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“La apparizione di Basilio di Borgogna al suo discepolo Ugo di Lincoln”

“La apparizione di Basilio di Borgogna al suo discepolo Ugo di Lincoln”

Ancora un dipinto del ciclo di Vicente Carducho, dal titolo “La apparizione di Basilio di Borgogna al suo discepolo Ugo di Lincoln”. L’episodio descritto in questa tela ci narra, che poco dopo la sua morte, Dom Basilio ottavo Priore Generale dell’Ordine certosino apparve ad un suo discepolo, Ugo di Lincoln, divenuto dopo tante traversie anch’egli certosino. Ma cerchiamo di inquadrare i fatti ed i personaggi. Innanzitutto conosciamo meglio Dom Basilio, che come detto divenne Priore Generale giovanissimo, a 25 anni nel 1151 succedendo a s. Antelmo di Chignin. Durante il suo generalato, nel 1155  egli decise che il Capitolo Generale si sarebbe tenuto una volta l’anno, e più precisamente il giorno della festività di San Luca, il 18 ottobre. Stabilì inoltre, nel 1163, che tutti monasteri certosini avrebbero dovuto sottostare alle decisioni della Grande Chartreuse, compiendo un passo importante verso l’unità dell’Ordine. Basilio va anche ricordato per aver introdotto istituzionalmente l’uso del canto gregoriano nell’Ufficio dei certosini, inoltre, dietro sua richiesta ricevette dal Pontefice Alessandro III, una bolla nella quale si riconosceva l’Ordine certosino e la conferma delle sue istituzioni. Insomma possiamo asserire che fu un personaggio di grande spessore, è infatti considerato da tutti una delle colonne portanti dell’Ordine. Scrisse molti testi e fu fervente e conosciuto nella sua attività monastica attirando alla vita monastica  sia preti che laici. Egli ricevette a Grande Chartreuse personaggi come Gerardo conte di Nevers ed appunto Ugo di Lincoln.  Basilio morì in odore di santità il 14 giugno del 1173, dopo ventitrè anni di generalato. Ma detto ciò torniamo al soggetto del dipinto che raffigura Ugo di Lincoln, in preda a turbamenti nella sua cella, a cui appare Basilio, avvolto in un bagliore di luce tra nubi, e che viene raffigurato nell’atto di liberare da legacci il cuore del giovane Ugo. Alle cui spalle nelle tenebre dell’angustia appare una donna lasciva discinta con un crostaceo, ed in basso un demone dalle orride sembianze. La simbologia appare molto forte e sembra evidente come al buio dei tormenti si contrappone la luce della scelta di vita monastica confortata dalla visione di Dom Basilio. In quanto al crostaceo esso rappresenta instabilità ed incostanza, incarnando il peccato ed il demonio che si ritiene camminino all’indietro.

Ma perché? Cosa accadde ad Ugo da essere così turbato ed afflitto dalla tentazione?

Il pittore Carducho si riferisce ai turbamenti giovanili di Ugo, che nel 1159 fu inviato in un convento non lontano da Avalon suo luogo natìo costretto a dedicarsi alla predicazione e ad alle attività parrocchiali. Ma egli soffriva tale condizione, poiché votato ad una vita contemplativa. Recatosi con un suo amico in visita alla Grande Chartreuse, conobbe Dom Basilio al quale confessò il suo desiderio di diventare certosino. Il priore per sottoporre a prova la sua vocazione lo dissuase da tale desiderio, esortandolo a riprendere la sua attività, ed Ugo risentito giurò di non accostarsi mai più alla vita certosina!

Successivamente in preda a tormenti riferiti nel dipinto, Ugo si rese conto che non poteva tenere fede a quel giuramento effettuato con estrema superficialità, e senza tener conto della volontà di Dio che spesso prevarica la nostra. Con grossi turbamenti si recò nel 1153 alla Grande Chartreuse, dove fu accolto amorevolmente da Dom Basilio, e dove fece il suo ingresso come novizio, dando inizio alla sua vita da certosino. Ugo di Lincoln si rivelerà in seguito come un’altra colonna portante della storia del glorioso ordine monastico fondato da San Bruno.

Il solito puzzle, vi farà cogliere i particolari di questo splendido dipinto.
preview30 pieceLa apparizione di Basilio di Borgogna al suo discepolo Ugo di Li

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