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Il canto liturgico dei certosini

Il canto liturgico dei certosini

ufficio notturno nella penombra

La liturgia conventuale all’interno delle certose è sempre cantata, e prevalentemente in latino. Il canto gregoriano della chiesa di Lione dell’ XI secolo, preferito dai certosini, armonizza le melodie e le parole, ed è eseguito rigorosamente senza l’accompagnamento di strumenti musicali, come stabilito dagli Statuti. Esso si distingue da altri gregoriani, per la sobria ed austera semplicità, inoltre, va detto, che sin dall’inizio il loro esercizio doveva risultare un valido complemento espressivo alla contemplazione interiore di monaci dediti alla vita solitaria. Per una cronistoria più tecnica vi suggerisco questo interessante articolo.

Nei secoli, molti rimasero rapiti dalla melodia armoniosa sprigionata dal canto dei monaci certosini, come vi ho già menzionato anche Francesco Petrarca ne rimase profondamente ammaliato, definendolo “angelico canto“. Piu recentemente, nel 1985, Robin Bruce Lockart autore del libro “Halfway to Heaven. La vita nascosta dei certosini” scrive sul canto certosino ciò che segue:” Il giorno certosino inizia in un’ora in cui gran parte del mondo comincia la dissipata vita notturna o sta appena iniziando a dormire al termine degli eccessi di una giornata materialistica. Alle 23:45 il monaco si alza dal suo letto austero per recitare il Piccolo Ufficio della Madonna, poi, lasciando la sua cella, si reca attraverso i chiostri alla chiesa del monastero. Il coro si riempie, i monaci professi nei loro abiti bianchi, ed i novizi nei loro mantelli neri. La chiesa è nel buio quasi totale, l’unica luce proveniente dalla lampada del santuario e da lampade fioche ombreggiati nel coro. Dopo un periodo di profondo silenzio il canto della lunga della veglia notturna di Mattutino e Lodi inizia. Il canto porta, nelle sue cadenze, impennata lodi di Dio, poi affonda fino alla supplica umile. A volte sembra quasi di entrare in un pianto di pentimento prima di versare in sé sentiti sussurri d’amore. Il canto, ricco di antichità Gregoriana, ha una santità tutta sua, e come un ufficio cantato procede, è impossibile non rilevare come il fervore dei Salmi prende il sopravvento, avvolgendo non solo i monaci, ma anche l’ascoltatore in tribuna “. Ovvero qualche privilegiato ospite, esterno alla clausura, che raramente assiste alla celebrazione. “La purezza del canto certosino … è stata gelosamente conservata per secoli; più lento, più basso acuto e meno melismatico del canto dei Benedettini, e si ritiene che il  canto certosino sia più profondamente spirituale da parte di coloro che li hanno sentiti entrambi “.

E prosegue :”Il seicentesco Cardinale Bona, che effettuò una vasta ricerca sulla liturgia, narra che era esattamente il canto certosino che Cristo ha raccomandato nelle sue rivelazioni a santa Brigida, patrona della Svezia”. Lockart afferma senza mezzi termini che quella certosina è  “la vocazione più alta a cui l’uomo potrebbe essere chiamato, e che in ogni Certosa, vi è ‘la verità eterna, la sapienza eterna, la pace eterna e la sanità mentale eterna.

Come propostovi nell’articolo, dedicato all’’Umbratilem, anche il pontefice Pio XI, loda il canto certosino con splendide parole…a ora determinate, di giorno e di notte, si radunano in chiesa, non per salmodiare come si fa in altri Ordini, ma per cantare con voce viva e rotonda tutto l’intero Ufficio divino senza il soccorso d’alcun strumento e secondo le antichissime melodie gregoriane dei loro codici. Come potrebbe il Dio delle misericordie non esaudire i voti di quelle anime ferventi che lo supplicavano per la Chiesa e per la conversione degli uomini”?

Ma del resto il grande S. Agostino soleva affermare che “Chi canta prega due volte”

L’ascolto del canto gregoriano risulta inoltre essere un vero amplificatore d’interiorità, esso infatti sembra spalancare l’accesso al tempio dell’anima. E’ stato appurato, scientificamente, che l’ascolto del canto gregoriano regola, rafforza e intensifica la respirazione, favorisce lo sviluppo del sistema uditivo, fa vibrare il corpo, tonifica e calma il sistema nervoso donando benessere a tutto il corpo, rivitalizzando gli organi interni e vivificando tutto il sistema ghiandolare endocrino, amplificando ed ottimizzando il campo elettromagnetico. Insomma una vera terapia!

E’ per tutto ciò, cari amici che continuerò a proporvi nella sezione “canti certosini”, di questo blog contenuti audio che vi allieteranno nell’ascolto, contribuendo a schiudere il vostro animo elevando nel contempo la vostra capacità di meditazione, ed ascesi. A presto con nuovi brani certosini…..

2 Risposte

  1. Non riesco a far suonare nenun canto del “Jubilate Deo”

  2. Grazie di questo nuovo articolo…così bello! Il canto certosino mi riempie il cuore di struggente nostalgia….

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