni del Concilio di Trento vigilando sulla loro corretta attuazione all’interno dell’Ordine. Dom Innocent, seppe tenere compatti i suoi confratelli, circa 1700 distribuiti in 170 certose, attraverso una massiccia mole di epistole, si narra che scrivesse un centinaio di lettere a settimana mantenendo contatti stretti  e sempre sereni.  Da tutti fu considerato un Reverendo Padre molto amabile, i suoi confratelli ebbero a dire che “ascoltava con pazienza e rispondeva con estrema dolcezza”. La sua spiccata personalità, il suo enorme talento, e la vibrante e ferma energia dei suoi testi fanno di Dom Le Masson, uno fra i più importanti Generali della storia certosina. Anni fa il cardinale francese Jacques Martin realizzò un interessante libro sulla vita e la dottrina spirituale di Dom Innocent definendolo:“Il Luigi XIV dei certosini”, in riferimento alla sua incessante attività. Essa infatti continuò ininterrottamente fino all’8 maggio del 1703, quando all’età di 76 anni si spense, dopo aver trascorso 58 anni di vita monastica di cui 27 come Priore Generale. Le sue spoglie mortali riposano nel cimitero dei Padri nella Grande Chartreuse.

Immagine copertina libro

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