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Il vagabondo di Dio

Il vagabondo di Dio

san Benedetto Giuseppe Labre

San Benedetto Giuseppe abre

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Il personaggio protagonista dell’articolo che oggi voglio offrirvi è: san Benedetto Giuseppe Labre.

Egli nacque, il 26 marzo del 1748, in una famiglia numerosa e povera di Amettes, in Francia e sin da piccolo si curò, trasferendosi presso uno zio sacerdote, della sua formazione religiosa. Le letture e gli studi fatti presso la biblioteca dello zio, maturarono nel giovane Benedetto l’idea di una forma di vita religiosa il più possibile lontana dal mondo, che lo spinsero a considerare di abbracciare la vita monastica. Il giovane zelante provò ad entrare nella Trappa, ma senza successo, fu così che decise di provare a diventare certosino. Provò inizialmente, a soli diciannove anni, ad entrare nella certosa di Longuenesse, ma essendo tale convento devastato da un incendio, in quel periodo non accettava novizi. Fu così che il giovane Labre si rivolse alla certosa di Montreuil, nella quale non fu accettato poiché ritenuto troppo giovane e quindi non idoneo, ma fu invitato a studiare e verificare la sua vocazione. Il giovane ascoltato il consiglio e senza demordere frequentò una scuola per seminaristi. Sempre con maggiore determinazione, il 12 agosto del 1769 si presentò nuovamente alla certosa di Montreuil, dove questa volta fu ammesso senza difficoltà coronando il suo sogno.

Ma come spesso vi ho narrato la Provvidenza stravolge sorprendentemente i piani da noi concepiti per la nostra esistenza, ed infatti questo pio giovane integratosi nella vita fatta di silenzio meditazione e preghiera ben presto verrà afflitto da ansia ed angoscia.

Dopo soli 40 giorni, il Priore della certosa espresse il suo lapidario parere su questo giovane: «Via, la Provvidenza non vi chiama nel nostro istituto, seguite le ispirazioni della grazia».

A seguito di tale sentenza Benedetto scrisse ai suoi parenti il giorno stesso della partenza dalla certosa, il 2 ottobre 1769: «Mio carissimo padre e mia carissima madre. Vi informo che non avendomi i Certosini giudicato adatto alla loro condizione, io ne sono uscito il due di ottobre; io considero la cosa come un ordine della Divina Provvidenza che mi chiama ad uno stato più perfetto, essi stessi hanno detto che era la mano di Dio che mi ritirava da loro. Dunque, mi incammino verso la Trappa, questo luogo che desidero tanto, e da tanto tempo. Vi domando perdono di tutte le disobbedienze e di tutte le pene che vi ho causato. Vi prego caldamente l’uno e l’altra di darmi la vostra benedizione affinché il Signore mi accompagni. Io pregherò il buon Dio per voi, tutti i giorni della mia vita, soprattutto non vi preoccupate per me. Anche se avessi voluto restarvi, non mi avrebbero ricevuto, per questo mi rallegro molto, perché vedo che l’Onnipotente mi guida. Non affliggetevi perché sono uscito dai Certosini, non vi è permesso di resistere alla volontà di Dio che così ha disposto per il mio più gran bene e per la mia salvezza. Vi prego di fare i miei auguri ai miei fratelli e sorelle. Accordatemi la vostra benedizione, non vi darò più alcuna pena, il buon Dio che ho ricevuto prima di uscire mi assisterà e mi condurrà nell’impresa che Lui stesso mi ha ispirata. Io avrò sempre il suo timore davanti agli occhi e il suo amore nel cuore. Spero molto di esser ricevuto alla Trappa; in ogni caso mi assicurano che l’ordine di Sept-Fonts non è tanto duro e si è ricevuti anche se molto giovani. Ho l’onore di essere, con profondo rispetto, vostro umilissimo servitore. Montreuil, 2 ottobre 1769. Benoît-Joseph Labre».

Ma dopo aver tentato altre esperienze monastiche il giovane, asoli ventidue anni, decise di peregrinare e portare tra i poveri la sua vocazione, capendo che il suo posto non era all’interno di un convento ma per strada.

Percorreva i suoi itinerari con un sacco sulle spalle contenente vangeli e testi sacri, visse di offerte che donava ad altri poveri come lui, e per questo che era noto come “il vagabondo di Dio” o lo “zingaro di Cristo”. Queste misere condizioni di vita lo condussero a contrarre una malattia che lo portò alla morte a soli 35 anni, egli si spense a Roma il 16 aprile del 1783. Al suo funerale c’era una moltitudine di gente che aveva avuto modo di conoscerne le sue virtù, ben presto la fama della sua santità si diffuse in tutta Europa. Fu beatificato il 20 maggio 1860 e canonizzato l’8 dicembre 1881 da papa Leone XIII. La sua festa è oggi 16 aprile.

Una Risposta

  1. Gracias por compartir la vida de San José Labrador, su incesante búsqueda de Dios y su inquebrantable obediencia a su voluntad… un gran ejemplo de humildad, Lo tendré presente en mis oraciones. Dios los bendiga!!!

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