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Il cavallo certosino

Il cavallo certosino

cavallo cartujanos

Questa volta parleremo indirettamente dei monaci certosini, ovvero, del ruolo determinante che essi hanno avuto nel mantenimento di questa razza di cavalli che ha appunto preso il nome di certosino.

Prima di parlare della storia di questo destriero, va detto che esso è caratterizzato da un manto grigio chiaro, che ricorda il colore dell’abito monastico, ha la testa piccola collo arcuato ed arti sottili ed ha un carattere docile e mansueto. Va anche precisato che nella certosa di Jerez, sin dal 1484 i certosini decisero di istituire un’allevamento di cavalli di razza Andalusa, di cui si presero cura con amore e dedizione. Trascorsi molti secoli  i monaci furono determinanti per la creazione del cavallo noto come certosino, “cartujo”  o “cartujano”.

L’origine del cavallo certosino risale agli inizi del XVIII secolo, allorquando i fratelli Zamora acquistarono presso Jerez de la Frontera in Spagna uno stallone per farlo accoppiare con le proprie cavalle. Esclavo fu il nome del miglior puledro che nacque con eccellenti caratteristiche morfologiche, e divenne presto anch’egli un riproduttore di una specie ormai nota nella zona come Zamorranos dal nome degli allevatori. Alla morte dei fratelli Zamora l’allevamento passò nel 1730, ai monaci certosini della vicina certosa di Jerez, i quali con meticolosa dedizione si dedicarono a perfezionare la razza con sangue Andaluso e con apporto di incroci di razze Arabe e Berbere.

La conoscenza e la cura scrupolosa dei monaci rese possibile il risultato finale ossia  il cavallo cartujo!!!

Un esemplare di rara bellezza, un cavallo leggero e aggraziato, che ricorda i cavalli orientali con l’aggiunta della docilità. Fu un purosangue apprezzato e desiderato nelle migliori corti europee, e scelto dai re di Spagna. Successivamente,  nonostante le leggi napoleoniche e la conseguente soppressione della certosa di Jerez, i monaci riuscirono a conservare e mettere in salvo solo due stalloni e sei giumente di questi meravigliosi esemplari. E’ quindi grazie alla loro tenacia ed amore per la conservazione della specie, che questa superba razza equina e sopravvissuta fino ai giorni nostri.

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2 Risposte

  1. A volte alcune coincidenze ci fanno pensare… A proposito dei cavalli certosini, ti riporto di seguito una parte del dialogo tra il “passeggero” e il monaco che conduceva la carrozza. Dal libro “L’angelo che custodiva gli atomi”:
    -Come ho detto prima; si possono immaginare tanti fatti. Nel 1514 si fece la canonizzazione del nostro Fondatore, questo è un evento che so ma, per continuare il discorso, sono sicuro che quelle cose scritte sono tutte successe. Per continuare il discorso dei cavalli, nel libro dei padri spagnoli si legge che nel 1776, il padre certosino Juan Madera, venne nella certosa di Serra con un carro e due pariglie di cavalli di razza Andalusa; due al tiro e due di scorta. Questa razza fu poi continuata in certosa e fu mescolata con quella dei cavalli di Calabria. Anche i contadini del posto hanno usato questa razza di cavalli. Padre Juan Madera era il Priore della certosa andalusa di Jerez, che era stata chiusa, e portò con sé anche oggetti sacri e un quadro della Vergine che era stato un dono del Comune spagnolo di Llerena al suo monastero.

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