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La vita di san Bruno: il dies natalis in Calabria

La vita di san Bruno: il dies natalis in Calabria

San_Bruno-Brunone

Ritrovata la agognata vita eremitica tra le Serre calabresi, Bruno potè dare avvio ad un altro insediamento in linea ai suoi dettami di vita. L’esperienza vissuta a Cartusia la riprodusse in Calabria dove condivise insieme ad un gruppo di eremiti la pregressa impostazione di vita. Bruno visse in Calabria per dieci anni. Saranno due lettere a chiarirci le esatte condizioni di vita e le emozioni di Bruno in quei nuovi luoghi.

Oggi è domenica come quel 6 ottobre del 1101, allorquando la vita di Bruno terminò per consentirgli il ritorno alla casa del Padre.Il suo culto fu approvato da Leone X (1513-1521) e confermato da Gregorio XV (1621-1623)

Bayeu tratta questo funesto episodio, raffigurando disteso su di un catafalco posto nella sua cella Bruno defunto, circondato da tredici monaci attoniti e lacerati dal dolore per la dipartita della loro guida spirituale. I candelabri a bordo del letto ed un secchiello con acqua benedetta con relativo aspersorio, arricchisce di particolari la scena nella quale i monaci sono intenti a pregare, leggere scritture sacre, tentando di confortarsi l’un l’altro. Sullo sfondo della parete di desta in alto su di uno scaffale appaiono un leggio, una clessidra ed un teschio. Una ferma allusione allo scorrere fugace del tempo ed alla caducità della vita. Si conclude così il passaggio terreno di un uomo di fede, che aveva percepito come  Dio permette che nella solitudine e nel silenzio « quies », l’anima « capti » già quaggiù « l’eterno », Fugitiva relinquere et aeterna captare.

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Infine al termine del ciclo pittorico, Fra Bayeu, come ultima testimonianza realizza una tela raffigurante una scena colossale. Al centro del dipinto proveniente da un agglomerato di nuvole celesti, irrompe la Vergine Maria con un alone di luce brillante. Maria è vestita con una veste rossa ed avvolta in un mantello azzurro, Ella è effigiata attorniata da tanti monaci certosini che la ammirano. Due di essi in ginocchio per adorarla ricevono le mani benedicenti, che con fare protettivo sfiorano il loro capo. Questo quadro vuole testimoniarci la protezione speciale, materna, della Vergine Maria all’Ordine certosino nei secoli, contraccambiato dalla particolare dedizione ad essa che i monaci certosini hanno ogni giorno. La chicca della tela, è la firma vezzosa sotto forma di autoritratto del pittore, che stavolta oltre al porsi al centro della scena in abito da converso e con la solita barba, si dipinge mentre regge la tavolozza ed i pennelli, e con lo sguardo rivolto allo spettatore.

Ho voluto ripercorrere con voi la vita di san Bruno, una di quelle sette stelle, che dopo oltre nove secoli brillano fulgide nel firmamento della Fede in Cristo. Questa celebrazione possa far risplendere in ognuno di noi la purezza di spirito e la Bonitas, che contraddistinse la personalità sviluppata nella esperienza spirituale di san Bruno, la quale gli permise di trascendere i luoghi ed i tempi.

San Bruno, padre e patriarca della famiglia certosina, prega per tutti noi.

candela votiva

Amen

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