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Felice in solitudine

Felice in solitudine

Felice in solitudine

Il testo che sottopongo alla vostra attenzione, è stato scritto da “un certosino”, che apre il suo animo esternandoci la sua gioia interiore, che pare non avere limiti. Semplicemente meraviglioso!!!

Felice in solitudine

Senza il figlio che tanto desideravo;

senza baci di una donna per compagna;

alle prese ogni giorno con l’austero

Così la solitudine mi ha inchiodato.

E Dio mi rende felice in altro modo.

Dentro pareti di rigorosa clausura

il cielo e la terra mie frontiere,

nella routine monastica e grave,

solo con l’avventura di fede.

E Dio mi rende felice in altro modo.

Come una nube che vola solitaria,

bella parabola del grano,

così vivo nella mia cella senza testimone,

nessun altro divertimento che la mia preghiera.

E Dio mi rende felice, e io lo benedico.

Pulso con il mio corpo consacrato

come pietra scolpita alla cava;

in attesa dell’Eterna Primavera

ansimando così tanto come sognavo.

E Dio mi rende felice in altro modo.

Domo il cuore con la castità,

l’umanità senza alcuna difficoltà;

in silenzio nella mia cella, in attesa

senza nulla che ammorbidisca la mia solitudine.

E Dio mi rende felice, eccome!!!

Un certosino

3 Risposte

  1. Mi sono commossa!!

  2. Questo scritto è un vero e proprio elogio della solitudine, un inno a quell’incontro concreto con il Signore della Resurrezione e della Vita, che si palesa in quell’esperienza “non raccontabile” che è la pace della cella, il quieto silenzio del Chiostro. E’ vero, come dice S. Bruno al suo amico Rodolfo: non si può raccontare, va sperimentato. E chi l’ha fatto può dire che è vero!

  3. Meraviglia!

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