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Una giornata indimenticabile (Parte prima)

Una giornata indimenticabile

(Parte prima)

Roberto Sabatinelli e Tonino Luppino

Cari amici lettori e seguaci di Cartusialover, voglio rendervi partecipi della mia recente visita a Serra san Bruno, la ridente e meravigliosa cittadina calabrese ove si trova la certosa dei Santi Stefano e Bruno. E’ stata per me una giornata indimenticabile, trascorsa in compagnia del mio caro amico giornalista Tonino Luppino, che ha condiviso con me l’immensa gioia di poter entrare in certosa ed incontrare la comunità monastica. Ma di questo vi parlerò dopo…

La descrizione testuale sarà come sempre corroborata da video ed immagini che spero vogliate gradire.

La giornata è cominciata in mattinata, ed ha avuto un inizio “turistico”, ovvero ci siamo avviati verso la natura incontaminata che cinge il monastero certosino La prima tappa è stato il laghetto, che cattura e rapisce l’animo con il suo indiscutibile fascino, amplificato dallo scroscio dell’acqua che sgorga da una nicchia del 1645, e che sfocia nella vasca in granito ove fa bella mostra di sè la statua di san Bruno inginocchiato, che ricorda le penitenze del santo. La fontana nei pressi è invece addirittura datata 1190! La sensazione di quiete, di frescura e di pace è impressionante. Abbiamo proseguito il gradevole cammino, salendo lo scalone in pietra realizzato da Stefano Pisani, che conduce verso la chiesa di Santa Maria del Bosco e del Dormitorio situato di fronte. Il silenzio del bosco circostante è rotto dalla registrazione del  canto dei monaci, riprodotto come sottofondo e diffuso da altoparlanti per far immergere turisti e pellegrini nell’atmosfera monastica. Una idea gradevole che facilita l’ascesa spirituale. La chiesetta, situata a 2 km dalla certosa, è l’eremo costruito da san Bruno appena insediatosi in questi luoghi. La facciata ricostruita dopo il terremoto del 1783, ha in alto una nicchia dove si scorge un busto di san Bruno che sembra guardarci dall’alto. Al suo interno nel pavimento una lastra di cristallo, lascia intravedere le ossa dei primi certosini che seguirono san Bruno, io e Tonino rivolgiamo loro una prece e poi osserviamo i dipinti alla parete ed una lapide che ricorda la visita di Giovanni Paolo II. Sull’altare la statua lignea ottocentesca di Santa Maria del Bosco, di fronte alla quale ci fermiamo all’unisono in preghiera. Uscendo ci rechiamo di fronte, dove saliamo dei gradoni che ci conducono al “dormitorio di san Bruno”, da dietro al cancello che chiude il luogo, ammiriamo con suggestione il luogo dove il fondatore dei certosini dormiva, pregava e si addormentò per sempre!! Il nostro olfatto viene rapito da un soave profumo di rose bianche, che si sprigiona dai fiori che adornano questa stanza.

La superba statua marmorea dello scultore Stefano Pisani, raffigura in maniera eloquente Bruno dolcemente addormentato su di un teschio, semplicemente meraviglioso!!

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A questo punto, il mio amico Tonino, vedendo la mia commozione approfitta per farmi una intervista, per cogliere in presa diretta il mio stato emotivo.

Mentre ciò avviene, dal caldo torrido di una giornata estiva, magicamente dal cielo scende una pioggia ritemprante e purificatrice che Tonino immortala. Prima di partire alla volta della certosa, un giro prospiciente il fitto bosco di abeti bianchi, faggi ed altri alberi di alto fusto e la loro vista dal basso verso la cima ci arreca un senso di piacevole vertigine. Ci sentiamo come avvolti dalla natura, tra  ruscelli, e l’imponente vegetazione, anche il tempo sembra come sospeso. L’ammirazione della natura incontaminata ci rimanda alla lettera a Rodolfo il Verde, scritta da san Bruno per descrivere questi luoghi incantati, e non solo l’apprezzare il fitto bosco stimola in noi una considerazione.

Proviamo infatti ad immaginare come potevano essere remoti a quell’epoca questi luoghi, che oggi appaiono a noi selvatici, e come fecero quei pii certosini a raggiungerli ed a viverci, superando i rigori invernali e le insidie del desertum cartusiano? Solo una fede incrollabile ed il desiderium erga deum rese possibile la loro sopravvivenza ed il loro insediamento.

Dopo queste riflessioni, proseguiamo il nostro percorso e ci rechiamo verso la certosa, mentre guidavo, l’indomito Tonino, da buon cronista, ha voluto farmi una seconda intervista.

Giunti fuori le mura della certosa ci mischiamo ai turisti nel fotografare le mura esterne e la statua di san Bruno, che è collocata nell’aiuola antistante la clausura. Tappa obbligata la visita alla cappellina esterna, aperta ai fedeli e dove è stata di recente collocata l’icona di san Bruno.

Ma mi rendo conto di essermi dilungato troppo nel racconto, poiché non voglio tediarvi, vi invito quindi a seguire la seconda parte di questo racconto nella quale vi descriverò il momento più toccante, ovvero l’ingresso in certosa. Pochè il bello, come avrete sentito dalla mia voce… deve ancora venire!

Una Risposta

  1. Sono felicissimo per te, Robertino. E’ come se io fossi stato tutto il tempo con te!

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