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Intervista a Dom Antão Lopes

Intervista a Dom Antão Lopes

Dom Antao Lopes.

Oggi vi offro questa intervista rilasciata dal Priore, Dom Antão Lopes, della certosa portoghese di Scala Coeli di Evora. Questo documento filmato, in lingua portoghese, è imperniato sull’importanza del periodo quaresimale per i monaci certosini. La Quaresima che ha inizio con la celebrazione delle Ceneri (18 febbraio scorso), è un periodo di quaranta giorni, esclusa la Domenica, contraddistinto da digiuni, penitenze e conversione, finalizzato alla preparazione della Pasqua, la principale festa del calendario cristiano. Ciò premesso, oltre al filmato che potrete vedere vi allego la traduzione in italiano del testo della preziosa intervista, affinché possiate comprendere appieno il contenuto di essa.

Il Priore della Certosa Scala Coeli di Évora, Dom Antão Lopes, considera che il tempo della Quaresima corrisponda al quotidiano per i certosini, poiché essi vivono “tutto l’anno nel deserto.”

“Il deserto è il significato della certosa. La nostra vocazione consiste nel trascorrere tutto l’anno da soli con Dio e digiunando”, il deserto del monaco è la sua cella, dove passa la maggior parte del tempo.

“Questo spazio ci collega al deserto della Giudea, quello esterno, alla natura, dove Gesù si è ritirato. Ci riporta anche ai primi Eremiti della Chiesa (Padri del deserto) che si sono ritirati nel deserto dell’Egitto e della Siria, Santo Antonio, San Paolo l’eremita, San Pacomio…tutti loro hanno cercato di imitare Gesù in un luogo che facilitasse la natura”.

Il Priore ha aggiunto che in certosa, il Tempo della Quaresima non si differisce molto dal resto dell’anno, tranne che per il digiuno che è “più forte” e la liturgia “più abbondante e ricca”, con maggior tempo dedicato alla preghiera ed al canto.

Dom Antão Lopes, osserva che quando i media parlano della certosa, danno grosso risalto all’ astinenza, ma che i monaci invece non le danno così tanta rilevanza.

“Egli nel descrivere la vita quotidiana di ogni monaco, rivela che mangiare poco fa parte della “normalità” di una vita in cui il nucleo importante è la preghiera.”

“È qualcosa che entra nella normalità della nostra vita. Il fatto che mangiamo poco e in modo più semplice è una cosa che ci rende più tempo libero e anche è più economico. Il più importante per noi è la preghiera. Questo è l’aspetto più forte della nostra vocazione”, ha asserito.

La giornata in certosa è divisa in tre parti (otto ore di preghiera, otto ore di lavoro e otto ore di riposo), in cui la lettura ha un posto centrale nella formazione spirituale del monaco, in particolare la Bibbia, a somiglianza dell’esperienza del deserto vissuta da Gesù.

“Non possiamo dimenticare che Gesù, nel deserto, ha vinto le sue tentazioni con la Parola di Dio. Per noi, la Scrittura è un aiuto fenomenale. Abbiamo anche le nostre tentazioni, le nostre idee, pensieri che a volte sorgono dentro di noi. La Scrittura e soprattutto il Vangelo, è molto importante “, afferma Dom Antão.

Egli ci ricorda che i monaci non si impegnano in attività redditizie e devono anche avere un minimo di costi.

“Per l’aumento della vita contemplativa, i costi devono diminuire. E per ridurre i costi, dobbiamo mangiare meno, usare l’abbigliamento per un periodo più lungo, utilizzare i mobili e gli utensili della cella per più anni … questa qualità di digiuno e di mangiare più semplice hanno un obiettivo, al fine di dedicare più tempo alla spiritualità e meno al materiale. ”

Solamente con 6 monaci, la radicalità della vita nella certosa di Évora, ha come  difficoltà principali “la solitudine e la famiglia.”

“La rinuncia alla famiglia costa moltissimo, è costato a tutti noi, la solitudine costa anche, ma è un mezzo per arrivare a Dio”, conclude.

 

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