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La vita di san Bruno: il ritorno al desertum

La vita di san Bruno: il ritorno al desertum

Preghiera a San Bruno

Con non poco coraggio Bruno ha osato contraddire la volontà del Papa, dopo avergli ampiamente mostrato estrema disponibilità e fedeltà. Ma le ragioni di Bruno sono ampiamente comprese dal suo vecchio discepolo che percepisce l’animo di elevata tempra spirituale del suo Maestro. Difatti Bruno anela al ritorno al deserto di Cartusia, per ricongiungersi con i suoi confratelli e riprendere la sua vita eremitica ed ascetica da tempo interrotta(circa un anno). Il Papa comprese le motivazioni, dettando però una condizione a Bruno, ovvero che avrebbe potuto riprendere la sua vita austera e contemplativa, ma avrebbe dovuto svolgerla nei territori a sud dello stato pontificio. Questa pretesa era dettata dall’esigenza di avere una presenza forte ed autorevole che strategicamente mantenesse gli equilibri con i Normanni, ed i popoli del vicino Oriente, nel tentativo di favorire il processo di latinizzazione della Chiesa nel meridione italico. Bruno viene quindi esortato ad andare in Calabria, dove avrebbe potuto ritrovare luoghi simili a quelli lasciati nel Delfinato in Francia, per poter riprendere la sua vita dedita alla ricerca di Dio nell’isolamento. La tela che segue illustra Bruno che si congeda dalla corte pontificia, siamo nel 1091, inginocchiato bacia riconoscente il santo Padre che, sull’uscio di una imponente costruzione,  lo lascia partire per l’anelato desertum. Sullo sfondo si vedono i confratelli di Cartusia, che saputa la notizia del commiato di Bruno da Roma  sembrano attenderlo impazientemente. Essi ignorano che la loro guida spirituale sarà costretto ad indirizzarsi verso un altro luogo, per poter ricominciare la vita monastica. Sulla destra il conte Ruggero il normanno, viene così simbolicamente rappresentato il passato ed il futuro di Bruno!

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Il quadro seguente fa parte della iconografia classica legata a san Bruno. Viene infatti raffigurato un episodio prodigioso accaduto al Conte Ruggero il normanno, che appare sdraiato su di un letto all’interno di una tenda da accampamento militare. Egli infatti sta ponendo sotto assedio la città di Capua (1098), all’improvviso viene destato dal sonno dalla prodigiosa apparizione di Bruno, il quale lo avverte del tradimento del capitano greco Sergio a capo di duecento armigeri a lui fedeli. Il conte destatosi prodigiosamente dal sonno, riuscì a sventare la congiura ordita nei suoi confronti, ed a far arrestare i traditori. Lo sfondo è sublime con un cielo cupo rischiarato da un quarto di luna che lascia intravedere le mura della città campana, e i soldati a cavallo che tentano la congiura.

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A seguito di questo episodio Ruggero, come vediamo nel dipinto successivo, nel recarsi tra le selve intricate ed i boschi impervi dei suoi possedimenti nelle Serre calabresi, per una battuta di caccia scorse, grazie al latrato dei suoi cani, il santo eremita in una spelonca isolata, intento a pregare. Riconobbe la figura di bianco vestita, che, apparsagli in sogno lo aveva messo in guardia, per volersi sdebitare, decise di offrire a Bruno  oltre al luogo solitario, situato tra Arena e Stilo, ove poter edificare un insediamento monastico anche le foreste circostanti, i terreni, le acque, le montagne della zona. Nel quadro si vedono al centro il santo, che genuflesso ringrazia il suo benefattore, il quale appare in armatura indicante una struttura, che pare l’eremo di Santa Maria nel Bosco che verrà in seguito edificato.  Fra Manuel Bayeu ancora una volta si pone al centro della scena, alle spalle d Bruno con l’abito da converso ,con le mani giunte e con lo sguardo rivolto al benefattore.

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