• Translate

  • Memini, volat irreparabile tempus

    maggio: 2014
    L M M G V S D
    « Apr   Giu »
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031  
  • Guarda il film online

  • Articoli Recenti

  • Pagine

  • Archivi

  • Visita di Benedetto XVI 9 /10 /2011

  • “I solitari di Dio” di Enzo Romeo

  • “Oltre il muro del silenzio”

  • “Mille anni di silenzio”

  • Live from Grande Chartreuse

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi e-mail.

    Segui assieme ad altri 377 follower

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.
  • Live da Lourdes



La solitudine, la più squisita delle amiche

La solitudine, la più squisita delle amiche

(Un certosino)

certosino in solitudine

Tratto da un brano di un certosino, anonimo come da tradizione, probabilmente maestro dei novizi, che in questo sermone partendo da san Bruno elogia mirabilmente la solitudine.

” San Bruno stesso, meglio che alcuni dei suoi figli, ha indicato la relazione precisa tra solitudine e santità. In una lettera che scriveva al suo amico Raoul Le Verd, esortandolo a mantenere il voto che avevano fatto insieme «di fuggire questo mondo effimero… e di rivestire l’abito monastico», egli dice: «Quanta utilità e gioia divina apportino la solitudine e il silenzio dell’eremo a coloro che li amano, lo sanno solo quelli che ne hanno fatto l’esperienza. Qui infatti gli uomini generosi possono raccogliersi quando vogliono, dimorare in se stessi, coltivare alacremente i germi della virtù e bearsi dei frutti del Paradiso. Qui si acquista quello sguardo pieno di serenità che ferisce d’amore lo Sposo celeste, quell’occhio puro e luminoso che vede Dio. Qui il riposo è unito al lavoro, l’attività è senza agitazione e senza turbamento. Qui Dio, in ricompensa delle battaglie sostenute, dona ai suoi atleti la desiderata mercede, cioè la pace che il mondo ignora e la gioia dello Spirito santo. Fratello carissimo, possa tu non avere che un solo desiderio, quello di essere attratto da questa pace e questa gioia, e ardere di divino amore!». San Bruno in questa lettera ha descritto la profonda bellezza della vita solitaria nell’intimità con il Signore, ma prima di imparare a vivere con Dio, il monaco in solitudine deve anzitutto imparare a vivere con se stesso. La teoria è semplice: dimenticarsi. La pratica può essere ben più difficile. La solitudine non ha alcun bisogno di incaricare un maestro dei novizi per agire in suo nome; essa si mette all’opera con ardore. I suoi metodi sono rudi; almeno la maggior parte dei nuovi venuti giudica cosi, tanto che la solitudine perde la maggioranza delle reclute. Si va altrove a cercare un maestro più dolce. Ma «andarsene» è al di sotto della verità per tutti quelli – e il numero è grande – che fuggono in un reale panico.

Nella cella che la Regola obbliga a non lasciare, non vi è possibilità di sfuggire a se stessi. Bisogna affrontare questa situazione. Certo il tentarlo da soli è semplicemente impossibile, perché ci si trova in faccia alla propria miseria, alla propria impotenza, vinti dal sentimento di una totale debolezza. Nel suo isolamento, il monaco è privato di ogni conforto umano e non ha né un’occupazione né un interesse in cui trovare un rimedio. Non ha niente né nessun altro che Dio e Dio solo in cui trovare, nello stesso tempo, la ragione di continuare a vivere e la forza di farlo. Il senso della cella gli diventa ora terribilmente chiaro: «Va’ a Dio oppure vattene!». Chi accoglie la vocazione alla solitudine è semplicemente costretto a cercare tutto il suo coraggio e tutta la sua forza ad ogni istante in Colui nel quale vive e si muove. E con un’amorosa mancanza di misericordia, Dio opprime coi suoi colpi l’anima che vuole presentare a se stesso come una fidanzata radiosa, senza macchia né ruga. Nella solitudine si giunge a una conoscenza sempre crescente del proprio nulla e alla percezione sempre più chiara che Dio è tutto per l’anima: forza, luce, vita e amore. «Stolto io ero e non capivo, davanti a te stavo come una bestia. Ma io sono sempre con te; tu mi hai preso per la mano destra, mi guiderai con il tuo consiglio e poi mi accoglierai nella tua gloria (Sal 73,22-24). Perché l’ora della liberazione è vicina… quando «Dio darà ai suoi atleti la ricompensa dei loro combattimenti». E attraverso simili prove che «nella solitudine e nel silenzio dell’eremo si acquista quell’occhio il cui sguardo sereno ferisce d’amore lo Sposo dell’anima». Non vi è bisogno di parlare dell’effetto di tali sofferenze sulla vita di preghiera: si può comprenderlo facilmente dalla lettera di san Bruno. Battuto, piegato, schiacciato, spogliato di sé come di ogni apprezzamento ingannevole e illusorio su se stesso, vuoto e aperto davanti a Dio, passivo e recettivo a ciò che egli si degnerà di accordargli, la sua preghiera è diventata sempre più un lungo sguardo fisso sul Diletto, uno sguardo che da principio ha implorato aiuto e pietà, poi ha languito di speranza e di desiderio, e infine ha esultato di una riconoscenza e di un amore senza parole. Liberato dalla tirannia dei sensi, acquietatasi infine l’immaginazione, il cuore può continuare ad amare. Questa semplice e amorosa unione dei cuori – l’uno che si effonde nell’altro – è continua per quasi tutta la giornata. La solitudine non è più un maestro crudele. È la più squisita delle amiche. Essa è piena della presenza del Diletto”.

Annunci

3 Risposte

  1. Bellissimo.. grazie Roberto per questi gioielli certsini…

  2. Stupendo elogio della solitudine! Grazie per questo blog

  3. Grazie a voi, che mi seguite sempre più numerosi!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: