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Testimonianza di un aspirante certosino 2

Testimonianza di un aspirante certosino 2

cartoon certosino

Ancora una volta voglio offrirvi una spontanea riflessione di un giovane che ha provato l’emozionante vita tra le mura di una certosa, a voi il testo inviatomi.

Sia lodato il nostro Signore Gesù Cristo.

Attraverso questa testimonianza, vengo a descrivere il mio soggiorno nella Certosa di Nossa Senhora di Medianeira.

Dapprima, vorrei dire cosa mi ha portato a scegliere l’’Ordine dei Certosini: mi sono individuato fin dall’inizio con l’aspetto dell’ordine, l’altro motivo è che la contemplazione e il culto divino certosino sono bellissimi, ho sentito dire che il culto contemplativo di loro è il più fantastico. Il mio soggiorno presso il monastero era di due mesi. Quando sono arrivato del viaggio, ho aspettato i monaci che venivano a prendermi, in una piccola strada sterrata senza luce. Quando sono entrato in macchina, ho sentito un forte profumo di purezza, un odore simile al odore di erbe, che mi ha fatto riflettere sul mio ascetismo. I monaci hanno un aspetto diverso…!

All’arrivare nella Certosa, il Padre Maestro mi ha portato alla mia cella e ho iniziato la mia esperienza di monaco certosino. Nella prima settimana, il Padre Maestro mi ha permesso di prendere il caffè nero e mangiare qualcosa al mattino. Nella seconda settimana questo privilegio è terminato. Mi hanno permesso però di dormire su un materasso normale e non su un materasso di paglia. Il Padre Maestro, uno spagnolo, era estremamente pio e allegro, aveva un notevole capacità di relazionarsi con le mie difficoltà, con una sensibilità profonda, tanto da percepire sempre quando stavo male o ero scoraggiato per l’adattarmi al silenzio ed alla clausura, qualcosa di insolito in questi giorni nel mondo qui fuori. Il Priore era come un padre. La giornata iniziava con il batacchio della campana chiamando tutti alla Messa, non aveva omelia e aveva un tipico canto gregoriano e una liturgia autentica della Certosa: è meraviglioso, bellissimo, direi unico. Avevo il mio posto nel coro e ho potuto cantare insieme a loro, perchè sempre ho praticato a casa il modo come loro cantano. Ed il padre maestro ha riconosciuto che ero intonato: la mia dedizione a casa era stata utile.

Dopo la Messa, come primo ho fatto l’esperienza di fratello monaco, io andavo al lavoro in giardino, in cucina oppure in un altro luogo nel monastero. Una volta o l’altra, un monaco iniziava il lavoro con me, poi scompariva nel monastero e quindi io continuavo la mia solitudine con Dio nella contemplazione.

Dopo tre ore al lavoro, io tornavo alla cella e aspettavo che arrivasse il pranzo attraverso lo sportello, io pranzavo da solo leggendo un libro: Santorale dei Santi Certosini. Mi ricordo del certosino “Santo Odone”. I miei compagni nella cella erano gli uccelli, una volta o l’altra essi venivano a mangiare nel giardino della mia cella.

Dopo il pranzo, ogni due giorni, il Padre Maestro veniva alla mia cella per chiacchierare e, il più delle volte, noi piangevamo dal tanto ridere, lui era molto amabile e divertente. Dopo egli tornava al lavoro ed alle ore17 vi era la preghiera dei Vespri nel Coro. Io piangevo di emozione davanti del canto dei monaci certosini: il culto divino di loro è meraviglioso.

Dopo io tornavo alla cella con una bottiglia di succo per fare un piccolo pasto con gli avanzi del pranzo. Poi leggevo qualche libro, pregavo per tutti del mondo, per la chiesa, per la mia famiglia. E  poi dormivo dalle 9 fino alle 23 ore, per svegliarmi e pregare il Mattutino, questo era il momento che mi piaceva di più. Io uscivo della mia cella in un freddo gelido, e nel buio del monastero io trovavo uno ad uno gli altri monaci che uscivano dalla cella per adorare Dio fino all’alba. Il cielo era bellissimo, pieno di stelle. Noi restavamo in preghiera fino alle ore 2, oppure quando era un giorno di festa restavamo fino alle ore3.30 lì. Poi io tornavo con il cuore colmo di gioia alla mia cella nella solitudine e nel silenzio.

Ho conosciuto monaci di Belgio, Germania, Stati Uniti, Francia, Spagna, Colombia e Brasile. Loro erano molto accoglienti e pii. Nella passeggiata del lunedì, loro volevano sempre camminare in coppia con me, per parlare delle loro esperienze e sapere delle mie. Tra tutti i monaci, c’è n’era uno che avevo già notato quando eravamo nel coro, lui entrava in una profonda contemplazione, entrava in estasi: mio Dio, che bello!! Oh Bonitas!!! Testimoniando questi momenti ho riflettuto sulla storia della Chiesa cattolica e dei suoi Santi: San Giovanni della Croce, Santa Teresa d’Avila, San Bruno, San Benedetto, Sant’Antonio, San Benedetto e molti altri che hanno raggiunto un alto grado di contemplazione. Mi emozionavo quando un monaco iniziava un canto e gli altri rispondevano in coro. Ho potuto partecipare alla grande passeggiata,spaziamento, che accade una volta l’anno in cui vi è un picnic. Noi attraversavamo fiumi e foreste nella gita, immersi nella natura incontaminata.

Con questa esperienza ho potuto confermare, tra tutti i luoghi religiosi che ho conosciuto, non ha come non dire che nella Certosa c’è qualcosa speciale. Quando sono tornato a casa a maturare più la mia decisione, ho notato che sono un altro cristiano: la mia penitenza di solitudine e silenzio ne era valsa la pena e sento che ha aumentato il mio grado di contemplazione per la misericordia di Dio. Non è facile vivere nel deserto della Certosa, ma Dio premia chi si lancia ciecamente nella follia della Fede, preferendo Lui. Io rimango in preghiera per quasi un giorno per poter donare la mia vita all’Ordine e glorificare a Dio nella Certosa.

Infine, voglio confermare a chi sta leggendo: c’è qualcosa di divino nella Certosa e Dio ha qualcosa da dimostrare che il mondo non offre e che non potrà mai offrire. La Certosa è un luogo di santificazione. Un anno lì, sarebbe come 5 trascorsi qui fuori seppur in contemplazione,  Per questo è forte il grado di ammirazione di questa Ordine. San Giovanni della Croce già ha descritto l’importanza della penitenza e abnegazione delle cose del mondo per raggiungere questa contemplazione.

Siate con Dio e la Vergine Maria.

Oh Bonitas!

Con Gesù e Maria.

Da un’anima innamorata di Dio…

Come vedete dal cuore di un giovane rapito dal carisma della vita trascorsa in certosa, una preziosa testimonianza che lascia trasparire la gioia ed il trasporto verso la vita ascetica. Grazie da parte di tutti i lettori di questo blog.

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Una Risposta

  1. Bellissima testimonianza, ricoro la frase di san’Agostino, “E’ fatto per te in nostro cuore e non avra’ pace finche’ non riposera’ in te”, mentre il salmo dice, “Solo in Dio riposa l’anima mia, solo da lui la mia salvezza”

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