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Una giornata indimenticabile (Parte seconda)

Una giornata indimenticabile

(Parte seconda)

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Cari amici continuerò il racconto cominciato nell’articolo precedente, che vede me ed il mio amico Tonino Luppino giunti davanti al portone della certosa di Serra san Bruno. Ormai ci siamo!

In un  precedente contatto con l’autorità monastica, abbiamo chiesto ed ottenuto un appuntamento. Questo raro privilegio, ci permetterà di entrare in certosa, incontrare i monaci ed assistere ai Vespri.

All’orario convenuto, bussiamo al portone di ingresso che viene aperto da Fra Paolo Maria de Fonseca, che svolge mansioni di portineria, il quale ci dice con estrema gentilezza di attendere quello che sarà il nostro interlocutore, e richiude la porta L’appuntamento è stato difatti preso con Padre Ignazio, il Vicario della certosa, il quale dopo pochi minuti ci apre e ci accoglie nella stanza della Foresteria. Dopo i saluti di prammatica, ci accomodiamo, ed incominciamo a chiacchierare, in questo ambiente contraddistinto dal silenzio e da una frescura ritemprante. Io ed il mio amico ci sentiamo a nostro agio, mentre Padre Ignazio ci ascolta con attenzione ed interagisce con estrema spontaneità. Provo subito una sensazione di piacere nel colloquiare con quel certosino conosciuto da pochi minuti, ma che mi sembra conoscere da sempre!

Percepisco dal suo sguardo e dai suoi occhi, una serenità inaudita ed una inaspettata gaiezza, che solo apparentemente sembra cozzare con quell’uomo che ha scelto la vita eremitica, ma che si spiega con la gioia che egli ha nel cuore.

Trascorsi una ventina di minuti, Padre Ignazio ci invita a seguirlo, in attesa dei Vespri, vuole mostrarci alcuni ambienti monastici. Usciti dalla Foresteria ci sentiamo catapultati in un’altra dimensione, i nostri passi ed il miagolio di un gatto sono gli unici rumori percepibili nel nostro percorso, che ci conduce inizialmente in Chiesa. Prima di entrare, il nostro sguardo si posa sulla struttura diroccata dell’antica certosa crollata per il terremoto del 7 febbraio del 1783, e sulla statua di san Bruno antistante la chiesa.

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Entrandovi con Padre Ignazio, scorgiamo un fratello converso che incappucciato sta certosinamente lustrando il coro, che appare sorpreso della nostra presenza, ma continua imperterrito il suo lavoro. La mia emozione cresce stando a pochi metri dall’altare dove vi sono le reliquie di san Bruno, avverto che sono nel cuore della certosa e ne percepisco le pulsazioni!!! Ma il nostro percorso continua. Veniamo accompagnati dal nostro cicerone, che ci mostra la tabula hebdomadaria, poi la sala capitolare, il refettorio, la cappella delle reliquie e la biblioteca, illustrandoci con dovizia di particolari ogni caratteristica. Poi inaspettatamente, ci conduce nel chiostro dove in un silenzio surreale intravedo il cimitero, che presto raggiungiamo. Mi fermo, osservo quelle croci anonime di legno e mi soffermo in preghiera, pensando a tutti i monaci defunti.

La quiete è all’apice, ho la sensazione di trovarmi sulla strada verso l’infinito.

Visibilmente commosso, seguo Padre Ignazio che ci comunica che la funzione dei Vespri sta per cominciare, e quindi dobbiamo accomodarci nella tribuna posta sul portone d’ingresso della chiesa.

Vi accediamo attraverso un portoncino, all’interno del quale vi è una stretta scala a chiocciola, io e Tonino la percorriamo tutta e giungiamo a destinazione, sedendoci nelle panche. Di fronte a noi l’altare, e sotto di noi il coro con gli stalli, dove di lì a poco i monaci si accomoderanno. Il silenzio surreale, viene rotto dal suono della campana che richiama i monaci alla funzione alla quale stiamo per assistere, poi il rumore dei loro passi, qualche colpo di tosse ed infine intravediamo le loro sagome. Con i cappucci alzati, vediamo questi pochi monaci radunati per cantare lodi al Signore.

Ascoltare quelle salmodie celestiali ed osservare con ebbrezza l’altare ed il busto contenente le reliquie del santo fondatore dell’ordine certosino, mi fa trasalire i brividi essendo consapevole di essere partecipe di una esperienza unica. In ginocchio ed in meditazione io e Tonino seguiamo la funzione, e vi confido di aver profondamente recitato orazioni con la consapevolezza di essere spiritualmente più prossimo a Dio!

Al termine, i monaci hanno abbandonato la chiesa per fare ritorno nelle proprie celle, e noi lentamente abbiamo ridisceso le scale per incontrarci nuovamente con Padre Ignazio. Questi, dall’uscio della chiesa, ha preceduto il Padre Priore Dom Basilio Trivellato che aveva espresso il desiderio di conoscerci. Quante emozioni!

Abbiamo salutato il Priore, che ci ha accolto con affetto e con tanta benevolenza si è mostrato felice della nostra visita. Con il suo caratteristico accento veneto, ha interloquito con noi mettendoci presto a nostro agio. Dopo qualche minuto, gli ho esternato il mio desiderio di consegnarli un piccolo dono, dal valore simbolico e che lui non ha esitato ad accettare. Avevo deciso prima di raggiungere la certosa di prelevare del terreno dal cimitero della “mia” certosa di san Martino per portarlo in dono alla comunità serrese. Le perplessità su questa mia scelta erano tantissime, non sapendo come avessero potuto reagire i monaci a questo mio insolito dono. Ebbene amici, tra il mio stupore e l’incredulità di Tonino, Dom Basilio nel ricevere questo contenitore ha mostrato una gioia incontenibile, apprezzando visibilmente il mio gesto. Gli ho spiegato che simbolicamente aveva il valore di unire idealmente due certose, che negli eventi storici del passato sono state incardinate tra loro. Il Padre Priore ha anche riflettuto su quel dono compiacendosi e rivolgendo un pensiero ai suoi predecessori napoletani. Come un sogno che svanisce la nostra giornate stava per terminare, dopo esserci congedati dal Priore, Dom Ignazio ci ha accompagnati al portone salutandoci calorosamente. Il portone si chiudeva alle nostre spalle, e la atmosfera incantata  svaniva lentamente.

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Avevo appena vissuto una giornata indimenticabile, che resterà per sempre scolpita nella mia memoria e soprattutto nel mio cuore. Ringrazio i monaci che mi hanno offerto questa possibilità.

Ma prima di partire, decidiamo di salutare gli amici del vicino Museo della certosa, al cui ingresso (attualmente sostituisce la portineria) inaspettatamente incontriamo il simpatico Fra Paolo, che è felice di rivederci ed intratteniamo con lui una piacevole conversazione, nel quale gli ricordo un incontro avuto con lui 24 anni fa ed il suo passato da calciatore. Ci salutiamo dandoci appuntamento ad una prossima visita. Nell’accomiatarci, con una serenità difficile da spiegare, Tonino decide di farmi una ennesima intervista che riassume quello che abbiamo vissuto.

Penso possiate percepire dalla nostra voce la trepidante emozione nel riassumere quanto vi ho descritto. Spero di non avervi annoiato, ma sappiate che il mio intento era solo quello di farvi vedere con i miei occhi e percepire quello che i miei sensi hanno percepito al di là di quelle mura, una condivisione spontanea, che spero abbiate gradito.

Grazie.

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2 Risposte

  1. come Ti invidio.Deve essere stata una esperienza…..celestiale

  2. Carissimo Roberto,
    sono contento per te!
    Che bello deve essere stato incontrare dom Basilio, che ho avuto la grazia di conoscere a Farneta. E’ proprio un uomo di Dio con la semplicità di un fanciullo.
    Grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza!

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